La forza di essere squadra

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© foto di Federico De Luca
giovedì 4 novembre 2010, 13:49News Doria
di Laura Ferrari

Ancora una breve attesa e sarà di nuovo Metalist, e si riparte dalle promessa lanciata da Vladimir Koman subito dopo la sfortunata partita a Kharkiv, un pronostico nato dalla delusione di veder vanificato un successo che sembrava acquisito dopo il suo bellissimo goal.

Promessa di riscatto e di non farsi più del male, per proseguire il nostro cammino nell'Europa League. Il nostro portierone Gianluca Curci, miracolosamente in campo domenica scorsa e autore di un'ottima prestazione, tirerà il fiato per lasciare il posto ad Angelo Da Costa e Vincenzo Fiorillo. Ora più che mai, largo ai giovani. Mister Di Carlo l'ha detto chiaramente che servirà il carattere più della tattica, e l'obbiettivo è la vittoria. L'errore di abbassare la guardia quando tutto sembra ormai acquisito si spera sia stato metabolizzato, e a giudicare dalla bella prestazione di Cesena, si direbbe che stiamo imparando a mantenere la giusta concentrazione fino all'ultimo secondo.

Ho visto una bella partita, una Samp combattiva e compatta che non ha subito nessun goal ed il Pazzo sbloccarsi al 92° grazie a quel cross al bacio di Guido Marilungo. Ormai pensavamo all'ennesimo sortilegio, si vedeva che al nostro eroico numero dieci il goal mancava, e anche molto, e questa gioia è arrivata nel recupero, per una volta ci siamo ripresi ciò che troppe volte avevamo disperso nei minuti finali, ed è stata una vittoria importante, che rilancia la classifica e ci mette nello stato d'animo giusto per affrontare gli impegni che ci attendono. Già, ci vuole uno stato d'animo di ferro per fronteggiare gli avvenimenti di quest'ultima settimana..

Non si può nascondere l'irritazione per la giornata di squalifica inflitta a Nick Pozzi dalla Lega Calcio. Non ha malmenato né inseguito nessuno nel tunnel, e la bestemmia, per quanto deprecabile, gli è scappata negli spogliatoi, non in campo e venti minuti dopo la fine della partita. Sicuramente non si devono utilizzare frasi blasfeme, ma fa discutere che analoghi comportamenti, stesse parole davanti ad un guardialinee, probabilmente in trance, abbiano ottenuto un diverso metro di giudizio. Se è vietato, allora andrebbero sanzionati tutti nello stesso modo, ma lo si capiva dall'inizio che, lasciando ad altri la discrezionalità del giudizio sui singoli episodi, ne sarebbero nate solo polemiche, e come al solito, nessuna spiegazione.
Sembra che nel nostro Paese si goda delle polemiche, le si vada a cercare tanto per scatenare gli animi e poter parlare di qualcosa.

Poi, è inutile negare che in questi giorni una vera e propria tempesta a ciel sereno si è creata col caso di Fantantonio. Gli addetti ai lavori sono tuttora in silenzio stampa, e per diversi giorni lo sono stata anch'io, volontariamente, perché questa vicenda mi ha profondamente scosso e a tutt'oggi, nonostante si aggiungano sempre più particolari, in realtà qualcosa continua a non tornarmi, in questo puzzle mi manca qualche pezzo. Sappiamo lui com'è, noi meglio di tutti, ha sempre diviso le opinioni sul suo essere uomo, mentre in campo ha sempre riunito tutti, possessore di un talento che già mi sale l'ansia alla reale possibilità di non rivedere più. Sono anni che ci prepariamo ad una sua eventuale partenza, ma mai avrei pensato che potesse succedere in un modo così burrascoso, con questo gioco al massacro dei soliti media, a cui Antonio, probabilmente mal consigliato, si è pure prestato con le sue apparizioni televisive, organizzate ad hoc affinché potesse chiedere pubblicamente scusa.

L'uomo Cassano, mordendo la mano tesagli dal suo, e nostro, Presidente che lo ha sempre amato e difeso, ha profondamente sbagliato, ed è giusto che sia sanzionato. Negare in tv, nonostante la presenza di testimonianze, non gli ha giovato, ma proprio perché non è un terrorista, non ho smesso di sperare in una seria punizione, ma che non includa l'immediata rescissione contrattuale, un estremo evolversi forse eccessivo e che lascia qualche perplessità per il nostro futuro, sia tecnico che economico.

La Sampdoria è Lei e il suo bene a cui noi “poveri” tifosi incolpevoli siamo interessati, noi che in questo momento ci stiamo preparando ad uscire dalle nostre case per andare a sostenerla allo stadio, per dare l'ennesima prova di fiducia e di amore verso questi colori; noi , il dodicesimo uomo in campo, sperando che passi presto la tempesta.