Garrone e il nuovo stadio: "Non mi aspetto favori, ma spero in un'attenzione non condizionata"

Garrone e il nuovo stadio: "Non mi aspetto favori, ma spero in un'attenzione non condizionata"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
mercoledì 28 maggio 2014, 09:49News Doria
di Andrea Piras

Nel corso dell'intervista al Corriere Mercantile, il presidente della Samp Edoardo Garrone è tornato a parlare dell'argomento stadio a Genova:

Da tempo la questione stadio sembra scivolata dalle priorità.
"Affatto. Resta un traguardo. Voglio tuttavia dire che per Genova sarei contento che l'opposizione alle nostre idee si risolvesse in controproposte giovevoli per la collettività. Ma le nostre idee incontrano sempre le stesse resistenze fini a se stesse, oppure motivate in modo poco convincente. In linea con lo spirito dominante in una città dove non succede mai nulla, dove i veti incrociati e il maniman prevalgono su tutto. Noi andiamo avanti con la nostra proposta: qualcosa più di uno stadio, ma un programma di trasformazione urbanistica. Sarebbe così alla Fiera, sarebbe così a Cornigliano. Non mi aspetto favori, ma spero in un'attenzione non condizionata, rispetto al potenziale per la città. Stiamo andando avanti, le responsabilità esecutive che erano di Rinaldo Sagramola sono passate a Paolo Lanzoni, che sta lavorando allo studio di fattibilità. Presto proseguiremo con l'interlocuzione con le istituzioni".

La vicenda dello stadio sembra perpetuare le incomprensioni avute da suo padre con Genova.
"Mio padre ha cercato di fare moltissimo per la città, ma quasi sempre non è stato capito. Direi che Genova raccoglie quel che semina e mi pare non stia raccogliendo nulla, paralizzata dalle sue incertezze e dalla paura di cambiare, votata a una conservazione dell'esistente che nel mondo attuale significa autocondannarsi al declino. Per certi versi è lo specchio dell'Italia".

A proposito di Italia, anche il calcio va verso una serie di riforme.
"La ristrutturazione dei campionato, con una A a 18 squadre e una retrocessione secca più uno spareggio "misto", mi vede favorevole. Una riduzione della griglia consente una migliore suddivisione dei diritti e attenua i rischi di declassamento. Ma la revisione del sistema passa anche attraverso il ripensamento di B e Lega Pro, con il tetto salariale che va rispettato in funzione dei vincoli e del fair play finanziario. Diversamente le società non ce la faranno".