Dossena ricorda Boskov: "Era essenziale, diretto, interveniva sempre al momento giusto"
"Un illuminato finto tonto, un intelligentissimo finto tonto". Così Beppe Dossena ricorda Vujadin Boskov. L'ex esterno blucerchiato dello scudetto ha parlato ai taccuini de La Gazzetta dello Sport del suo ex tecnico:
"Uno dei pochi che poteva tenere il nostro spogliatoio: sapeva chiudere un occhio, ma anche farsi sentire. Era essenziale, diretto, interveniva sempre al momento giusto. Paolo Mantovani era stato davvero oculato a sceglierlo".
Un aneddoto?
"Eravamo vicini di casa, a Nervi, e mi offriva un caffè turco che non era il massimo, ma era troppo piacevole chiacchierare con lui e signora".
L'aspetto che l'ha colpito di più del grande Vujadin?
"Poteva stare bene sotto una tenda come in un castello. Era molto rispettato. A volte dicevano che la formazione la facevamo noi...non è vero, noi magari ci aggiustavamo in corsa e se gli andava bene ci lasciava fare, ma l'ultima parola era sempre la sua".
