Giani a Gradinata Sud: "Calendario della Federclubs permetterà adozione a distanza"

Giani a Gradinata Sud: "Calendario della Federclubs permetterà adozione a distanza"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
martedì 17 dicembre 2019, 22:31News Doria
di Corrado Camera

La puntata odierna di Gradinata Sud, in onda ogni martedì sera su Primocanale, si è aperta con un collegamento dallo studio di Radio tra le note dove era presente Tommaso Giani, prossimo a diventare Don in febbraio. Tommaso ha colto l’occasione per presentare un’iniziativa benefica che ha messo in piedi con la Federclubs.

“Ai vari ingressi dello stadio, prima dell’inizio della partita con la Juventus e poi anche al termine presso la sede della Federclubs nella pancia della Sud, verrà venduto un calendario realizzato da quest’ultima a scopo benefico. L’iniziativa si ripete ogni anno e questo Natale il ricavato delle vendite verrà utilizzato per un’adozione a distanza di un bambino siriano che vive in un campo profughi al confine tra Siria e Turchia.

Il ragazzino, Abdullah, ha 12 anni, ha perso entrambi i genitori per via della guerra e ha due sorelle minori che deve mantenere. Abdullah non conosce più la parola gioco, la parola scuola, va infatti a lavorare nei campi per provare a dar da mangiare a se stesso e alle sue sorelle.

Questo bimbo figura nel calendario nel mese di dicembre con la maglia numero 6 di Ekdal. Maglia che gli ho fatto arrivare io, attraverso un’amicizia speciale che è nata durante il mio ultimo viaggio in autostop. Mi piace viaggiare in autostop perché credo che la fiducia sia contagiosa. Quando ti fidi di uno sconosciuto è poi facile che questa fiducia si diffonda, si moltiplichi e diventi un’amicizia.

Appunto, durante il viaggio verso Kharkiv di quest’estate ho avuto come autista Arianna Martini, che è la presidente di una piccola associazione di Bergamo che si reca spesso in questi campi profughi per portare beni di prima necessità. Da lì è nata l’idea di regalare un completo della Sampdoria a un bambino che amasse il calcio, lei ha fatto una foto, io l’ho fatta vedere ai miei amici in gradinata e da lì l’idea di inserirla nel calendario”.

Il tema principale del calendario sono gli undici stranieri che hanno vestito il blucerchiato più amati dai Sampdoriani. Nelle immagini si possono trovare Cerezo, Cucchiaroni, Ockwirk, Francis, Mihajlovic, Brady, Gullit, Souness, Veron, Seedorf, Boskov. Il preferito di Tommaso Giani è Ruud Gullit “perché lo associo a quella rimonta incredibile da 0-2 a 3-2, ero bambino ma lo ricordo ancora”.

Ma come è nata l’amore per il blucerchiato in un bambino toscano di Pontedera? “Sono diventato Sampdoriano come tanti in tutta Italia che oggi hanno trentacinque anni ma erano bambini alla fine degli anni ottanta. La Sampdoria dello scudetto, questa maglia dai colori unici... La mia prima Sampdoria allo stadio però non è stata quella, è stata quella un po’ più faticosa, quella di Francesco Flachi, della serie B, della transizione tra Enrico Mantovani e Garrone.

Da lì, avevo sedici anni, i miei amici andavano a ballare il sabato sera e io invece andavo a dormire presto per prendere il treno, da solo, la mattina dopo e venire a Genova a vedere la Samp. La Gradinata Sud mi ha un po’ adottato, alcuni si offrivano di comprarmi il biglietto in settimana, altri hanno iniziato a invitarmi a fermarmi a Genova il sabato sera aprendomi le porte di casa loro.

Sono cresciuto in gradinata, sono adottato da questa comunità del tifo e ora cerco di restituire qualcosa come posso. Ho anche fatto tante trasferte in Europa, soprattutto nell’est, Brema, Budapest, due volte Kharviv. Proprio durante le trasferte in Ucraina ho conosciuto tanti amici e ho una sorta di gemellaggio con il Metalist che talvolta vado a seguire.

La trasferta che invece mi ha fatto più conoscere è quella in autostop che purtroppo è rimasta l’ultima per la Sampdoria, quella di Novi Sad partendo dalla sconfitta per 4-0 in casa. Ne parlarono i giornali, la Sampdoria, la dirigenza, mi contattò e l’ultimo passaggio, quello del rientro, me lo offrirono loro in aereo.

A proposito di società, visto che la disproporzione nella ripartizione dei diritti tv rende impossibile vincere per società come la Sampdoria, quello che mi aspetterei è un po’ più di stile per poter essere in qualche modo orgogliosi di quel che ci rappresenta.

Inoltre vorrei un rapporto un po’ più stretto tra squadra e tifosi. Quello che ci resta, soprattutto per chi va allo stadio, è sentirci un po’ più vicini, un po’ più tutt’uno con la squadra. Vorrei e spero in meno blindature al campo, più occasioni di incontrare i giocatori, perché vive anche di questo la nostra passione”.