Gastaldello: "Noi calciatori italiani siamo controllati in maniera approfondita e costante. Resta ovviamente lo spazio per la fatalità"
La morte di Piermario Morosini ha scosso profondamente il mondo del calcio. Ha indotto alla riflessione giocatori, addetti ai lavori e non, su come sia possibile che un ragazzo di neanche 26 anni muoia all'improvviso mentre fa il suo lavoro. L'attaccante dell'Udinese Antonio Di Natale ha ipotizzato una connessione tra il numero eccessivo di impegni nel calendario di un calciatore e il rischio per la salute dello stesso. Dalle pagine del Corriere Mercantile, il capitano blucerchiato Daniele Gastaldello ha dimostrato di non condividere l'opinione dell'illustre collega:
"In un momento come questo siamo tutti scossi, noi che giochiamo al calcio. Per quanto mi riguarda, rispetto le opinioni di tutti ma forse è eccessivo mettere in relazione il numero di partite, aumentato negli ultimi anni, con gli episodi come quello costato la vita al povero Morosini. Da quel che sento, l'autopsia non ha fatto finora chiarezza. Di sicuro le partite di calcio procurano tensione, ma noi calciatori abbiamo le occasioni adatte per riposare e staccare. Giocare di più aumenta certo la fatica, ma ci sono sempre le possibilità di ricaricarci.
I controlli medici sotto accusa? Io credo che sotto questo profilo in Italia siamo addirittura all'avanguardia, rispetto agli altri paesi europei. Ci sono molti esempi concreti che lo dimostrano. Negli ultimi anni, sono arrivati da noi giocatori che nei campionati di provenienza non avevano mai avuto problemi e che invece sono stati fermati alla visita di idoneità, penso a Kanu come a Fadiga. Questo è la migliore garanzia per la validità del nostro sistema: noi calciatori italiani siamo controllati in maniera approfondita e costante. Resta ovviamente lo spazio per la fatalità, davanti alla quale non c'è niente da fare, per fortuna casi così sono rarissimi, ma accadono nello sport come nella vita di tutti i giorni.
Se sapevo che Morosini era un tifoso blucerchiato? E' stata una scoperta di queste ore. Questo in qualche maniera, lo rende, se possibile più vicino a tutti noi".
