Eder: "Ronaldo "Il fenomeno" è il mio idolo. Soldi e gloria non sono tutto"

Eder: "Ronaldo "Il fenomeno" è il mio idolo. Soldi e gloria non sono tutto"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
sabato 7 novembre 2015, 13:40News Doria
di Roberto Lazzarini

Eder Citadin Martins è al momento uno dei top player della Serie A: capocannoniere del campionato, uomo-chiave nell'attacco della Nazionale e desiderato dalle grandi, che però devono accontentarsi di vederlo esultare sotto la Sud con la maglia blucerchiata addosso. Il numero 23 ha concesso una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport, riportata in parte da Sampdorianews.net, in cui ci si concentra di più sull'Eder-uomo che sull'Eder-giocatore.

Eder ha dedicato poi un'interessante riflessione alla vita da calciatore: "C'è un equivoco di fondo quando si giudica la nostra vita: certo che siamo privilegiati, certo che guadagnamo benissimo, che non lavoriamo quindici ore al giorno, ma questo significa per forza che non abbiamo stress? Che non pensiamo mai, ad esempio, a quanto può essere breve quel nostro privilegio? Da top a nessuno in un attimo: capita, è capitato a un sacco di noi. I soldi e la gloria non sono tutto, e divertirsi a fare il proprio mestiere non basta a non trovarlo pesante, a volte: penso a uno come Buffon, sono vent'anni che fa il conto di quanti giorni veramente liberi, con la testa completamente sgombra, ha in un anno. Lo stress per me è quello: essere costretti a pensare sempre a qualcosa. E se non hai la testa abbastanza forte, è un attimo che lo stress si trasformi in depressione. E poi sono cavoli: è un attimo anche prendere la via di fuga sbagliata"

Quando gli viene chiesto chi fosse l'idolo della sua infanzia, la risposta è quasi scontata:  "L'ho fatto non so quante volte, e continuo a farlo: ogni tanto scrivo su Youtube "Ronaldo fenomeno" e mi rifaccio gli occhi. In Brasile non c'è scelta: per quelli della generazione di mio padre l'idolo è Pelè, per la mia è solo Ronaldo. Uno che si rompe il ginocchio, tutti pensano "Ecco, non tornerà mai più lui", e lui invece non solo torna, ma fa anche vincere un Mondiale: era un miracolo, ma lui li faceva. Perchè lui in campo faceva cose che ci vogliono Messi e Cristiano Ronaldo insieme: non solo gol, eppure ne ha segnati una marea".