Garrone: "L'obiettivo è restare attaccati al treno che conta fino alla fine"

Garrone: "L'obiettivo è restare attaccati al treno che conta fino alla fine"TUTTOmercatoWEB.com
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mercoledì 29 dicembre 2010, 13:15News Doria
di Corrado Camera

Tra gli ultimi argomenti affrontati da Garrone nel corso della lunga intervista concessa al sito ufficiale blucerchiato, ci sono la lotta di una frangia della tifoseria alla Tessera del Tifoso e alle continue restrizioni  che stanno invadendo il mondo del calcio italiano e un'analisi di questa prima parte di stagione blucerchiata e gli obiettivi per il proseguio del campionato.

"La lotta di alcuni tifosi alle continue restrizioni? Comprendo le battaglie per la libertà e le condivido. L’ho spesso ripetuto. Non giudico nessuno. Ma da presidente dell’U.C. Sampdoria aggiungo anche che non solo la squadra, ma anche l’ambiente blucerchiato tutto ha bisogno di tornare a "vivere" uno stadio colorato e fremente di emozioni come è sempre è stato, anche nel recente passato. E non può pensare di farlo senza l’apporto prezioso delle frange più calde del suo tifo. Le limitazioni vanno accettate anche se non condivise, le imposizioni combattute in maniera lecita, ma altrettanto corretta. Senza dimenticare però per chi e per cosa si combatte".

Dopo aver trattato molti argomenti di attualità Garrone si sofferma anche su quello che è stato l'inizio di stagione della sua Sampdoria: "Per quel che riguarda la Serie A mi sembra questo un campionato atipico, quantomeno indecifrabile. Nemmeno le big hanno finora innestato la quarta. Il nostro cammino fino a questo momento ha seguito un suo percorso abbastanza regolare senza picchi, ma senza nemmeno evidenti momenti di difficoltà. Ci troviamo in una posizione di classifica interessante, giusto a ridosso delle prime posizioni. E l’obiettivo è quello di restare attaccati al treno che conta fino alla fine.

L’Europa non è uno specchietto per le allodole. È un obbiettivo prestigioso da conquistare sul campo. Questo obbiettivo va poi onorato con grande determinazione. Il problema è che la competizione in campo europeo spesso mette a nudo le mancanze del nostro calcio. E anche un girone può nascondere insidie importanti e non semplici da superare. Dispiace essere usciti dall'Europa League proprio perché i sampdoriani hanno da sempre una passione malcelata per le competizioni continentali. E il fascino delle Coppe è realmente unico a suo modo. Dispiace, ma al contempo sono convinto che solo l’esperienza in questo genere di gare possa permettere ad un gruppo come il nostro di crescere in termini di competitività a livello internazionale".

In conclusione: "Doverosi in primis sono gli auguri. A tutti, indistintamente. Per il resto non ho messaggi particolari da lasciare a nessuno. Il percorso di questi nove anni e passa testimonia l’attaccamento mio e della mia famiglia a questo club. La Sampdoria rappresenta un pezzo importantissimo del nostro impegno e del nostro quotidiano. I tifosi blucerchiati non hanno bisogno certo di lezioni o tantomeno di chiamate alle armi. Spero solo comprendano appieno che ogni mia decisione ed ogni mia battaglia nasce e si sviluppa nella ricerca del bene della squadra e della società che tutti quanti noi amiamo. A loro chiedo solo coerenza, non cieco supporto. Nella speranza di continuare a vedere un Doria in crescita e sempre più inserito nell’élite del calcio italiano ed internazionale".