IN OGNI POSTO CHE ANDIAMO: Dalla Francia: "Pescara già decisiva". Da Cipro: "Fiducia è la parola d'ordine". Dalla Spagna: "Proviamo a cambiare modulo"

IN OGNI POSTO CHE ANDIAMO: Dalla Francia: "Pescara già decisiva". Da Cipro: "Fiducia è la parola d'ordine". Dalla Spagna: "Proviamo a cambiare modulo"
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domenica 9 ottobre 2016, 09:53News Doria
di Redazione Sampdoria News
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LAURA PARISE (SVIZZERA): Abbiamo giocato sette partite, belle le prime due vittorie, belle, nonostante condite da sconfitte discutibili la terza e la quarta. Dalla sconfitta contro il Bologna, però si è cominciato a vacillare e a giocar davvero male, fino ad arrivare alla preoccupazione piuttosto profonda dopo la debacle di Cagliari. Allora ho cominciato a pensare che non ci fossero con la testa, nonostante si fosse arrivati ad un pareggio sofferto fino allo svarione da chi proprio non te lo aspetti! Con quello ho davvero capito che qualcosa non quadrava. Cominciava a farsi sentire la pressione delle sconfitte patite. Il pareggio arrivato allo scadere di una partita per il 90% dominata è stata la ciliegina sulla torta. La sosta sembra sia arrivata davvero al momento giusto, perché c’è bisogno di un reset, nella testa dei ragazzi, dell’allenatore e anche di noi tifosi. Non pretendiamo la luna, ma qualcosa che abbia un minimo di somiglianza ad una squadra di calcio sì. Non si possono passare 90 minuti nella metà campo avversaria e non riuscire neppure a creare una vera occasione pericolosa. E poi un minimo di reazione avversaria e ci vengono le gambe molli e si sbaglia l’entrata consentendo all’avversario di punirci. Io non sono un allenatore, ma a questo punto fossi in lui comincerei a far riposare qualcuno che le ha giocate tutte e magari farei scender in campo la formazione all’inverso, quella della fine secondo tempo dal primo minuto per finire la partita con quelli che in teoria avrebbero dovuto scender in campo dal primo. Non erano dei fenomeni all'inizio, e non son dei brocchi ora, ma di sicuro bisogna far in modo di concretizzare qualcosa in più, esser più pericolosi e cattivi sotto porta. Facile a dirsi stando seduti in poltrona. Sette punti dopo sette partite non sono un gran bottino... rimbocchiamoci le maniche e ripartiamo con lo stesso spirito visto nelle prime due giornate.

EDOARDO RICCI (SPAGNA): Dopo 7 partite il bilancio non fa dormire sonni tranquilli, almeno per quanto riguarda il sottoscritto. Tanto gioco grazie ad un centrocampo di alta qualità non può sopperire le problematiche di una difesa ballerina se non hai chi finalizza e butta la palla in rete. Con Quaglia che sembra ormai sul viale del tramonto e Muriel che ha dimostrato per l'ennesimo anno che la sua autonomia è di 3 gare, sinceramente, da quando è sparito lui la Samp ha smesso di segnare. Le partite con Bologna e Palermo hanno evidenziato i nostri limiti. La sfortuna c'è ma se contro una squadra come il Palermo non riesci a segnare allora è evidente che il problema più grosso non è la difesa, ma la mancanza di una punta che segna. Mister Giampaolo sicuramente è un buon allenatore,  è da un bel po' che non si vedeva esprimere un bel calcio dalla nostra Samp, tuttavia non è esente da colpe. Dal mio punto di vista sarebbe bene che...Primo: Bruno Fernandes deve giocare. È attualmente il giocatore più importante e l'unico che vede la porta (2 goal e 1 legno). Secondo: proviamo a cambiare modulo. Basta con la difesa a 4.  Difesa a 3  con 4 centrocampisti, cosi si può usare pure Dodò come esterno (almeno quello è il suo ruolo) e magari abbiamo più spinta ai lati (le ultime partite solo cross dalla trequarti che immancabilmente vanno tra le braccia del portiere o peggio nel Bisagno), 2 trequartisti che in questo caso potrebbero essere Fernandes e Praet (Ricky Dormivellia Alvarez non lo voglio più vedere manco alla PlayStation) e una punta... E qui.... A tentativi purtroppo ma sono convinto che se si riesce a trovare il modulo adeguato potremmo tranquillamente dire la nostra... In fondo... Siamo solo all'inizio.

FEDERICO MARTINO (GERMANIA): Il pareggio all'ultimo minuto contro il Palermo vale oro per come si era messa la partita. Il presidente Ferrero può anche dire che si aspettava una vittoria della squadra, ma quando vendi 4-5 titolari della passata stagione e li sostituisci con giovani di belle speranze, ma con poca esperienza in Serie A, è anche poi normale che la squadra faccia fatica e strappi un pareggio in extremis contro un Palermo piuttosto fortunato. Queste due settimane di sosta permetteranno a Giampaolo di lavorare ancor di più su un gruppo che piano piano sta trovando la sua quadratura, anche se poi in realtà 8 giocatori saranno con le rispettive nazionali. La squadra, nonostante le 4 sconfitte subite prima del pareggio col Palermo, ha sempre provato a fare la sua partita, creando gioco e non limitandosi a subire come ci si potrebbe aspettare da una squadra giovane quando gioca in trasferta. Il modulo collaudato di Giampaolo il 4-3-1-2 è adesso a mio modesto parere di fronte a un bivio, le prestazioni di Bruno Fernandes sono in costante crescita, e i 2 gol consecutivi ne sono una dimostrazione palese. Ora lo stesso portoghese ha ammesso che la sua posizione naturale è quella dietro le punte, ma con Praet e Alvarez trequartisti di ruolo si crea troppa abbondanza lá davanti. È per questo che Giampaolo potrebbe pensare a un doppio trequartista dietro Muriel unica punta oppure decidere di arretrare Bruno Fernandes Il reparto dove soffriamo di più è senza dubbio la difesa, ma me lo aspettavo. Skriniar mi sembra ancora troppo acerbo per la Serie A, e se Silvestre è come sempre affidabile, gli manca una spalla adeguata per affrontare il campionato. Sala dopo l'infortunio deve ancora ritrovare i giusti meccanismi, per un ruolo che non è proprio il suo naturale, e lo stesso per "capitan" Regini che, a causa dell'infortunio di Pavlovic e dell'inadeguatezza tattica di Dodò, si è ritrovato spostato a sinistra. Ora andiamo a Pescara cercando di fare la nostra partita e portare a casa dei punti!

GIORGIO LAULETTA (SCOZIA): Nel primo commento del nuovo anno calcistico avevo esordito con "un buon inizio, ma piedi per terra". Ora direi, "non tutto e' perduto". Non eravamo cosi' forti prima come non siamo cosi' scarsi ora. Purtroppo la storia alla nostra dirigenza non insegna mai nulla. Viste le terribili prestazioni difensive dello scorso anno si necessitava di puntellare accuratamente il reparto arretrato. Il risultato è stata la cessione e non sostituzione di un difensore e un terzino esperti e il rischio di catapultare nella mischia e bruciare due prospetti giovani come Skriniar e Pereira. Un inciso su Skriniar, è un ragazzo giovane e potenzialmente dotato, ma immaginate se voi foste impiegati giovani e dotati senza esperienza e vi chiedessero domani di diventare direttori di azienda. Ne sareste capaci? La morale è che maciniamo gioco alla trequarti, ma perdiamo per errori individuali di disattenzione in maniera sistematica. E contro il Palermo sembrava di essere tornati indietro di un anno. Poi chiaro, sfortuna e arbitri hanno contribuito, ma non deve diventare un alibi. Avevo elogiato mister Giampaolo e lo continuo a ritenere un ottimo profilo, ma personalmente lo vedo troppo testardo. La scelta di tenere un capitale da 20-25 milioni seduto in panchina, spompando un incostante Quagliarella, un impreciso Alvarez e un sorprendente Linetty è incomprensibile. Purtroppo dietro abbiamo la coperta sempre troppo corta. Contro il Pescara diventerà l'ennesima gara da vincere per evitare la paura ed un filotto terribile che ci vedrà giocare contro il Genoa e la Juve. Chissa che il pareggio all'ultimo minuto non sia stata la molla che ricarica una macchina apparentemente con poca benzina. Un inciso sulla nostra dirigenza. Caro Ferrero, comprensibile lo sfogo "se non vinciamo contro il Palermo con chi vinciamo?", mi verrebbe da chiederti però quale sia il tuo piano per i prossimi anni, cosa vorrai farne della Sampdoria, e con che politica intendi gestirla. Perchè il discorso di "giocare per la maglia" va bene fino a un certo punto, dietro ci vogliono idee e progetti. Presidente, detto da uno che ne capisce poco, le invenzioni non sono la base della vita di una azienda.

SERGIO LA CAMERA (GERMANIA): Spero che nessun lettore di questa rubrica ritenga che sia impazzito se, dopo un punto in cinque partite, il mio breve commento è improntato ad un moderato ottimismo. Ottimismo innanzitutto perché Giampaolo è ancora alla guida della Sampdoria in un mondo come quello del calcio italiano dove la programmazione è subordinata ai risultati con il paradosso che, se questi non sono tangibili nell’immediato, si stravolge la programmazione mettendo a repentaglio il raggiungimento degli stessi. Del resto, in ottica aziendale, è consuetudine che il neo assunto abbia un periodo di prova di sei-dodici mesi passato il quale il contratto in essere viene confermato oppure non più rinnovato. Avendo preso la decisione di affidare la panchina a Giampaolo, la dirigenza blucerchiata era ben conscia delle sue particolari idee e metodologie lavorative. Sicuramente il mister di Bellinzona dovrà apportare al suo credo tattico le necessarie correzioni. Questo non vuole dire stravolgerne l’essenza, bensì sapere adattarsi in corsa sulla scorta di quanto si vede ogni domenica sul campo (le piccole modifiche da approntare a breve termine sono a mio giudizio: un maggiore impiego di Praet, Fernandes e Schick; concedere una pausa di riflessione a Skriniar ed Alvarez; spostare Quagliarella e/o Muriel in zone più centrali del campo e, soprattutto, puntellare una difesa al momento fin troppo ballerina). Spero che alla fine di questa stagione calcistica 2016/2017 avremo la possibilità di giudicare il lavoro di un unico tecnico, la mano del quale risulta essere abbastanza evidente in queste prime settimane di campionato. Una certa idea tattica, giocatori che combattono fino alla fine (mai negli ultimi anni la Samp avrebbe pareggiato una partita al 95') e in ogni caso l’impressione di avere a che fare con un gruppo unito e con margini di miglioramento molto più ampi di quello che racconta la momentanea posizione in classifica. Del resto non può essere un caso che alcuni fra i giocatori in ombra dell’anno scorso – mi riferisco a Silvestre e Barreto, nonché al rientrante Regini – si stanno (ri)dimostrando validi giocatori. Mancanza di punti a parte, non è quindi tutto da dimenticare anche se la medaglia ha il suo rovescio. Il rigore contro la Roma era inestistente, ma la Samp ha subito per tutto il secondo tempo e solo Viviano ha evitato il tracollo. Contro Milan (gol regolare di Barreto, un rigore negato per parte) e con il Palermo ci stava la vittoria ai punti. Squadra in apnea nella trasferta bolognese. Gentile regalo di Viviano (capita anche ai migliori) al Cagliari, ma al Sant’Elia la Samp aveva comunque subito fin troppo. Episodi ed attenuanti, è vero. Ma è anche vero che in certe situazioni (totali amnesie di singoli giocatori o interi reparti, partite compromesse allo scadere…) non ci si dovrebbe mai trovare. E credo che lavorare per evitare che la squadra si trovi in queste situazioni sia il compito più arduo che attende Giampaolo ed il suo staff. Nella speranza, come detto, che possano essere giudicati a maggio per quanto fatto nell’arco di una stagione completa.

CORRADO CAMERA (CIPRO): Le mie personali sensazioni attorno a questa squadra restano positive. Nella maggior parte delle partite, esclusa forse Bologna, le occasioni da rete sono state create, anche se non sempre sfruttate al meglio. La squadra dimostra di avere un'idea di gioco che non si esaurisce con uno sterile possesso palla. L'approccio alle partite, con l'eccezione di Cagliari, non è mai stato sbagliato. Certo gli errori individuali, e in parte quelli arbitrali, hanno condizionato pesantemente l'attuale classifica e le quattro sconfitte hanno tolto serenità e tranquillità. Il pareggio acciuffato all'ultimo secondo con il Palermo si spera possa essere l'episodio che tolga pressione e inizi a riportare punti e risultati. La parola d'ordine per me ora è fiducia.

GIUSEPPE D'AMICO (RUSSIA): Dopo le prime due di campionato, in cui Muriel e compagni si erano distinti per cinismo e cattiveria agonistica, la squadra ha indubbiamente rallentato, uscendo sconfitta in alcuni casi anche in maniera rocambolesca (3-2 a Roma e lo 0-1 casalingo contro il Milan, tanto per dirne un paio). A mio avviso questa Samp ha dimostrato di avere un ottimo potenziale in prospettiva, ma nell'immediato si sta pagando lo scotto della consistente rivoluzione estiva, che ha portato a Bogliasco tanti volti nuovi provenienti da realtà e contesti totalmente differenti. Bisogna avere pazienza, dare tempo agli innesti dell'ultimo mercato per potersi ambientare, imparare la lingua e riuscire a piano piano a portare più fieno in cascina possibile. La prima sosta per le nazionali ha in un certo senso tagliato le gambe ai blucerchiati, che dopo il 2-1 con l'Atalanta sono incappati in una dolorosa serie negativa, ma queste due settimane senza Serie A saranno provvidenziali per fare di nuovo il pieno e ridare giri al motore della vettura firmata Marco Giampaolo. Le prime sette giornate hanno stabilito delle gerarchie abbastanza definite all'interno dello spogliatoio, con le carte che però potranno essere sempre mischiate, vista anche l'abbondanza di estro e fantasia soprattutto sulla trequarti. In attesa di capire cosa sarà della scatola misteriosa Djuricic, il Doria può contare su un talento purissimo come Dennis Praet, per cui vale ancora il discorso dell'ambientamento, Ricky Alvarez, che, nonostante sia apparso in alcune circostanze piuttosto evanescente, possiede grandi colpi e può illuminare in una realtà come quella blucerchiata, e Bruno Fernandes, il cui goal all'ultimo respiro contro il Palermo può significare rinascita.

GIACOMO ZANON (FRANCIA): Non ci siamo, non ci siamo proprio. Dopo un buon inizio con due vittorie consecutive contro Empoli e Atalanta, la Sampdoria di mister Giampaolo si è fermata di colpo. Quattro, quasi cinque, sconfitte consecutive che hanno fatto cadere i blucerchiati nei bassifondi della classifica.  Certo, il gioco non manca e la squadra è sempre stata in partita, se escludiamo il match di Bologna, forse l'unica sconfitta veramente meritata per Regini e compagni. Per il resto i risultati ottenuti dalla squadra sono il frutto della mancanza di incisività. Il gioco che vuole Giampaolo richiede fiato, tanto fiato. Non a caso i giocatori blucerchiati si esprimono al meglio durante i primi tempi dove riescono ad ingabbiare gli avversari con un pressing asfissiante. A questo pressing dovrebbero però accompagnarsi delle reti per permettere alla squadra di chiudere il primo tempo in vantaggio e dover semplicemente controllare la partita nella ripresa, sfruttando la velocità di Muriel in contropiede per chiudere i conti. E invece troppo spesso le cose non sono andate in questo modo. Dovendo continuare a macinare gioco anche nella ripresa la Samp va in difficoltà: nel secondo tempo infatti, la fatica non permette un pressing asfissiante, mette sotto pressione la difesa e rende più difficili le ripartenze. Ne risulta una squadra volitiva, coraggiosa ma poco efficace. Per invertire la rotta è necessario trovare nuove soluzioni offensive; la coppia Quagliarella-Muriel non sembra abbastanza affiatata e una promozione a titolare di Bruno Fernandez che ha fatto molto bene nei pochi minuti giocati, sembra opportuna. In difesa l'operato di Skriniar non è certamente eccezionale, ma il giovane slovacco ha bisogno di fiducia per rendere al meglio. È inutile negarlo, la partita di Pescara è già decisiva. Una vittoria è necessaria per rilanciare il progetto di Giampaolo e riportare convinzione ed entusiasmo tra le fila doriane.

LORENZO VAN PERG (PORTOGALLO): le prime due vittorie, nonostante contro squadre non certo di alta classifica, avevano portato non solo punti, ma fatto intravedere un gioco vero, fatto di passaggi precisi e tante occasioni da goal. Anche a Roma non credevamo ai nostri occhi dopo un primo tempo cosi sontuoso. Poi è successo di tutto, tra decisioni arbitrali avverse, una buona dose di sfortuna, la stanchezza, subentrando poi sfiducia e paura di sbagliare. Siamo così scivolati in quel limbo che ci persegui da anni, in un gioco senza mordente, con poche occasioni da goal fallite, mentre gli avversari ci castigano al nostro primo errore. Queste considerazioni non devono suonare come una totale giustificazione, anche noi ci abbiamo messo del nostro. Caro Giampaolo, spero che tu non sia un tecnico legato ad un unico modo, non si può basare l'attacco su un giocatore dall'età avanzata e su un talento incostante. Esistono altri moduli che possono favorire i tiratori da fuoroi area, tra i quali Torreira, Praet, Fernades e Cigarini. Per fortuna Silvestre sembra tornare ai livelli dei tempi di Mihajlovic, Regini pare molto migliorato, con Sala e Pavlovic sugli esterni la difesa sembra un settore abbastanza compatto, nonostante Sala sia molto predisposto agli infortuni e l'ex Frosinone sembra assomigliargli. Speriamo bene, sennò Pereira in involuzione, Skriniar che ricorda qualche suo recente precedessore e l'oggetto misterioso Dodò avremo poco con cui divertirci, sempre che dagli under 21 non esca il fenomeno...

FABIO PETULICCHIO (AUSTRALIA): Dalle stelle alle stalle... Dopo l'inizio scoppiettante che aveva illuso tutti i tifosi, anche quelli più pessimisti sono arrivate 4 sconfitte che hanno riportato tutti alla realtà, ovvero fare 40 punti il prima possibile ed evitare di finire nelle acque agitate di un concitato finale di stagione. La verità è che in nessuna delle 4 sconfitte consecutive abbiamo dato l'impressione di essere inferiori all'avversario. Con Roma e Milan sono stati gli errori arbitrali è un po' di malasorte a tarpare le ali ai ragazzi di Gianpaolo, con Bologna e Cagliari abbiamo perso rispettivamente per la bravura di Verdi che si è inventato un goal da cineteca e per l'errore di Viviano. La partita col Palermo doveva essere quella della verità e se con i tre punti avremmo guardato al futuro con grande ottimismo, una sconfitta ci avrebbe gettato nel baratro più profondo. Per fortuna il goal all'ultimo secondo di Bruno Fernandes ha cancellato l'incubo della quinta e immeritata sconfitta. I problemi ci sono e sono evidenti. La difesa ha grossi limiti, questo è vero, ma trovatemi quante squadre dietro hanno dei fenomeni... Ero e resto convinto che la società nonostante qualche errore abbia operato bene, investendo su giovani di qualità e ora tocca a noi tifosi dare il tempo al mister di trasmettere il suo insegnamento e ai ragazzi di crescere attraverso gli errori che sono sicuro non ripeteranno... A Pescara per vincere, avanti Sampdoria!!!

MARIUS VADUVA (ROMANIA): dopo le prime due giornate nutrivo ben altre speranze per questa stagione, mi sa dovremo faticare non poco anche quest'anno per salvarci in anticipo. Ci stanno gli episodi, non è un problema la sconfitta di Roma vista la prestazione offerta, ma quanto avvenuto dopo la gara dell'Olimpico è a mio parere piuttosto preoccupante. Giampaolo continua ad insistere su Skriniar, autore di almeno tre errori clamorosi che sono costati goal e punti, inoltreBruno Fernandes meritava un posto da titolare già contro il Palermo dopo quanto mostrato nei finali di Bologna e Cagliari. Mancano Dodò in difesa e Carbonero in mediana, il Carbonero ammirato prima dell'infortunio. In attacco giochiamo sempre con la coppia Muriel – Quagliarella, con il secondo in grande difficoltà in termini di ritmo. Budimir siede sempre in panchina, una scelta da me non condivisa. A centrocampo Alvarez si conferma molto opaco, mentre Praet dorà dimostrare di non rappresentare soltanto una grande promessa. Ora ci aspetta la trasferta di Pescara, poi derby (sarò presente al Ferraris), Juve e Inter. Un ciclo terribile, da affrontare però con un superiore spirito agonistico, la giusta aggressività e fiducia nei nostri mezzi, senza paura e augurandoci che Giampaolo possa compiere le giuste scelte.