..e la lotta continua
Sono ormai spenti i riflettori sullo stadio a Marassi, ormai siamo tutti tornati a casa. Le emozioni da descrivere sono veramente troppe e contrastanti, ma non si creda che ci sia solo sconforto perchè non è così; in questi giorni in cui, a stento, si riesce a nascondere l'irritazione creata da questo calcio moderno implacabile, nonostante la sconfitta, anche questa volta l'orgoglio doriano ne esce intatto.
Abbiamo probabilmente meritato di uscire dalla competizione, abbiamo regalato quasi tutto il primo tempo al Milan, quasi timorosi. Nella ripresa sicuramente si è rivista la solita Sampdoria che se prende coraggio e riesce a reagire crea sempre qualcosa di buono. Finalmente, e con grande piacere, si è visto un Milan più volte in affanno ed in seria difficoltà, abbiamo ridotto lo svantaggio e creato buone occasioni. Poi ci siamo di nuovo un po' spenti, proprio mentre il cinico Allegri si giocava la doppia carta Ibra e 99, ed è finita così, con questa Samp ritrovata e gagliarda che se usciva comunque tra gli applausi per il grande cuore mostrato nel tentativo di raddrizzare una situazione nata precocemente storta.
E' un fatto che possiamo avere dei problemi, però non siamo i soli in questa strana stagione ad averne e tutti reagiscono come possono per mimetizzarli. Domenica abbiamo avuto qui la Juventus, lei ha scelto di reagire alle avversità con l'agonismo, in certi momenti persino esagerato, dal momento che ci siamo ritrovati il buon Stefano in ospedale con uno zigomo fratturato, Nick ed il Pazzo infortunati e Massimo seriamente contuso, un bilancio eccessivo per una semplice partita di calcio e che ci ha condizionato anche per questo ultimo nostro impegno, proprio perchè non abbiamo una rosa di quaranta persone come certe squadre che intanto si lamentano sempre.
Su tutti i media nazionali questo ha avuto pochissimo rilievo, si è citato soprattutto il paio di escoriazioni patite da Amauri e Sissoko e l'incespicarsi del guardialinee sui piedi di Pepe e la solita beatificazione del gioco “maschio” che tanto piace agli opinionisti. Ma, d'altra parte cosa aspettarsi, i riflettori e le aspettative sono su quelle quattro o cinque squadre, qui si viene interpellati solo quando si è in tempi di calcio mercato, quando si decide che “piace” qualcuno che potrebbe risolvere un propria ansia del momento e lo si tenta in ogni modo, cercando di forzare il parere o della Società o del calciatore. Soldini, in verità assai pochi, si tenta prima il prestito, ma se lo richiedono altri fa sempre e comunque bella figura.
Ancora ieri Michael Platini, interpellato sulle imminenti norme introdotte dal fair play, ha ribadito che il calcio deve tornare ad essere patrimonio di tutti e non più un giocattolo per ricchi. Mi guardo intorno e mi viene da sorridere constatando quanto invece è sempre più difficile guadagnarsi dello spazio e del rispetto per Società di media caratura, visto che ad ogni finestra di mercato si ripropone l'effetto “supermarket”.
Il calcio sta assimilando i difetti di questo mondo sempre più cinico, il trasformismo paga e si disprezza il piatto dove si è mangiato poco tempo prima, magari lo si fa in conferenza stampa e con l'aria divertita. Non deve poi stupire se ad una tifoseria che è sempre stata ragionevole e paziente scappa una marea di fischi, si può essere più o meno d'accordo ma contrastare quella che ormai è vissuta come una palese ingratitudine è arduo.
Questa è solo la cornice, ancora cinque giorni alla fine del mercato e tanti patemi quotidiani. L'unica gran bella notizia è stato l'arrivo di Big Mac Maccarone, un gran bel giocatore fisico e bello tosto tecnicamente, ha giocato una gran partita, e nonostante sia appena arrivato si è gettato nella mischia con grande personalità. Un gran acquisto, benvenuto!
Guardiamo avanti, giriamo un'altra pagina e vedremo che ci aspetta il Napoli. Poco tempo per recriminare o per dolersi, la lotta continua. Forza Sampdoria!
