Grazie ragazzi

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© foto di Federico De Luca
giovedì 26 agosto 2010, 08:15News Doria
di Laura Ferrari

L'amarezza è ancora tanta, forse troppa. Per noi che ci siamo ritrovati ancora increduli e con gli occhi segnati da lacrime di gioia che, crudelmente, si sono trasformate in solo 120 secondi in lacrime di dolore, il giorno dopo è forse ancora peggiore.

Sono in una fase di catarsi e, se tento di descrivere quello che sento, ed immagino che pure altri possano provare, sinceramente mi viene difficile, le parole stentano ad uscire. Non mi garba neppure giocare a nascondino con i se e i ma, che mai come ora mi sono venuti a noia, e comunque con il senno di poi, tutte le risposte possono andare bene.

Un'altra fantastica notte di Doria, come quella a Wembley o a Roma per la Coppa Italia, un'altra fantastica pagina di storia recente, non del secolo scorso, che rimarrà per sempre nel nostro cuore per la grandiosità di esserci almeno arrivati e per il destino beffardo che ci porta spesso ad accarezzare i sogni, quasi ad impadronircene, e poi per qualche episodio, ci nega la gioia estrema di vederli realizzare.

Si sapeva che era difficile, a Brema non tutto era girato per il verso giusto, l'inesperienza e la tensione non ci avevano certo aiutato, ma il goal del Pazzo aveva riacceso la speranza per il match del ritorno, a patto di giocarsela con il coltello tra i denti. Infatti, è andata proprio così, una delle più belle partite che mi possa ricordare, non smetterò mai di ringraziare i nostri ragazzi per aver dato tutto in campo, su quel terreno disastrato e rizollato in tutta fretta che rappresenta un'onta per una società di calcio, ma anche per un'intera città.

Un grazie immenso a tutti, perché, nonostante l'amarezza, l'orgoglio di trentamila allo stadio e chissà quanti altri sparsi per il mondo, esce intatto e rinforzato da queste prove così dure. Amore, gioia e sofferenza, ci sta tutto dentro al nostro cuore di tifosi innamorati, così come gli applausi scroscianti a fine gara, tra le lacrime, coscienti che lasciamo ad altri la possibilità di giocarsi questa competizione, ma che ce ne andiamo a testa alta, senza rimpianti per aver dato tutto quello che potevamo dare, in campo e sugli spalti.

Adesso qualcuno tirerà le sue somme, si tornerà a parlare di quello che poteva essere fatto per arrivare all'importante appuntamento dei preliminari meglio attrezzati, sui mancati investimenti che avrebbero potuto trasformarsi in ritorni economici in caso di passaggio ai gironi. Ognuno di noi difficilmente cambierà opinione, ma con tutti i dubbi e le riserve espresse in questi ultimi mesi, è innegabile che al 92° si vinceva tre a zero! Questo ad indicare che con un po' più di fortuna, e di accortezza, noi l'impresa la stavamo facendo comunque, in barba ai gufi e ai parametri economici contrari, quelli che ci hanno fatto vivere questa fantastica opportunità sportiva come un flagello.

Ora ci attende l'Europa League, ed è singolare che squadre che ci sono arrivate magari per un filo, cerchino di attrezzarsi quasi fosse un traguardo paradisiaco, mentre noi iniziamo nuovamente a sentire quella fastidiosa sensazione di smantellamento che sempre ci creano intorno quando abbiamo qualche obiettivo. Abbiamo dimostrato di avere una squadra forte, composta da campioni che non smettono mai di stupirci per la loro grandezza, in campo e fuori, e giovani che sono il nostro orgoglio e ci hanno piacevolmente sorpreso. Questa squadra e la nostra tifoseria meritano probabilmente di più delle solite illazioni da calcio mercato, se non dal punto sportivo, almeno da quello umano.

Anche se ora non entra molto nei nostri pensieri, domenica ricomincia pure il campionato. Mi ero immaginata un inizio emotivamente diverso, con il morale a mille, ma a volte le belve ferite sono le più pericolose...