ESCLUSIVA SN - 1946, Lazzara: "Vialli, trascinatore di una squadra perfetta"

ESCLUSIVA SN - 1946, Lazzara: "Vialli, trascinatore di una squadra perfetta"
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giovedì 19 maggio 2016, 16:25News Doria
di Giuseppe D'Amico

Quest'oggi, 19 maggio 2016, si festeggia il 25° anniversario dello Scudetto blucerchiato '90/'91, stagione indimenticabile per ogni tifoso di fede doriana. Per la rubrica storica "1946", Sampdorianews.net ha avuto il piacere di intervistare Andrea Lazzara, giornalista che ha voluto rievocare le memorabili prestazioni di Gianluca Vialli, eroe di quei grandi traguardi.

"Vialli arrivò in blucerchiato nell'84, e in quei sei anni a Genova si era evoluto come giocatore. Il Doria lo acquistò come un esterno, ma si trasformò, divenendo un vero e proprio bomber a tutto tondo. Nell'estate del '90 aveva subito la grande delusione dei Mondiali: partito come titolarissimo nella spedizione di Italia '90, fu soppiantato dalla rivelazione Totò Schillaci e nella semifinale contro l'Argentina, non giocando al meglio, fu bersaglio di molte critiche. Le colpe del fallimento di quel torneo furono addossate anche a Vialli, nonostante poi Schillaci divenne capocannoniere della competizione.

I Sampdoriani uscirono da quel Mondiale a pezzi: Vialli andò male, Pagliuca era il terzo portiere e Mancini e Vierchowod non giocarono nemmeno un minuto. Per loro il campionato fu l'occasione del riscatto. Sia Vialli che Mancini consigliarono a Mantovani l'acquisto di Aleksej Michajličenko, centrocampista emergente della nazionale sovietica. Fu presentato in un'amichevole ad agosto, dove scese in campo proprio con l'URSS per poi indossare gli ultimi dieci minuti la casacca della Samp. Vialli non poteva giocare le prime partite, avendo un problema fisico.

Il suo esordio in campionato arrivò verso novembre, giorno in cui Roberto Mancini gli servì un assist a porta vuota per mandarlo in rete. Curiosità: per fargli riprendere il ritmo partita, la Samp organizzò un'amichevole contro una formazione di Interregionale, la Levante C. Pegliese, al Carlini. Mai vista così tanta gente in quello stadio, proprio perché i Sampdoriani volevano vedere ancora Vialli con la maglia blucerchiata.

In campionato si susseguirono la straordinaria vittoria a Napoli, poi il derby perso, e ancora un momento difficile. Il gran gol dopo un minuto contro l'Inter rilanciò la Sampdoria in testa alla classifica, però poi arrivarono altri risultati negativi contro Torino e Lecce. Lì venne fuori la sua grinta di leader assoluto e, assieme a Roberto Mancini, trascinò la Samp a suon di gol. Alla fine del torneo fu capocannoniere, con quella stagione che viene considerata quella della sua consacrazione. Consacrazione che arrivò in due episodi: in primis la rete di San Siro, quando dribblò anche Zenga prima di depositare in fondo al sacco, e il gol del 3-0 finale nella vittoria che regalò ai doriani lo Scudetto contro il Lecce.

Particolare curioso: in quell'anno, forse anche un po' per un derby a distanza, siccome il bomber del Genoa Skuhravy dopo ogni gol festeggiava con una capriola, anche Vialli iniziò a esultare in quella maniera. Un modo per confrontarsi e tenere viva la rivalità con il goleador dell'altra squadra.

Vialli fu il trascinatore di una squadra praticamente perfetta, tanto che, dopo la sconfitta con il Lecce nel girone d'andata, non perse più nemmeno una partita. Fu una cavalcata straordinaria, arrivata proprio nel momento in cui qualcuno iniziò a pensare che la Sampdoria di Paolo Mantovani non avrebbe potuto vincere lo Scudetto. In Europa fu eliminata dal Kaiserslautern, che in Germania vinse il titolo quell'anno, e dunque finì col concentrarsi solo sul campionato, regalando ai propri tifosi una gioia infinita".

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