Garrone: "Non abbiamo scaricato la Sampdoria in un giorno. Nessuna vendetta verso Genova, nè tantomeno una fuga"
Edoardo Garrone ha raccontato gli anni vissuti dalla famiglia a capo della Sampdoria, oltre a spiegare le tempistiche del cambio di proprietà e analizzare i programmi della Erg in un'intervista ai taccuini del quotidiano La Stampa, della quale riportiamo le parti salienti:
La cessione è stata un fulmine a ciel sereno. "La sorpresa è solo per come è stata gestita la trattativa. Siamo arrivati al closing senza far trapelare nulla. Siamo stati bravi, noi e gli acquirenti. Non abbiamo scaricato la Sampdoria in un giorno come qualcuno ha voluto malevolmente interpretare".
Cosa ha fatto scattare questo rush finale? "Ferrero riteneva giustamente che se avessimo perso troppo tempo lui avrebbe a sua volta perso un anno La campagna acquisti, l'allenatore, la squadra si fanno in estate. Era necessario, quindi, un no o un sì prima dell'estate. Inoltre Ferrero sapeva che la società era dei Garrone, che tutti i suoi numeri sono veri, che non avrebbe trovato sorprese in bilancio. Si è fidato di noi e questo ha portato a una "due diligence veloce".
Da parte vostra? "Abbiamo capito che lui voleva realmente concludere l'operazione e non tanto mettersi in mostra per poi sparire. Ci ha convinto il fatto che le logiche e i metodi di gestione del suo mondo, la produzione di film, sono molto più vicini al mondo del calcio di quelle a cui siamo abituati noi, imprenditori industriali".
Quanto vi è costata l'avventura nella Sampdoria? "In dodici anni la Sampdoria ha bruciato ricchezza per 300 milioni di euro. Una media di 25 milioni l'anno".
Non avete guadagnato neppure dalla cessione? "Esatto. La società aveva un debito bancario di 60 milioni. Nell'operazione è stata ricapitalizzata e oggi la Sampdoria che riceve Ferrero ha un debito di soli 15 milioni. Una società che dal punto di vista finanziario è tra le migliori d'Italia".
Non è stata una fuga da parte vostra o una vendetta nei confronti di una Genova spesso matrigna? "Non c'è nessuna vendetta, nè tantomeno una fuga. A me e alla mia famiglia stava a cuore la continuità della società e oggi la Sampdoria ha una solidità che può consentirle di fare molto bene. Il futuro spetta al nuovo presidente, ma io sono fiducioso".
E i Garrone? "Sul ruolo della mia famiglia ho letto un mucchio di interpretazioni sbagliate. Noi come Erg stiamo lavorando a un programma industriale che non ha niente a che vedere con la scelta territoriale sulla quale opera. Noi investiamo molto all'estero nel settore dell'energia, ma un fatto è certo: testa, cuore e direzione della Erg restano a Genova. Non ci spostiamo".
