Gabbiadini: "Dopo aver ottenuto la quota salvezza non dobbiamo fermarci. Obiettivo personale? Superare la doppia cifra"

Gabbiadini: "Dopo aver ottenuto la quota salvezza non dobbiamo fermarci. Obiettivo personale? Superare la doppia cifra"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
martedì 11 marzo 2014, 07:52News Doria
di Alberto Boffano

L'attaccante della Sampdoria Manolo Gabbiadini, autore del gol del 4 a 2 contro il Livorno, è stato intervistato da Tuttosport.

Gabbiadini, dove si trova?

"All'aeroporto, ho appena fatto il check-in. Devo andare a Roma per lo stage della Nazionale".

Altra piacevole sorpresa, anche se questa non è la sua prima convocazione.

"A dire il vero non è stata una sorpresa, perché un po' me l'aspettavo. Sapevo che Prandelli voleva valutare anche i giocani e ovviamente ci speravo".

Si è montato la testa?

"Neanche per idea. Devo solo pensare a fare bene in questi tre giorni e non a cose che potrebbero rimanere un sogno, come il Brasile. Tre mesi non mi bastano per compiere tutta la strada che devo ancora fare, così come probabilmente sarò giovane anche per i prossimi Europei. Però questo è il mio obiettivo, non lo nego. Devo lavorare molto e la speranza c'è sempre. Ma sono uno che tiene i piedi per terra".

Prima della gara con la Juventus, proprietaria per metà del suo cartellino, aveva detto che non sarebbe stato particolarmente emozionato. Domenica con l'Atalanta?

"Lo sarò, eccome. A Bergamo sono cresciuto e lì ho tanti amici. Già molti mi hanno scritto domenica sera: si complimentavano per il gol con il Livorno e mi chiedevano di non fare scherzi nella prossima partita. Io invece gli ho detto che segnerò perché abbiamo bisogno di punti".

Chi o cosa ricordi con maggior piacere di quel periodo?

"Gianluigi Savoldi, che ora purtroppo non c'è più. Fu il mio allenatore quando avevo 12-13 anni e mi ha insegnato molto".

In prima squadra fu tutto più difficile.

"Il primo anno - evidenzia sampdorianews.net - feci poche presenze, poi due anni dopo entrai una ventina di volte, ma a partita in corso. Dovevamo recuperare la penalizzazione e ovviamente per farlo si puntava sui più esperti".

Dove può arrivare la Sampdoria?

"Difficile dirlo ma dopo aver ottenuto la quota salvezza non dobbiamo fermarci. E ha ragione Mihajlovic quando dice che sente parlare troppo di Verona, Parma, Torino. Noi andiamo avanti in silenzio, a fari spenti, ma a fine stagione parleranno tutti della Sampdoria. Almeno lo spero".

Ci svela la famosa barzelletta che vi ha raccontato Mihajlovic dopo il brutto primo tempo con il Livorno?

"Non ha raccontato nessuna barzelletta, ma non ha nemmeno lanciato in aria seggiole e tavoli. Anzi, a differenza di quello che ci aspettavamo, è stato pacato e tranquillo. Si vedeva che aveva fiducia in noi e abbiamo avvertito le sensazioni che trasmetteva. Alla fine lo abbiamo ripagato alla grande".

In tribuna domenica c'era anche Roberto Mancini. Chiacchiere di mercato la volevano a gennaio al Galatasaray, così come la Juventus sembra puntare molto su di lei.

"Non ci penso, ma non è un modo di dire. Guardo solo al presente e a fare bene con la Sampdoria. Prima di tutto viene la mia squadra e di acqua sotto i ponti ne deve ancora passare tanta".

Intanto il discorso scudetto sembra definitivamente chiuso.

"Dopo i risultati di domenica assolutamente sì. Anche se io lo avevo già detto prima della nostra gara a Torino: la Juventus è una spanna sopra le altre e anche allora non avevo dubbi sulla loro vittoria".

Sta per raggiungere il ritiro azzurro. C'è un giocatore della Nazionale con cui vorrebbe giocare un giorno, magari anche in azzurro?

"Pirlo".

Oggi qual è il suo obiettivo?

"Ho fatto otto gol, mancano undici gare. Sicuramente superare la doppia cifra. Per me sarebbe la prima volta".