Ekdal contro il razzismo: "E' possibile combattere il loro messaggio, non appartiene assolutamente ad un campo di calcio"

11.11.2019 11:14 di Maurizio Marchisio   Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Ekdal contro il razzismo: "E' possibile combattere il loro messaggio, non appartiene assolutamente ad un campo di calcio"

Albin Ekdal in estate si è fatto paladino per combattere omofobia e diseguaglianza, non solo nei campi di calcio ma anche nella società. Il centrocampista blucerchiato, intervistato nella meravigliosa cornice di Nervi da Aftonbladet.se, ha dimostrato ancora una volta molta empatia e sensibilità verso questo problema. Ekdal ha anche parlato del razzismo, fenomeno tornato purtroppo d’attualità nel campionato italiano.

Cosa significava per te avere avuto il supporto della Sampdoria? “L'avrei fatto comunque. Non sapevano che avrei fatto questo. Ma è stato molto bello avere il supporto del club.” – Le parole tradotte da Sampdorianews.net-

Il messaggio si sta diffondendo a livello globale: “Ha dato un po’più di visibilità perché il campo si è allargato dalla Svezia per diventare più internazionale. Persone in Italia e da tutto il mondo hanno scritto e avuto opinioni. Ho ricevuto molti feedback positivi. Ma ho ricevuto anche un po’ di merda su Twitter da persone che non so chi siano. Ma questo non mi dà molto fastidio.”

Ci sono una serie di valori che i giocatori, le associazioni e gli sponsor vogliono trasmettere ai sostenitori che acquistano la maglia della Svezia: “Se vuoi comprare la maglia della nazionale svedese devi anche comprare le cose basilari sull'uguaglianza, ovvero che tutti siano trattati allo stesso modo, indipendentemente dall'orientamento sessuale. Il clima è peggiorato con i social media. Basta premere un pulsante per scrivere merda e chiunque può divertirsi in questo modo. Purtroppo molte persone non pensano a cosa può significare per il destinatario o a coloro a cui si rivolgono. È bene ricordare questi valori quando si acquista la maglia nazionale. Questo è ciò che noi giocatori, la squadra nazionale e Adidas vogliamo. Vogliamo anche te come sostenitore. Questo non solo gioverebbe al calcio svedese, ma gioverebbe a tutta la società.

Penso che sia più facile convincere le persone in Svezia rispetto all’Italia ad approvare questi valori, anche se alla fine non è possibile verificare che tutti li seguano. Si tratta di far capire alle persone che questo avvantaggia tutti e che in questo modo si diventa una persona migliore. Questo è più facile in Svezia perché se n’è dibattuto più che in Italia.

Come sostenitore dovresti comunque essere in grado di criticarci, fa parte del calcio. Ma si dovrebbe evitare il crollo ricorrente delle persone o di chiamare qualcuno in modo troppo brutto, qualcosa che è diventato oggi un grave problema. Penso soprattutto ai molti giovani che si sentono male per il tono che è diventato ormai ricorrente sui social media. È troppo aggressivo, toppo feroce.

Abbiamo avuto e stiamo avendo problemi con il razzismo in Serie A quest'anno. Ci sono stati alcuni incidenti ed è normale che i club usino una linea dura, questa linea penso sia buona. Non sarà mai possibile sbarazzarsi di tutti i razzisti ma è possibile combattere e minimizzare il loro messaggio che non appartiene assolutamente ad un campo di calcio. È difficile capire cosa succede nella loro testa quando fanno questi suoni.”