ESCLUSIVA SN - Evangelisti: "Ranieri impatto significativo sulle squadre. Quagliarella fulcro centrale per ripartire"

17.10.2019 18:17 di Giuseppe D'Amico   Vedi letture
ESCLUSIVA SN - Evangelisti: "Ranieri impatto significativo sulle squadre. Quagliarella fulcro centrale per ripartire"

Archiviata la pausa prevista per gli impegni delle selezioni nazionali, la Sampdoria targata Claudio Ranieri intravede l’esordio del nuovo corso tra le mura di Marassi. L’avversario di turno sarà la Roma, che tra i vari intrecci del destino metterà alla prova l’autore del miracolo Leicester in una sfida dal fascino storico e personale.

Il mister è chiamato a fare quadrato e a guidare i blucerchiati verso zone più tranquille di classifica, con la partita di domenica che rappresenta già una prima occasione di riguadagnare morale, punti e serenità.

Per presentare la sfida e la nuova guida tecnica doriana abbiamo avuto il piacere di intervistare in esclusiva Marco Evangelisti, storica penna de Il Corriere dello Sport e gran conoscitore dell’ambiente giallorosso.

Inizierei l’intervista con una panoramica sul prossimo match tra Roma e Sampdoria. Che Roma troviamo, al netto del fatto che Fonseca non presenzierà in panchina, a pochi giorni dalla sfida di Marassi? “Troviamo una Roma che è ancora lontana dal completamento della costruzione ideale, anche perché l’allenatore non è quasi mai riuscito a lavorare con una rosa priva di infortunati. È un gruppo che ha qualche buco d’organico, ma a mio avviso il gran numero di infortuni ha inevitabilmente condizionato la trasmissione dei principi di gioco dell’allenatore alla squadra. Fonseca si è arrangiato, adattandosi alle esigenze delle singole partite, alla ricerca di un equilibrio che inizialmente non c’era, sempre però con la difficoltà di dover rinunciare ad alcuni giocatori non per scelta tecnica ma per necessità. Credo sia una Roma ancora vulnerabile con dei problemi in attacco, che dovrebbe essere il reparto migliore, dove si crea molto senza riuscire a concretizzare a dovere”.

Nella parentesi più recente di Ranieri alla Roma il mister ha avuto modo di allenare una buona parte della rosa oggi a disposizione di Fonseca. Quanto potrà pesare nella preparazione alla sfida la conoscenza dei giocatori avversari e quanto differisce lo stile del tecnico ex Shakhtar da quello di Testaccio. “Il gioco di Fonseca è sicuramente molto diverso da quello di Ranieri, ammesso che si possa parlare di gioco di Ranieri. Il tecnico, dopo essere subentrato in corsa, ha fatto quello che gli riesce meglio: si è saputo adattare in maniera molto rapida ai giocatori che aveva a disposizione e per questo credo che conoscere le caratteristiche di alcuni elementi chiave della rosa possa rivelarsi importante nel corso della partita. Ranieri è estremamente bravo nel capire, con un solo colpo d’occhio, quanto e come un giocatore possa rendere in un determinato momento e penso possa dare alla Sampdoria un inquadramento migliore sin da subito. È in grado di sistemare in maniera veloce i meccanismi difensivi e in più ha quasi sempre un impatto significativo sulle squadre che va ad allenare. Con la Roma è successo ma poi quella rosa, che aveva limiti oggettivi e attraversava un momento difficile dal punto di vista ambientale, ha reso per quanto ha potuto rendere. Si può però dire che solitamente, almeno nella prima fase, Ranieri ha un grande impatto sulle squadre che allena”.

Storicamente per la Roma Marassi è un campo difficile e lo dicono i numeri. Negli ultimi dieci anni soltanto due volte i giallorossi sono riusciti a fare bottino pieno. Su una scala da 1 a 10, che coefficiente di difficoltà attribuirebbe a questa sfida e quali saranno le insidie maggiori? “Credo almeno un 8, sia per le situazioni che caratterizzano le due squadre, sia perché – stando alla mia esperienza – l’ambiente, il calore della tifoseria e la stessa struttura dello stadio fanno sì che le squadre di casa riescano a dare il meglio. Dal mio punto di vista sarà una partita molto difficile per la Roma e un’occasione, per la Samp, di rilanciarsi dopo questo avvio abbastanza stentato”.

Con l’approdo di Ranieri sulla panchina blucerchiata è inevitabile pensare ai vari corsi e ricorsi storici. In campo non ci sarà alcun giocatore presente durante quel Roma-Sampdoria dell’aprile 2010 e dunque le chiedo quanto sono cambiati gli equilibri negli ultimi nove anni e dove vede le due squadre alla fine di questo campionato. “Gli equilibri sono cambiati abbastanza, non necessariamente in meglio, anche se la Roma ha avuto un periodo in cui la crescita era stata notevole. Quella Sampdoria, guidata in avanti dalla coppia Cassano-Pazzini, era una squadra temibilissima per tutti mentre la Roma, che ha costruito poi negli anni qualcosa di importante, si è dovuta piegare alle necessità finanziarie del club e alle restrizioni imposte dall’UEFA legate al FFP. In questo momento vedo la Sampdoria su un gradino inferiore rispetto alla corazzata guidata da Del Neri, con Ranieri che penso sia perfettamente in grado di guidare la squadra verso una salvezza tranquilla. La Roma – seppur con un organico forse meno attrezzato rispetto a quello del 2010 – credo abbia tutte le possibilità di arrivare in zona Champions League, magari centrando il terzo posto visto l’andamento non proprio brillante delle formazioni che sembrava dovessero fare meraviglie. Bisognerà comunque attendere che la rosa recuperi quelli che a oggi sono stati fuori per infortunio”.

Ha menzionato la capacità di Ranieri di adeguarsi ai giocatori a disposizione. La Samp vive un momento particolare e il tecnico subentra a Di Francesco per la seconda volta nello stesso anno solare. Su quali punti di forza dovrà fare affidamento la nuova guida tecnica? Ci sono giocatori in rosa che possono guadagnare nuova linfa dal cambio di panchina? “Credo che Ranieri parta in condizioni forse non ideali, ma nelle quali penso si possa lavorare molto bene. Di Francesco, negli ultimi due anni, sembra stia vivendo una fase di involuzione, con le sue squadre che pare non recepiscano le idee e i principi alla base del suo gioco. Non so per quale motivo avvenga e credo che anche alla Samp sia successo proprio questo. Lo stesso Ranieri, in un contesto del genere, penso possa essere senz’altro un punto di forza per tentare la risalita. Quanto ai giocatori, una squadra che può contare su Quagliarella come attaccante penso abbia già di per sé un forte potenziale da sfruttare. Il fulcro centrale per ripartire può essere proprio il capitano, anche perché ai blucerchiati non sembrano mancare i valori tecnici per raggiungere una migliore posizione di classifica”.

Le faccio un’ultima domanda. Negli intrecci recenti tra Roma e Samp la figura di Patrik Schick resta un oggetto misterioso. Si tratta di un calciatore che Ranieri ha avuto l’opportunità di allenare e di cui ne ha sempre – anche pubblicamente – lodato le qualità. Pensa il giocatore sia ormai all’addio definitivo alla Roma o che possa rientrare il prossimo anno dal prestito al Lipsia? “Mi sento di dire che per Schick la parabola Roma si sia ormai conclusa. Certo dipende ovviamente dagli intrecci di mercato, dalle formule dell’accordo tra le due squadre e di ciò che accadrà a fine stagione, però non mi sembra sia un giocatore che abbia possibilità di rilanciarsi a Roma perché si è messo contro parte della tifoseria e anche il club sembra aver pianificato un futuro senza di lui. Cosa sia accaduto di preciso non saprei dirlo, è davvero inspiegabile il gap tra i suoi mezzi tecnici e il suo rendimento in maglia giallorossa. Probabilmente si è trattata di una crisi di crescita che però si è prolungata un po’ troppo e dunque credo che la soluzione migliore per il calciatore sia quella di continuare a giocare all’estero, dove avrà la possibilità di esprimersi con meno pressioni finalmente mostrando il suo potenziale”.   

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