Lasciamoli parlare...
L'Italia, si sa, non è un paese per giovani. La realtà calcistica doriana rappresenta una marcata eccezione alla pressante esaltazione del valore di esperienza. Forse la stampa nazionale si accorge del nostro progetto soltanto adesso, dopo l'impresa di un manipolo di giovani blucerchiati, saggiamente guidati da affermati compagni di squadra, capaci di bloccare sul pareggio nientemeno che la Vecchia Signora del calcio nostrano. Ma noi, che sapevamo e in silenzio sopportavamo i caustici commenti di chi non conosce appieno la nostra realtà, da tempo aspettavamo questo momento.
È storia recente che la nazionale italiana abbia intrapreso il suo percorso di rifondazione facendo affidamento sul blocco Samp. Qualche malizioso potrebbe affermare che attualmente il calcio italiano sta attraversando un momento terribile, ma noi non ascoltiamo e, sornioni, proseguiamo per quella strada che, finora, ci ha dato ragione. Nel frattempo ci prendiamo le nostre soddisfazioni, quando capita che i nostri meriti vengano riconosciuti.
È altrettanto recente la vittoria del proprio girone di qualificazione da parte della nazionale italiana Under 21, trascinata, quasi esclusivamente, dalle prodezze dei nostri tesserati. È un segno? Si lo è, anzi, molto più di un segno: è una piacevole realtà. Non costringeteci a fare la parte di quelli che dicono "Ve l'avevamo detto noi...". Sta male, non fa parte dello stile Samp.
Nonostante la sessione di mercato sia finita, ancora si sentono le sgradevoli voci di quelli che vogliono i nostri talenti in vendita, tipo saldi di fine mese: Cassano di qua, Pazzini di là, Palombo su e Ziegler giù. Sarà vero? Ma sì, li prendano anche tutti, noi abbiamo gettato le basi per un solido edificio che, qualunque cosa succederà, non crollerà. Preferiamo una sana programmazione agli acquisti folli, diamo poca soddisfazione agli esperti di fanta-mercato, siamo tirchi, siamo genovesi, lavoriamo sotto traccia: anche questo fa parte dello stile Samp.
Intanto ci godiamo un gustoso pareggio a Torino, una partita aperta, giocata alla pari. Si, proprio noi, quella squadra che ogni estate vendeva il pezzo più pregiato per impostare il suo misero mercato, in soli otto anni è riuscita a passare dai bassifondi della serie B ai preliminari di Champions, ha sfiorato una Coppa Italia e va in Europa ad anni alterni. Strano... Sarà anche merito di quei giovani irriverenti che hanno osato bloccare la Vecchia Signora milionaria nella sua stessa tana. Forse sarà un caso, ma il conflitto generazionale si è risolto in un pareggio. Giusto. Per ora, il tempo è dalla nostra...
