La voce dei lettori - Laura: "In amore deve prevalere il buon senso"
"Egregio Signor Garrone,
le scrivo da lontano, abito in Svizzera ormai da molti anni, ma nonostante tutto continuo sempre a seguire le sorti della mia amata Samdporia anche a costo di sacrifici. Fintanto che mi è stato possibile, ho frequentato lo stadio di Genova e seguito la Samp nelle trasferte, ho amato Mancini, Vialli, Bistazzoni, Pellegrini e tanti altri ancora, e amo ri ragazzi che ora portano in giro per l´europa i nostri meravigliosi colori.
Ho sofferto come tutti gli altri tifosi per tutte le sconfitte, ed ho gioito per le vittorie. In casa, (mio marito e i miei figli sono milanisti) é una lotta continua, ma nessuno mi può togliere il momento (per me sacro) di quando scende in campo la mia amata. Solo allora, mi sento come se fossi ritornata nella mia cittá natale, per quei novanta minuti mi risento a casa, grido ed incito come se fossi allo stadio e in caso di malaugurate sconfitte divento intrattabile anche con chi mi ama.
Ho due figli e só come un genitore si sente quando un figlio ti manca di rispetto, ma sono anche dell´idea che come genitori abbiamo il dovere di comprendere quando un nostro figlio è in difficoltá e di non sbandierarlo ai quattro venti, ma di aiutarlo incodizionatamente. E per Lei Antonio, lo só io e lo sá Lei, é come un figlio, anche per questo motivo tutto quello che é successo Le ha fatto del male, La capisco, ma Le chiedo di rivedere le Sue posizioni.
Non Le chiedo di chiudere un occhio e perdonare soltanto, non sarebbe giusto nei confronti di nessuno, né degli altri Suoi figli sampdoriani, tanto meno per Antonio, che non riceverebbe lezione alcuna. Applichi la giusta punizione, che sia essa pecuniaria e comportamentale, ma non punisca noi tifosi. Non ci tolga la gioia di sognare una grande Sampdoria. Da quando Antonio é entrato a far parte della nostra famiglia, finalmente abbiamo ricevuto il meritato riscontro nazionale, prima non avevamo visibilitá alcuna, nonostante ne avessimo meritata più di molti altri. Lei che come me é attento alle finanze della Sua famiglia, non privi la Sua famiglia non soltanto del prestigio, ma anche dell´aspetto finanziario che una rescissione del contratto comporterebbe.
Noi amiamo la Samp e siamo fieri di portare in giro il suo nome, i suoi colori, ma se ci fosse un ridimensionamento, e ci vedessimo costretti a lottare nella parte sinistra della classifica, coloro ai quali parleremmo dei nostri fantastici
colori, ci guarderebbero stupiti. È più saggio colui che accetta le scuse di colui che continua ad ostentare la sua cocciutaggine.
Le porgo cordiali saluti e mi auguro di tornare a vedere Antonio in campo con la nostra meravigliosa maglia. Si può sbagliare, ed é da coraggiosi chiedere scusa, si deve pagare pegno per l´errore fatto, ma in amore deve prevalere il buon senso".
Laura
