Il tempo è tiranno
Ultimi giorni di questo assolato mese di luglio, si avvicina il momento tanto atteso, la prossima settimana si saprà quale squadra ci attende ai preliminari di Champions. Momento molto atteso ma che rischia di diventare anche temuto, a giudicare dallo stato d'animo prevalente in questo momento.
A riscaldare ulteriormente gli animi, per propria natura sempre in ansia, probabilmente si è aggiunto l'esito della prima amichevole “europea” contro il Porto di domenica scorsa. Unanimità di pareri sull'attendibilità del calcio estivo, incompleti come organico e con le gambe imballate da giorni frenetici di ritiro, ma forse eccessiva severità nel giudizio tecnico, visto che non è andata poi così male.
Era un test dove si sapeva benissimo che la squadra avversaria era di caratura maggiore della nostra, ma era considerato interessante soprattutto vedere la tenuta psicologica ed emotiva del gruppo dinanzi un avversario così titolato e in uno stadio che vantava oltre 40mila spettatori.
In realtà è proprio da questo tipo di test che si possono trarre le indicazioni che servono, ma sembrerebbe che, oltre ad aver rimarcato la necessità di qualche innesto nei ruoli ancora scoperti, abbia costretto tutti a guardare il calendario e rendersi conto che il tempo è tiranno e rischia di remare contro.
Sono sensazioni simili a quelle che precedono gli esami, quando si vorrebbe non fosse tralasciato nulla e si arrivasse preparati al meglio, alcune sono certamente condivisibili, visto che alcuni aspettano questo momento da vent'anni, ed altri non l'hanno neppure mai vissuto.
L'ansia maggiore non è determinata dalla sfiducia, o dal pessimismo cosmico, ma è paradossalmente creata dalla consapevolezza che i ritocchi servono, ma non si pensava che alcune trattative assumessero una lunghezza quasi biblica, e poco serve ricordarci che le situazioni, specie nel calcio, variano in tempo brevissimo, e già domani potremmo svegliarci con tutt'altro umore. Aggiungiamo pure che oltre agli appuntamenti europei assai impegnativi, c'è la Coppa Italia e, visti i sorteggi, un inizio campionato col botto: Lazio, Juventus e Napoli in sequenza. Dire che siamo tutti tranquilli sarebbe un pericoloso eufemismo, ma, fortunatamente, la stragrande maggioranza di noi è serena ed in attesa, trepida, ma realistica.
Aver mantenuto il più possibile l'assetto vincente dello scorso campionato, definendo le comproprietà e senza cessioni eccellenti è per troppi una cosa quasi scontata e di scarso rilievo, con i tempi che corrono invece rappresenta un buon punto di partenza se si vuole diventare ancora più competitivi. Questo mercato sta mostrando come diventi ogni anno più complicato trovare un naturale sfogo alla domanda e all'offerta, specie per medie società il cui budget non può essere stratosferico, a meno di non voler fare acquisti con denari prestati da società più grandi e diventare quindi loro satelliti.
Risalto mediatico fino al momento opportuno in cui si riprenderanno l'”oggetto” del loro investimento, lasciando in casa altrui un cantiere sempre aperto, e poco da rimproverarsi in odore di fair play finanziario, al quale invece, sarebbe da ispirarsi per calibrare queste ipervalutazioni. Si vede chiaramente che ci stiamo muovendo da soli su terreni irti di difficoltà, ma un po' ci siamo abituati!
Aspettare fino a quando i prezzi diventano più ragionevoli, renderà sì il mercato ricco di sorprese fino all'ultimo giorno utile, peccato che nel frattempo chissà quante coronarie ne avranno patito. Però tutto il sostegno possibile, specie ai nuovi arrivati, magari ragionevolmente un po' insicuri. La parola d'ordine è sempre stata e sarà sempre forza Doria, con grande orgoglio.
