DORIA ALE' CAMMINEREMO CON TE - un centrocampo come fosse stato stregato

Rubrica settimanale di approfondimento sul centrocampo blucerchiato
 di Matteo Rosagni  articolo letto 1385 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
DORIA ALE' CAMMINEREMO CON TE - un centrocampo come fosse stato stregato

Uno dei motivi di vanto di Benevento è sicuramente lo Strega, un liquore digestivo il cui nome deriva dalla tradizione che vuole le rive del Sabato testimoni di numerosi rituali di stregoneria. Stessa motivazione che ha spinto la società calcistica dell'omonima città ad adottare una strega come proprio simbolo, che sabato scorso ha saputo lanciare ben tre melefici sul marinaio della Superba, rispedendolo a Genova tra gli urli di giubilo del pubblico di casa, alla sua seconda vittoria stagionale.

Tralasciando i rituali di magia, la verità è che la Sampdoria, in ogni reparto, non ha saputo affrontare con la giusta determinazione e concentrazione i giallorossi campani ed il centrocampo non è certo escluso da tale critica. Nel suo complesso la linea mediana blucerchiata è apparsa a tratti lenta e molle, metaforicamente simile alla condizione di chi ha passato una serata a trangugiare alcolici.

Dennis Praet è stato forse l'unico a tenere alta la bandiera del centrocampo sampdoriano, ma è stato sostituito troppo precocemente e nel suo momento migliore, mentre gli altri interpreti non hanno saputo esprimersi al meglio, tra un Edgar Barreto perennemente e spesso infruttuosamente alla rincorsa di qualche avversario ed un Lucas Torreira ed un Gaston Ramirez talvolta evanescenti, proprio come fossero stati stregati.

Quel che è stato è stato: ora la sosta dovrà servire a recuperare le forze, nuova lucidità e concentrazione, caratteristiche alle quali il centrocampo di Mister Giampaolo ha abituato i suoi tifosi e, inoltre, consentirà di digerire questa amara sconfitta, magari con l'aiuto un bicchierino di buon Strega. Senza esagerare.