Lady Viviano: "Fiorentina? Emiliano a posto con la coscienza. Bravi lui e Montella a buttare il passato alle spalle"
Emanuela Tosini, moglie di Emiliano Viviano, ha rilasciato una lunga intervista ai taccuini di firenzeviola.it, nella quale si è ripercorso il passato del marito con la casacca viola, la maglia del suo cuore, ed esternato le sensazioni in vista della sfida di domenica al Franchi:
"Stavolta verrò di sicuro con degli amici e farò anche un bel giro per Firenze; è la prima volta dopo l'esperienza di Emiliano in viola perché sono tornata solo per far visita ai parenti. Saranno sensazioni pesanti e una grande emozione pensando soprattutto a cosa proverà mio marito. Per lui entrare al Franchi, nello stadio della squadra per cui tifa e in cui la maggior parte dei tifosi comunque lo apprezzavano, è sempre emozionante perché c'è cresciuto da tifoso e sentirà molta pressione, più di quando entra allo Juventus Stadium e lo insultano per 90 minuti per la sua fede viola" sorride.
Che tappa è stata Firenze nella vostra vita? "Personalmente mi sono trovata bene, tanto da stare fissa lì con i bambini anche se non dovevo scoprire nulla perché la conoscevo. Ad Emiliano, per esempio, potevano chiedere anche di andare tutte le sere in un viola club, come accade nelle società, che andava sempre più che volentieri. Ed anche i bambini proprio l'altro giorno mi hanno chiesto quando possono tornare alla giostrina in centro per fare un giro sui cavalli. Il piccino tra l'altro si sta appassionando sempre più al calcio e a volte la mattina mi chiede come è finita una partita. Conosce tutti i nomi degli allenatori e dei portieri di A, compreso Tatarusanu che pronuncia ovviamente a modo suo. E già sa anche quali squadre non deve tifare, Juve e Napoli... " scherza ancora "certo proprio perché conoscevamo già la città sentivamo piu pressione, che poi è costata cara".
Parlate mai del perché sia finita subito la sua avventura in viola? "Io non tocco l'argomento, lo avevo sconsigliato di accettare perché nemo profeta in patria anche se poi tanto schifo non mi sembra che abbia fatto ma ovviamente ci sono state scelte della società e dell'allenatore al riguardo, come accade nella carriera di un giocatore, che puoi solo rispettare. Lui è a posto con la coscienza, ha dimostrato anche a Firenze di essere un buon portiere. Gli ha fatto molto male essere escluso dopo l'errore di Roma come se un portiere non potesse mai sbagliare e rimanere in panchina a lungo, senza capire il perché. Se sente Neto? Sinceramente non credo, non lo frequentava a Firenze ed ora che è passato alla Juve anche peggio..."
Ecco dicevamo, è stata anche una scelta di Montella. Cosa hai pensato quando è arrivato alla Samp? "Quando è arrivato dentro di me pensavo smettesse perché passava da un allenatore che, essendo stato un portiere come Zenga, lo stimava ad uno che lo ha messo in discussione. Credo non abbia mangiato per qualche giorno - scherza - ma ora hanno un ottimo rapporto. Non c'erano rancori prima, intendiamoci, ma sono stati bravi entrambi a buttare il passato alle spalle per il bene della Sampdoria. Io gli ho solo consigliato di non tenere mai più nulla dentro e parlare se aveva qualcosa da dirgli ma non credo ci sia stato neanche bisogno perché sono dei professionisti".
