ESCLUSIVA SN - Lanna: "Mihajlovic sicuramente ha preso qualcosa da Boskov. Prossima stagione? Campionato tranquillo magari inserendosi nella lotta per l'Europa"
Dalle carriere dei suoi vecchi compagni fino agli obiettivi che la Sampdoria si può porre nella prossima stagione, passando per analogie e differenze tra Vujadin Boskov e Sinisa Mihajlovic. Di questo ha parlato Marco Lanna in esclusiva ai microfoni di Sampdorianews.net al termine della presentazione del nuovo libro di Dan Peterson, avvenuta questo pomeriggio alla Feltrinelli di via Ceccardi.
Parlando dei tuoi vecchi compagni, come mai secondo te Mancini è diventato un allenatore internazionale mentre Vialli è un commentatore?
“Roberto intanto ha iniziato ad allenare qua in Italia e ha avuto la fortuna di iniziare già come secondo con Eriksson, già una grande scuola. Poi ha dimostrato il suo valore, sia a Firenze sia chiaramente all’Inter. Luca invece ha iniziato al Chelsea ma passando da giocatore: non ha avuto l’opportunità di fare il secondo allenatore, che comunque serve molto, come ha detto Mihajlovic, per capire i meccanismi. Passare da giocatore ad allenatore non è così semplice come sembra, e probabilmente poi ha capito che la sua strada poteva essere un’altra assolutamente comunque di successo, senza avere lo stress che può avere un allenatore”.
Secondo te quali sono i punti di unione e le differenze tra Boskov e Mihajlovic nel modo di allenare e nel modo di motivare?
“Sono cambiati un po’ i tempi. Vujadin era molto bravo, come lo stesso Sinisa perché anche lui ha capito benissimo il gruppo che aveva in mano. Boskov sapeva benissimo come guidare quella squadra, sapeva di poter contare su un gruppo forte cui anche lasciare alcune decisioni, perché lui era uno che si consigliava molto con i big della squadra. Mihajlovic ha un altro tipo di carattere; forse è stato intelligente capire che questo gruppo aveva bisogno di una guida un po’ più autoritaria. Il bravo allenatore, in definitiva, deve sempre vedere con chi ha a che fare e poi comportarsi di conseguenza. Le differenze chiaramente sono tante, anche perché sono tempi molto diversi. Però Sinisa sicuramente ha preso qualcosa da Vujadin, perché comunque è molto vicino ai giocatori, come era lo stesso Boskov anche se in maniere diverse. Penso sia stato un suo maestro, per cui sa benissimo come comportarsi con i ragazzi”.
Possiamo dire che ormai la Sampdoria ha raggiunto la salvezza. Quali obiettivi porsi nella nuova stagione?
“E’ una questione di crescita. Penso che la Sampdoria in un campionato come può essere quello italiano possa permettersi, facendo crescere i giocatori che ha in seno e magari completando ancora in qualche modo la rosa, di fare un campionato, oltre che tranquillo, magari togliendosi qualche soddisfazione e, perché no, magari inserirsi nella lotta per l’Europa. Deve continuare su questa strada di crescita dei ragazzi e con una guida che abbia assolutamente in mano la situazione”.
