Flachi ai tifosi blucerchiati: "Siete la cosa più bella che abbia incontrato"
Una storia d'amore senza fine. Quello tra i colori della Sampdoria e Francesco Flachi è un legame indissolubile che l'ex attaccante doriano ha raccontato rivivendo i suoi anni in maglia blucerchiata ai microfoni di Samp Tv:
"Venivo dalla Fiorentina, ero ancora abbastanza giovane e una serie B a Genova valeva una serie A, non mi sono mai pentito della mia scelta. I primi due anni avevamo anche la squadra per ritornare subito su, erano stati fatti anche dei grossi investimenti, però ci siamo riusciti con Novellino. L'anno precedente le cose non stavano andando bene, stavamo quasi per retrocedere in C, una situazione un po' difficile a livello societario, Mantovani stava lasciando, subentrava Garrone, c'erano tanti cambiamenti ma c'era questo problema di finire il campionato il prima possibile.
Dopo il terzo anno, ero in scadenza di contratto, venne Deschamps a vedere delle partite, mi chiamò per telefono, c'era questo interesse da parte del Monaco, ma volevo essere riconoscente a Mantovani e Arnuzzo che mi hanno dato tanta fiducia e se avevo raggiunto quasi 50 reti in tre anni dovevo essere riconoscente a loro - riporta Sampdorianews.net -. Poi nel 2003 arrivarono Garrone, Marotta, Novellino e giocatori importanti per arrivare al campionato che compete a questa squadra. Ci riuscimmo, nonostante tutto non feci un campionato esaltanti, feci meno reti, ma alla fine feci le due reti più importanti perché segnai la doppietta che ci dette la promozione in Serie A.
Riccardo Garrone è stato una persona importante, entrava nel calcio come Presidente, era una persona che nonostante fosse potente era normalissima, lui e Beppe Marotta hanno trasformato la mentalità e hanno insegnato agli altri come impostare una società e tuttora Marotta sta facendo grandi cose.
Con Novellino all'inizio per i nostri caratteri istintivi non andavamo abbastanza d'accordo e facevo fatica a integrarmi nel suo modulo, l'anno dopo sarei dovuto andare via, ma potevo sperare di giocarmela, conoscendomi e conoscendo le mie qualità sapevo che se dico una cosa la faccio. Mi sono sempre trovato bene con tutti, in tutti gli otto anni non mai avuto un problema con nessuno, ma il legame più forte è stato con Fabio Bazzani. Fabio ed io eravamo una coppia che non aveva bisogno di parlarsi, ci capivamo solo con lo sguardo. Nessuno era invidioso dell'altro e quello che si faceva era solo per la squadra e per la Sampdoria.
Ajazzone e il dottor Baldari sono persone uniche. Giorgio rimane nei cuori di tutti, ci mette una grande passione e poi è sampdoriano e quando uno lavora nella propria squadra, in tutto quello che fa dà tutto, come del resto il dottore. Mi ricordo come vivevano i derby, guardando loro sentivano subito la partita. Oltre a dare soddisfazione ai tifosi, in primis volevamo dare soddisfazione a loro due. Sapevamo all'interno dello spogliatoio come vivevano la partita.
Il Presidente Ferrero a me piace tanto, è una persona che nonostante abbia fatto poca esperienza nel calcio è intelligente. E' diverso dagli altri presidenti e fa anche piacere vedere un presidente così, perché porta allegria. E' bravo, ha fatto degli investimenti importanti. Ci può stare un anno sfortunato, ma la Sampdoria ha una buonissima base. Spero che il prima possibile si levi da questa situazione e poi inizi a fare un programma per il futuro, perché ha un parco di giocatori e soprattutto un allenatore che per me diventerà uno dei più bravi e potrà buttare le basi per ripartire e per fare un grande campionato l'anno prossimo.
Quello che mi hanno dato i tifosi della Sampdoria non me lo hanno dato nessuno, nonostante siano passati anni è un amore reciproco che spero non finirà mai. Quando varca la porta del mio locale il sampdoriano lo riconosco subito, per come ti guarda. Vengono tanti ragazzi che sono cresciuti con Flachi, con la Sampdoria, quindi per loro posso essere un idolo, posso essere qualcosa di importante per loro, per quello che hanno visto calcisticamente e alle volte li vedi veramente con le lacrime agli occhi. Io sono uno di loro, io quando vado a vedere le partite vado in gradinata, perché io nel momento del bisogno c'ero per loro e loro c'erano per me. Se siamo qui a ricordare gli otto anni, se non avessero fatto quei dieci minuti di cori a Francesco Flachi durante la presentazione forse anche la Sampdoria avrebbe cambiato idea. E' una testimonianza di riconoscenza da parte mia e da parte loro per quello che abbiamo fatto per la Sampdoria.
Ai tifosi mando un grosso abbraccio, siete la cosa più bella che abbia incontrato".
