E. Mantovani: "Eredità più bella sarebbe avere Luca Vialli Presidente"
Intervistato da Maurizio Michieli per Primocanale a margine della presentazione del libro La Bella Stagione, Enrico Mantovani non ha solamente parlato della Sampdoria del passato, ma anche delle possibilità future soprattutto a livello dirigenziale.
"La continuazione della giornata di ieri non poteva finire meglio se non con questa iniziativa della squadra di papà e di tutti questi grandissimi campioni, perchè è vero che senza Paolo Mantovani questa favola stupenda non si sarebbe mai realizzata, ma senza tutti loro neanche. Tutti insieme hanno fatto in modo che noi potessimo vivere una dozzina di anni pazzesca. - Le parole pronunciate alla telecamera di Primocanale.
L'abbiamo vissuta alla grande, avevo qualche capello in più, il giorno dello scudetto avevo 29 anni, ma c'erano ragazzini di 8 o 9 anni e anche persone più anziane che hanno potuto vivere non solo lo scudetto: quattro Coppa Italia, la Coppa delle Coppe, la finale di Coppa."
Abbiamo chiesto a Vialli se Paolo Mantovani sarebbe contento di vederlo presidente della Samp, Gianluca ha risposto che non è una domanda a cui può rispondere adesso: "Allora se ha già risposto in questo modo non posso aggiungere nient'altro che non abbia già detto: io so che per Luca sarebbe una cosa eccezionale e so quanto lui sia determinato in quelle che sono le sue ambizioni. Ora ha delle cose importanti del quale occuparsi, gli siamo tutti vicini. Poi, per quanto riguarda il futuro, se mai ci fosse una possibilità per noi sarebbe probabilmente il regalo più bello, l'eredità più bella, avere Luca Vialli presidente."
Il filo conduttore, al di là di Paolo Mantovani, che ha portato questa squadra a vincere tanti trofei: "E' difficile da trovare, togliendo Paolo Mantovani, perchè papà la Sampdoria l'ha presa in Serie B, non c'è stato sempre lo stesso identico allenatore ma c'è stata una crescita costante di quella che era la squadra, il valore in campo della squadra, la dirigenza per quanto da quando è arrivato papà presidente non è che sia cambiata tantissimo nell'arco degli anni. Quando sono arrivato io c'erano ancora un sacco di persone che poi sono rimaste con me, come Domenico Arnuzzo per esempio. Il filo conduttore è stato riuscire a creare un'amalgama fantastica, gestendo anche situazioni non semplici, ma per papà quelle situazioni non dico fossero semplici ma erano una sfida nella sfida. Il problema non c'era ma solo delle situazioni e le situazioni venivano risolte, questo era uno dei suoi punti di forza."
