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STEFANO ORENGO (Polonia): Tenere ben salde le mani sul timone per non perdere la rotta. La chiave di questo scorcio di stagione passa per questo principio, ben sottolineato da mister Ranieri in settimana. La Sampdoria di quest’anno ha degli elementi tecnici di sicuro valore, ma questo non deve far perdere di vista l’obiettivo di portando avanti un gioco fatto di spirito di sacrificio e umiltà che ha portato alla salvezza l’anno scorso. Il derby di Coppa Italia deve insegnare: in passato abbiamo visto che, se si tiene sempre alta la soglia dell’attenzione, possiamo impensierire anche avversari più quotati; ma se questo spirito viene a mancare, ecco che i limiti vengono fuori e possiamo uscire sconfitti anche contro squadre più deboli. La Sampdoria domenica aspetta il Milan in una partita sulla carta proibitiva, ma con l’atteggiamento giusto e un po’ di fortuna nulla è scontato. E visto che in omaggio ai 120 anni dell’Andrea Doria indosseremo la maglia biancoblù a quarti della nostra progenitrice, il grido può essere uno solo: avanti Marinai!.
MARCO MOCELLIN (Stati Uniti, Sampdoria Club Usa): dopo le fantastiche vittorie con Fiorentina Lazio e Atalanta ci siamo subito dovuti ridimensionare con prestazioni non altrettanto all'altezza contro Cagliari - Bologna - Genoa in campionato e coppa!!...Una squadra stile Jekyll and Mr.Hide questa Samp a due volti che può esprimere un bel calcio per 45-60 minuti e poi sciogliersi come neve al sole appena prende un goal. Una coperta troppo corta, non abbiamo sostituti validi in panchina per spaccare la partita e anche un po' di confusione nelle recenti sostituzioni da parte del Mister che comunque adoro. Speriamo che il punto di Torino ci serva per ripartire. Forza Sampdoria SEMPRE.
SIMONE CASADEI PASTORINO (Belgio, Sampdoria Club Bruxelles): è un momento complesso per la squadra e va sostenuta. Le vicende societarie non devono offuscare la vista a noi tifosi. Detto ciò, sarebbe anche giusto che Ranieri, che nel complesso sta comunque facendo bene (credo che chi tifa Samp ricordi che ne abbiamo visti di peggio e con zero esperienza rispetto a lui), riconsiderasse comunque alcuni ruoli e alcuni giocatori. La squadra va sostenuta a prescindere ma, allo stesso modo, non si può chiedere ai tifosi di tapparsi gli occhi rispetto a certi giocatori e alle loro magre prestazioni, confermate negli anni e giustificati da parte dell'ambiente solo perché "Bravi ragazzi". La Samp prima di tutto!
FABIO PETULICCHIO (Australia): la buona classifica, con un discreto vantaggio sulla zona calda, fa senza dubbio dormire sonni relativamente tranquilli, alla luce del fatto che questa squadra ha ampi margini di miglioramento avendo giocato queste prime 9 partite con il solo Quagliarella davanti. È vero che Verre sta facendo benissimo e che Ramirez può giocare davanti ma entrambi non sono punte vere come Gabbiadini e Keita e se le squadre avversarie si chiudono, lo abbiamo visto col Bologna, là davanti per Quagliarella si fa durissima, solo contro tutti. Se pensiamo alle grandi qualità e alla voglia di Candreva o al grande talento di Damsgaard si può guardare al futuro con ottimismo, senza dimenticare che Jankto, soprattutto se schierato a destra, può dare un grande contributo. In difesa ottimo il rientro di Ferrari, i 4 centrali sono tutti buoni giocatori, ogni tanto qualche grave distrazione ma diciamocelo chiaramente, non è che in giro ci siano grandi fenomeni, quindi teniamoci stretti quelli che abbiamo. I terzini sono la vera nota dolente, perché, titolari esclusi, non ci sono riserve all’altezza, e in un ruolo dispendioso come quello un paio di validi ricambi per far rifiatare i titolari è assolutamente indispensabile. A Gennaio non servirà cambiare molto quindi e sono convinto che con la rosa al completo ci potremmo togliere delle soddisfazioni, a Marassi arriva la capolista e sono convinto che si possa batterla. Avanti Sampdoria!!!
MICHELE SCENI (Scozia): questa è una delle stagioni più strane della storia di ogni campionato, lo abbiamo detto all'inizio della stagione, lo continuiamo a dire ora e sicuramente lo archivieremo alla fine come tale. In mezzo a tutto questo la nostra Samp. Si poteva avere qualche punto in più? Forse. Ma se leggiamo quanto fatto fino adesso, non ci saremmo aspettati di perdere con il Benevento o in casa con il Bologna, ma forse nemmeno di vincere a Bergamo o in casa con la Lazio. Insomma questa è la Samp di quest'anno. Il campionato rispecchia il valore della squadra. Manca un po' di carattere, e ancora alcuni giocatori potenzialmente importanti come Keita sono indietro, ma penso che senza fare voli pindarici, possiamo guardare al futuro in maniera positiva sperando di toglierci qualche soddisfazione.
SERGIO LA CAMERA (Germania): sentendo le urla e la grinta di Sir Claudio dalla panchina o dalla tribuna, tanto più possenti quanto più gli stadi vuoti amplificano tutto quanto avviene in campo, sinceramente mi riesce difficile capire come a quest'uomo non venga un infarto ma – soprattutto – come la sua squadra non riesca ad assorbire tutta la sua foga agonistica e la pluridecennale, viscerale passione per il calcio. Fatemi forse andare controcorrente, ma abbiamo dei giocatori davvero validi. Giganti di altezza ed esperienza in difesa e centrocampo, Bereszynski, Yoshida, Ekdal, Thorsby, Ramirez. Fantastiche sorprese o conferme come Candreva (ha alzato immediatamente il livello sulle fasce), Augello (ma quanto è bravo…) ma anche Verre (osa di più, Valerio!). E davanti…il ventenne Damsgaard (non vi ricorda a tratti Schick?) e la quercia Quagliarella – limitato purtroppo da un'anagrafe che parla chiaro anche se sempre capace di sorprenderci. Ma anche le potenzialità, purtroppo sempre a singhiozzo, dei vari Colley, Keita Balde, Gabbiadini, Jankto. Senza dimenticare Audero, un portiere da 20 milioni che magari ne varrebbe il doppio se solo mai osasse uscire dall'area piccola e fosse meno timoroso. Ma allora perché non si è pervenuti a Cagliari, ci si è suicidati col Bologna, si è buttato via il derby in Coppa Italia – sprazzi di grande gioco (vedi primo tempo nel derby) e poi blackout assoluti…al punto di doversi persino accontentare dell’ultimo pareggio contro il Torino: l'ennesima partita che si sarebbe potuto vincere se Ranieri avesse potuto trasmettere ai ragazzi anche solo il 15% della sua “Garra Charrúa”. E con un campionato così incerto, basterebbe poco per catapultarsi in ben altre zone di classifica e fare il pieno di morale: ragazzi, salvarci va bene, ma perché non osare di più?
MARIUS VADUVA (Romania): dopo le tre vittorie di fila contro Fiorentina, Lazio e Atalanta, la squadra è calata facendo solo 2 punti in 4 gare. Si vede la difficoltà nel trovare continuità di risultati e mantenere la concentrazione alta per superare un certo livello esistente, provinciale direi, e fare un piccolo passo avanti per poter sperare a qualcosa di importante. Prestazioni insufficienti, errori nei cambi o di formazione, squadra rinunciataria senza spirito, questo abbiamo visto nelle ultime gare della Sampdoria, con un piccolo raggio di luce nella ripresa contro il Toro, ma anche con un'altra uscita dalla Coppa Italia, gettandola sempre via negli ultimi anni. Due stracittadine negli ultimi mesi, una in Coppa, e il bilancio di Ranieri diventa negativo e questo non capitava al Doria da tantissimi anni. Non offriamo più divertimento e gioco di qualità, ma forse possiamo sperare di ripartire dalla buona ripresa contro il Toro in vista delle prossime gare contro Milan e Napoli. Da sottolineare un'intesa di qualità tra Candreva e Quagliarella. Rimaniamo con il nostro solo e unico obiettivo salvezza, sperando almeno di poter divertirci un pochino di più. Svegliati Doria!
LORENZO VAN PERG (Portogallo): dopo una fase francamente negativa e una soprattutto sorprendente con le ottime vittorie di fila con Fiorentina, Lazio e Atalanta, è arrivata la sciagurata sconfitta in Coppa Italia. Metabolizzati i k.o. con Cagliari e Bologna, la partita con il Torino ha fatto sperare che si stia risalendo la china. Lavoro ce ne è tanto da fare: una difesa che balla e traballa con il puntuale regalo agli avversari, una mancanza di continuità fisica, a parte il solito sette polmoni Thorsby. Quagliarella sempre isolato e servito in maniera non adatta alla sua età e alle sue caratteristiche. Tra le poche note positive un rigenerato Audero e un ritrovato Bereszynski. Ha pure dato finalmente un segnale Ranieri, il quale ci aveva tristemente abituati ad aspettare il 70' per fare cambi, qualsiasi cosa stesse succedendo in campo. Giusto farli uscire, fregandosene della loro eventuale reazione. Speriamo si continui su questa strada, senza farci condizionare.
