IL SAMPDORIANO - Valori, lotta e cuore Sampdoria. Un abbraccio a Bek
Il blitz di Salerno e il bel successo contro l'Hellas ci avevano dato ossigeno dimostrando di poter ancora uscire dalla paludi. A Firenze siamo partiti bene ma le amnesie difensive dei singoli ci hanno fatto uscire dalla sfida con tre goal nel giro di pochi minuti. Il primo tempo shock con la Lazio ha riaperto discussioni sul futuro della guida tecnica, a poco è servita una ripresa caratterizzata dal nostro orgoglio e dalla spina staccata da un avversario imprevedibile.
Siamo arrivati al derby in pieno caos, con D'Aversa rimesso fortemente in discussione, una squadra circondata da vecchi timori, l'arresto di Massimo Ferrero e una situazione societaria in attesa di sviluppi. Nel periodo peggiore della propria storia recente la Sampdoria si è ricompattata, il mister è riuscito a mantenere il gruppo unito, concentrato e determinato, i leader dentro e fuori dal campo hanno fatto la differenza.
Antonio Candreva è una garanzia per qualità e sacrificio, Manolo Gabbiadini è tornato e non la smette di segnare goal pesanti, il suo recupero rappresenta il miglior acquisto possibile. Non scordiamo Ciccio Caputo, a segno nel derby e protagonista di pregevoli assist von Hellas, Genoa e Venezia, Fabio Quagliarella, una guida per i compagni anche dalla panchina, Omar Colley, un baluardo. Una menzione particolare per Albin Ekdal e Morten Thorsby, sempre trascinatori con un immenso contributo tattico, fisico e di dinamismo, vitale per il nostro equilibrio.
Al derby non abbiamo sbagliato l'appuntamento, lottando e facendo prevalere la superiore tecnica. Sulle ali dell'entusiasmo abbiamo staccato il pass per gli ottavi di Coppa Italia superando il tradizionale ostico Torino e sfiorando il bottino pieno con il Venezia. È vero, è innegabile il rimpianto per il successo svanito nel finale contro i veneti, basta ricordare le tre grosse occasioni non sfruttate per chiudere la pratica, ce lo saremmo meritati dopo la magnifica azione corale del vantaggio pronti via e una gara di autentica lotta ad alti ritmi contro un avversario che ha ben giocato ed è rimasto in partita fino alla fine.
A Roma andavamo ad affrontare una squadra gasata dal blitz di Bergamo, senza poter contare su Audero e Thorsby e ritrovandosi ben presto senza l'infortunato Ekdal. In pratica un'autentica emergenza in mezzo al campo senza due elementi anime della squadra, eppure abbiamo giocato con personalità e spirito propositivo, tenendo spesso il pallino del gioco. I sostituti e i subentrati hanno denotato progressi e conferme, ad esempio Askildsen e Ferrari. Abbiamo messo in campo qualità, voglia di lottare, un'identità di gioco, spirito di reazione, attributi, portando a casa un punto strameritato.
E adesso? A breve conosceremo il nuovo Presidente e, in attesa di aggiornamenti sul fronte societario, a gennaio si prospetta un mercato assai complicato; da una parte l'esigenza di fare cassa senza svalutare il valore dei cartellini e collocare gli esuberi, dall'altra non perdere tasselli importanti per strada e rinforzare l'organico laddove sarebbe necessario. Saranno settimane e mesi decisivi dentro e fuori dal campo per il presente e futuro della Sampdoria.
Mi unisco al dolore di familiari, amici e ultras per la perdita di Bek Giacomo Fantoni. Sui gradoni della Sud, in giro per l'Italia e in occasione degli eventi sulle tematiche del calcio moderno ho avuto la fortuna di conoscerlo e incontrarlo nel corso degli anni. A chi, come il sottoscritto è nato in Gradinata Sud e condiviso tante trasferte, viene improvvisamente a mancare un Vero Ultras, una parte importante della Gradinata. Dentro ad ognuno di noi resteranno per sempre i ricordi, le sue parole, i suoi cori, la fratellanza, l'amore verso la Sampdoria e gli Ultras Tito Cucchiaroni, posto sempre davanti a tutto e tutti. Un abbraccio a Bek.
