L'occasione di svoltare
Penso spesso a quanto sia vera quell'idea di Nick Hornby secondo cui le persone che ci conoscono finiscono per empatizzare con le nostre passioni sportive. Arrivano a pensare a noi, a volte pur avendo perso i contatti, quando la squadra per cui tifiamo vince una partita importante o ne perde una storica. Il bello è che questo succede anche a chi il calcio non lo segue e l'effetto è maggiore quando quella squadra non fa parte dell'élite che si gioca trofei importanti quasi ogni stagione.
Fever Pitch ormai è diventato un mostro sacro per quei tifosi che vivono con grande trasporto le vicende della propria squadra di pallone preferita. Quasi una bibbia, se non altro per la citazione di quell'ala senza capelli che giocava nella Sampdoria. Esistono però altri racconti entusiasmanti, uno anche vicino a noi, A Season With Verona, sull'annata di Tim Parks al seguito dell'Hellas.
Tornando a Hornby e all'epopea dell'Arsenal del 1989, viene in mente un calcio diverso che, molto banalmente, concedeva di sognare di più. Magari di azzeccare la stagione e di vincere uno scudetto, anche da provinciale.
Oggi invece, anche il tifoso si rende conto che ambire al quarto posto significa ottenere dei soldi. Soldi che permetteranno di rinforzarsi o di mantenere i propri campioni. Purtroppo non superare un preliminare secco compromette la possibilità di avere queste entrate supplementari e finisce per rendere la successiva stagione una vera incognita. E per fortuna che il mercato è stato soft, proprio per ripararsi da cadute letali in caso di eliminazione immediata dalla Champions (parliamoci chiaro, avremmo potuto acquistare ben pochi giocatori capaci di migliorare sensibilmente il livello complessivo della squadra).
Dove possiamo arrivare? Possiamo crederci ancora? Possiamo sperare di fare una miglior figura in Europa League, cominciando col vendicarci di quel Metalist inspiegabilmente corsaro qualche anno fa? Molto più della passata stagione, questa si rivelerà decisiva per il futuro della Samp. Sarà la personalità che metteremo in campo, in qualunque campo, a dirci se la squadra sarà matura e capace di confermarsi ad alti livelli, prendendosi un posto stabile in Europa, grande o piccola che sia.
Non abbiamo ottenuto i soldi, non abbiamo ottenuto il prestigio di giocare nei migliori stadi d'Europa, l'importante è capire e credere di aver ottenuto quella consapevolezza di sé che può portarci lontano, in modo che una stagione anonima nel centro classifica, o ancora peggio in zona retrocessione, siano cose di cui preoccuparsi solo fra molti anni.
