DORIA ALE' CAMMINEREMO CON TE - Torreira stappa la Samp
Una miccia da innescare. La sensazione all'uscita dello stadio – domenica scorsa – è che il terzetto di centrocampo della Sampdoria sia esattamente una miccia, neanche troppo lunga, che con la scintilla giusta esplode in una deflagrazione che lascia con il mal di testa la controparte avversaria. Si, perché anche contro il Chievo, è servito un episodio per far scattare quel qualcosa che è finito per risultare decisivo in termini di risultato e gioco. Anzi, forse due episodi.
Il vantaggio di Linetty, vera e propria sorpresa di questo avvio di campionato lì in mezzo, dopo che la Samp aveva sofferto l'iniziale intraprendenza e organizzazione clivense, sembrava potesse sciogliere i muscoli e la mente della squadra. Un gol di voglia, di testardaggine, un sinistro rabbioso sotto la traversa dal vertice sinistro dell'area piccola, con il centrocampista polacco famelico ad arrivare prima degli altri su una palla vagante figlia di un rimpallo. Nonostante ciò, il pareggio dell'ex, Cacciatore, e tutto da rifare. Poi, all'improvviso, arriva la Bomba di Maradona che si cercava in ogni negozio di articoli pirici prima della notte di Capodanno, quando eravamo piccoli. Punizione da trenta metri. Lucas Torreira chiama lo schema ma decide di tirare giù la porta sotto la Sud con un siluro imprendibile per Sorrentino. BOOM! 2-1! Partita girata, squadra stappata, spettacolo assicurato.
Ne segue un'ora di calcio molto bello da parte dell'undici di Giampaolo, che controlla e gira palla in maniera divina nella seconda parte dell'incontro. Torreira, ancora lui, la chiude con un'altra gemma al volo di destro. Può partire il carosello. La Samp vola, il centrocampo è quasi perfetto, si rivede anche Barreto per mezz'oretta, Praet è silente ma efficace con le attenzioni che gli dedica la linea mediana del Chievo. Non spicca per azioni personali o per dribbling ubriacanti ma le scelte di gioco e la pulizia tecnica non difettano mai.
Adesso il Derby, dove ci vorrà un altro salto di qualità in continuità, se si vorrà fare propria la posta piena. Sperando che la scintilla scatti subito, dal primo minuto, perché portarsi una bestia ferita appresso è cosa poco raccomandabile in una partita che non vuole padrone prima del fischio iniziale. Specie se la bestia in questione è un grifone, duro, durissimo a morire e sempre pronto a graffiarti.
