E. Garrone: "Cassano? Ha cominciato a destabilizzare l'ambiente della società. Pazzini? Ha chiesto alla società di poter esser ceduto pur essendo veramente legato alla Samp"
Ospite della trasmissione Gradinata Sud in onda su Primocanale Sport, il vice presidente vicario della Sampdoria Edoardo Garrone ha parlato del futuro della nostra amata, dell'annata scellerata di quest'anno con un occhio anche alle vicende legate alle cessioni di Cassano e Pazzini:
"Tutto è nato quando Beppe Marotta ha capito che Cassano non era più gestibile, e parlo della gestione non parlo di quella in campo parlo di tutti i giorni, di Bogliasco, il fatto che lui voleva essere la prima donna e quindi creava tutta una serie di tensioni, e aveva già chiuso l'accordo con la Fiorentina per mandarlo in prestito alla Fiorentina.
Mio padre che è una persona, come dire, veramente passionale e come tutti i grandi uomini a volte si innamorano delle persone, e come quando ci si innamora a volte si prendono anche delle grandi delusioni, ha finto, credo, e lo dico con affetto, il fatto che Cassano ci aveva ripensato, in realtà lui non aveva mai voluto che andasse a Firenze perchè comunque l'aveva protetto veramente come fosse, non dico un figlio, però una persona a cui voleva bene e Cassano.
A quel punto è rimasto a Genova e dal giorno dopo è passato alla vendetta: e ha cominciato a destabilizzare l'ambiente della società, ha cominciato a mettere uno contro l'altro, a creare dei problemi anche tra i nostri dirigenti e ha fatto credere a mio padre che era tutto un complotto ordito da Marotta e Del Neri contro di lui.
In realtà non era così e a quel punto i rapporti tra mio padre e Marotta si sono incrinati, a quel punto è mancato il rapporto fiduciario e a quel punto sono iniziate le dichiarazioni sui giornali e quando si fanno le dichiarazioni pubbliche poi i problemi si complicano. E a quel punto Marotta ha scelto di andare via da Genova, di andare poi alla Juventus, che comunque, voglio dire, in termini di carriera è stata una scelta di tutto rispetto.
Pazzini ha parlato di due dirigenti che non volevano andasse via a gennaio? Questo non lo so, perchè veramente io non è che fossi così attento alle questioni. Io dico questo, l'ho già detto e lo ripeto: il caso Pazzini è un caso totalmente diverso. Cassano si è autoescluso, perchè quello che ha fatto a Bogliasco quel famoso giorno in cui si è permesso di insultare in quel modo il presidente che gli chiedeva semplicemente di andare a ricevere un premio in un club di tifosi, è una cosa che non esiste.
Poi se succede in una stanza a due si può anche perdonare, ma di fronte a tutto lo spogliatoio è una cosa inacettabile. La Sampdoria si è comportata correttamente, ha deferito il calciatore, c'è stato un processo, una sentenza e le cose le conoscete meglio di me. Caso Pazzini: Pazzini, premetto che è sempre stato, io lo considero, un professionista serissimo, un ragazzo assolutamente a posto e un grande campione. Pazzini finita in qualche modo l'avventura Champions aveva la possibilità, e lo sapeva, di poter fare carriera in una grande squadra.
Appena si è presentata l'occasione dell'Inter anche lui era veramente la realizzazione di un sogno. Non tanto perchè fosse l'Inter, fosse stato il Milan magari era lo stesso, però andava a giocare in una grande. A quel punto Pazzini ha chiesto alla società, attraverso il procuratore, di poter esser ceduto e quindi raggiungere il suo obiettivo pur essendo veramente legato alla Sampdoria, legato a questa maglia e riconoscendo in qualche modo la Sampdoria che lo aveva preso dalla panchina della Fiorentina e l'aveva rilanciato. Pur riconoscendo i meriti della società per il suo rilancio.
Per la Sampdoria è stata una scelta in qualche modo condivisa, perchè intanto trattenere un giocatore che in qualche modo ha un desiderio di carriera è molto difficile e comunque un rischio, l'alternativa sarebbe stata, cosa che per altro vi dico che è stata fatta, prendere un impegno per fine anno e quindi per liberarlo a fine anno e cederlo ad una grande però l'occasione gli si è presentata a gennaio, purtroppo gli si è presentata a gennaio e anche se si è detto che è stato svenduto, poi sullo svenduto si potrebbe ragionare tanto.
È stato venduto a 19 milioni di euro, è vero 12+6+1=19, dire se è stato svenduto o meno non lo so, forse si poteva realizzare 3 milioni di euro in più, lì dipende dalla trattativa che fanno gli addetti ai lavori, ma che Pazzini valesse a gennaio 30 milioni di euro, allora si che in quel caso si poteva dire svenduto, poi uno può dire che Biabiany non ne vale 6.
L'errore vero che abbiamo fatto è non rimpiazzarlo adeguatamente, non è stato secondo me un errore dal punto di vista tecnico vendere Pazzini, ma sulla sostituzione, perchè Maccarone e Macheda non hanno reso rispetto a quello che c'era stato detto e rispetto a quello che i tecnici c'avevano detto. Questo è stato l'errore vero che è stato compiuto, non rimpiazzare adeguatamente Pazzini".
