Ferrero: "Andremo in Europa League. Se Eder sarà ceduto andrà all'estero"

Ferrero: "Andremo in Europa League. Se Eder sarà ceduto andrà all'estero"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Federico De Luca
venerdì 12 giugno 2015, 21:31News Doria
di Roberto Lazzarini

Oggi il Massimo Ferrero ha voluto festeggiare il suo primo anniversario da Presidente della Sampdoria alla Feltrinelli di Genova, dove ha presentato il suo libro Una Vita al Massimo, scritto con il giornalista di Sky Alessandro Alciato. Per il Presidente è stato un vero e proprio bagno di folla. Tantissimi infatti i tifosi che hanno letteralmente invaso la Feltrinelli fin un’ora prima dell’inizio della presentazione e che hanno accolto il vulcanico Ferrero con una calorosa standing ovation. Da grande comunicatore qual è, Ferrero ha subito catalizzato l’attenzione di tutta la platea, instaurando un rapporto intimo e informale con i presenti, che hanno riso di gusto ai suoi aneddoti e che hanno applaudito sinceramente alle sue riflessioni. Sampdorianews.net ha raccolto le parole del Presidente:

“La storia della mia vita insegna che ognuno di noi ce la può fare, basta essere civili rispettosi e crederci, lavorare duro e non dare ma retta a chi si piange addosso e pensa negativo, perché sono quelli che non hanno voglia di fare niente. Bisogna avere il coraggio di sognare ed attivarsi per realizzare i proprio sogni. Io ho sempre avuto la fortuna di sognare in grande, e questo mi ha aiutato a superare tutti i momenti difficili della mia giovinezza. La vita è la cosa più bella e non la si deve sprecare a piangere e lamentarsi. Ai più giovani dico di ascoltare i genitori perché hanno 40 anni di vita ed esperienza più di voi e qualcosa sapranno. Io sono stato arrestato da giovane perchè mi ero innamorato della figlia di un maresciallo e quello non voleva che le girassi intorno, ma ho imparato la lezione perché i miei genitori mi hanno insegnato come vivere. Io non sono mai andato a scuola, ma ai giovani dico che la scuola serve per noi stessi, per acculturarci. Negli anni ho dovuto per forza imparare leggendo molto, per recuperare tutto quello che mi ero perso.

Che questo libro venda è importante non tanto per me, perché io ci guadagno il 20% ma dei soldi non ho bisogni. I soldi che riusciremo a fare li devolverò al Gaslini, dove servono dei macchinari avanzati per poter curare meglio i  bambini. Quindi se volete comprare il libro vi regalate un’ora di lettura divertente, ma regalate anche una speranza per molti bambini. Se raggiungeremo la cifra necessaria per i macchinari sarà una grande cosa, altrimenti i soldi ce li metterò io e sarò contento di farlo."

Il Presidente ha poi cominciato a rispondere alle domande dei presenti, che si sono naturalmente concentrate sulla Sampdoria:

"Scudetto?  Io sono come mi vedete, sono sincero e dico quello che penso, quindi nel mio cuore ci credo. Posso dirvi che sto lavorando per migliorare ogni giorno di più la Samp. Quest’anno purtroppo ci siamo accontenti, come spesso accade a voi genovesi. Avevamo 12 punti di vantaggio mi sono avvelenato con i ragazzi per il modo in cui li abbiamo persi. Da quando hanno cominciato a parlare di Sinisa i ragazzi si sono seduti e io ho dovuto spingere un carrettino sgonfio. Ho provato a motivarli, gli ho fatto vedere 300 e La sporca dozzina, ma evidentemente non è servito (risate)  Quest’anno pero hanno tutti capito che non è più la Sampdoria di ieri ma la Samp di domani. Io voglio vincere, voglio mettere in campo giocatori ma soprattutto uomini, che abbiano testa e voglia per vincere. Chi non è di questa idea può andare a giocare da un'altra parte.

Come mai la Sampdoria? A me hanno offerto in ordine Napoli, Roma con altre presone, lì mi sono pentito all’epoca di non aver concluso perché lo sapete che sono romanista, sono sincero (risate). La Sampdoria credo che fosse un po’ nel mio destino: ricordo un anno, verso fine anni ’70, in cui sono venuto a Genova a girare un film con Franco Nero. In quei giorni c’era anche Sampdoria – Roma e così andai allo stadio. Quel giorno vinse la Samp, ma quello che mi ricordo e che avevo due vicino che continuavano a dire “oh belin, oh belin”, e io non capivo che volessero da me. Evidentemente si arrabbiavano perché quando la Roma fece un gol esultai, infatti alla fine mi volevano menare. Quello è stato un primo segnale. Anni dopo ho comprato un cinema qua a Genova. Poi qualche anno fa sono andato al mare e un signore mi dice “ma perché non te compri la Sampdoria? Inoltre il mio avvocato Antonio Romei è amico di Garrone, tanto che è andato al funerale del padre Riccardo. Quando è tornato da Genova ho deciso d’istinto di provare a comprare la Samp, così ci siamo messi subito a lavorare per organizzare un incontro con Edoardo.

Vi racconto un aneddoto: la mattina dell’incontro con Garrone arrivo davanti alla Erg molto presto, così vado in un bar lì davanti per far passare il tempo. Ad un certo punto però entra Garrone, e visto che non mi andava di farmi vedere che ero arrivato così presto, perché se no avrebbe visto che ci tenevo e mi avrebbe chiesto più soldi, mi sono nascosto dietro il bancone del bar finchè non è uscito. Nel mentre però si sarà mangiato 7 cornetti (risate). Poi è andato in ufficio, poco dopo sono salito, ci siamo conosciuto e da lì a tre mesi ho comprato la Sampdoria.

Lo stadio?. Io non mi sono ancora rassegnato per lo stadio sul mare, ditelo al sindaco. Uno stadio sul mare sarebbe ammirato e conosciuto dappertutto. Il Ferraris purtroppo è brutto. Ora ci investo un milione e mezzo per rifare il campo, perché per Italia 90 hanno rovinato tutto. Ora lo rifacciamo da zero. Lo prenderemo in gestione per migliorarlo in più possibile. Se Preziosi paga? Se Preziosi vuole giocare paga se no non gioca (risate).

Il futuro di Eder?  Sono venuti già dal Quatar e hanno offerto 9,5 milioni ma gli ho detto no grazie. Se però pagano me 15 milioni credo che andrà via, perché se arrivano a dare 15 a me allora vuol dire che a lui ne danno 3 e a queste cifre non si trattiene nessuno. Purtroppo è il calcio, io non lo capivo prima ma me lo hanno spiegato, anche se continua a farmi male. Obiang se ne voleva andare, io sono disperato ma non lo potevo trattenere perché questo è il calcio e ognuno deve fare la sua strada. Io poi mi affeziono ai miei giocatori e ci sto male se se ne vanno, perché io non sono qua per guadagnare ma per fare sport e avere soddisfazioni. Se Eder va a Milano? A Milano sono chiacchieroni, chiacchiere e distintivo. Se Eder sarà ceduto andrà all’estero, ad un italiana non glielo do".

Alla domanda sul rischio di un’esclusione dall’Europa League per il caso Guberti, Ferrero si fa serissimo, visibilmente toccato dall’argomento, e risponde con forza:

“Noi andremo in Europa, punto. Io non c’ero nel 2012, ma  la stessa problematica ce l’ha avuta il Torino, come mai loro sono andati e a noi ci vogliono rompere? Non ci riusciranno a tenerci fuori. Io voglio un calcio pulito, ma è chiaro che a qualcuno gli rode perché sono appena arrivato e ho già avuto successo. Io sono già incazzato perché dovevamo stare in Champions, quindi che non mi si venga a parlare di Europa League. C’è a qualcuno dalle parti della Madonnina a cui  rode (Inter). Noi verso di loro ce la siamo guadagnata sul campo, punto. Ci hanno vinto una partita al 94° che non voglio neanche commentare, mentre  in casa abbiamo vinto meritatamente. Siamo avanti di un punto, quindi ci dobbiamo andare noi”.

Al termine della presentazione c’è tempo per un autografo e un selfie per tutti. Sicuramente un pomeriggio di grande successo per Ferrero,  che con la sua esuberanza e la schietta sincerità ha evidentemente fatto colpo fra tutti i presenti.