DORIA ALE’ CAMMINEREMO CON TE – Sostanza oltre la forma
A distanza di più di un mese dall’ultimo successo contro la Fiorentina, la Sampdoria ritrova la vittoria nella gara interna con il Torino. I tre punti portano i blucerchiati a quota 35, con 13 punti di vantaggio sulla zona retrocessione. La salvezza non è tale finché non è matematicamente raggiunta ma l’ipoteca sull’obiettivo minimo stagionale è stata messa e bella importante.
Nella sfida precedente con il Bologna gli undici di Ranieri hanno giocato una partita abbastanza atipica per quanto visto in stagione, contraddistinta da pressing alto e un atteggiamento propositivo piuttosto che attendista. La chiave di tale atteggiamento tattico è stata un centrocampo a cinque, senza un vero e proprio trequartista, ma piuttosto con Ekdal schermo davanti alla difesa per limitare Soriano e Thorsby spesso centrocampista più avanzato (soprattutto in fase di non possesso), per andare ad attaccare i portatori di palla avversari già nella loro metà campo. Insieme ai due scandinavi hanno giocato Damsgaard sulla sinistra con licenza per accentrarsi, Jankto come mezzo sinistro con possibilità di allargarsi e Candreva a destra.
Soprattutto nel primo tempo il centrocampo ha fatto un’ottima partita, mancando praticamente solo in fase di conclusione. Il pressing alto di Thorsby in avvio ha sorpreso gli avversari portando a recuperi palla importanti, uno dei quali si è stampato sul palo. Anche il folletto danese, sfruttando la libertà di posizionamento lasciatagli, è riuscito a proporsi in più di un’occasione e a concludere in maniera pericolosa. Si sono pagate piccole disattenzioni e forse un po’ di mancanza di cattiveria.
Sia sul secondo che sul terzo gol del Bologna, l’azione nasce da contrasti persi nei pressi della linea di metà campo. In entrambi i casi il protagonista è Thorsby. Il norvegese è a mio avviso bravo ad esserci sempre e a metterci il piede ma manca forse di un filo di cattiveria, di tempismo e di fortuna. Nel primo caso, dopo un tackle di Bereszyński, la palla gli rimbalza sullo stinco senza che lui riesca a controllarla e torna così in possesso di Barrow, che supera il polacco ancora sbilanciato dall’intervento precedente e si incunea verso l’area dove poi serve l’assist vincente al compagno a rimorchio. Nel secondo caso la dinamica è analoga, perde un contrasto con Svanberg, che si così trova con il campo aperto davanti a sé, e arrivato al limite dell’area scarica su Soriano che insacca.
Come ho già scritto in altre occasioni, Thorsby è fondamentale per l’equilibrio del centrocampo. Gli episodi di Bologna sono un esempio ma guardando l’intera partita con il Torino si può giungere alla stessa conclusione. Sui lanci lunghi ci si appoggia a lui. In fase di inserimento si propone con continuità. Quando c’è da fare a gomitate dentro l’area, in fase difensiva, c’è sempre. Nell’ultimo mese che lui ha faticato, la Sampdoria ha faticato. È tornato a offrire una prestazione da 7 e la Sampdoria ha vinto. Certo, non solo merito suo, ma il peso specifico negli equilibri di squadra è altissimo.
Il gol segnato contro i granata mette in evidenza anch’esso altri leitmotiv della stagione. Antonio Candreva si accende a sprazzi ma quando lo fa è decisivo. Fino al 25' sembrava avulso dal gioco, poco coinvolto, nessun spunto degno di nota. Al primo pallone significativo toccato ha instradato la partita sui binari della vittoria. Il gol tra l’altro lo ha pure galvanizzato o rasserenato e da qual momento è sembrato più tranquillo e più dentro il gioco.
L’altro aspetto è che l’accoppiata Jankto-Augello funziona. In generale il ceco non ha giocato una buona partita. Le sue prestazioni rispetto alla prima parte di stagione sono sicuramente di livello inferiore. Ha sbagliato più di un cambio di gioco ma anche alcuni appoggi semplici. Domenica non ha nemmeno offerto la solita continuità in appoggio alla manovra offensiva con inserimenti, o posizionandosi largo offrendo possibilità di scarico. È rimasto un po’ “indietro”. In questo suo rimanere indietro ha però garantito copertura alle sovrapposizioni di Augello, il quale, oltre all’azione strepitosa in occasione del gol, ha spinto con continuità. Personalmente continuo a considerarlo una pedina molto importante per il centrocampo della Sampdoria e credo che il suo apporto venga spesso sottostimato.
