DORIA ALE’ CAMMINEREMO CON TE – Silva mette ordine, Candreva a sprazzi ma decisivo

DORIA ALE’ CAMMINEREMO CON TE – Silva mette ordine, Candreva a sprazzi ma decisivoTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
giovedì 4 febbraio 2021, 14:59News Doria
di Corrado Camera
La rubrica di approfondimento sul centrocampo blucerchiato

La Sampdoria chiude il girone d’andata con due vittorie consecutive e apre il ritorno con una sconfitta preventivabile e tutto sommato abbastanza indolore. Dopo la pessima trasferta di La Spezia servivano prestazioni e punti per proseguire la marcia verso l’obiettivo stagionale di una salvezza tranquilla. I punti sono arrivati e le prestazioni, se non esaltanti, hanno comunque messo in evidenza un discreto carattere.

Contro l’Udinese Ranieri schiera inizialmente un centrocampo a cinque, con la cerniera centrale formata da Ekdal e Silva, Candreva e Damsgaard sugli esterni e Verre sulla trequarti. I primi minuti vedono una Sampdoria piuttosto volitiva, la quale cerca un recupero palla alto ma non riesce a trovare continuità di gioco. In tutta la prima frazione i blucerchiati riescono a costruire un’unica palla-goal, che nasce proprio da un recupero di Ekdal nel cerchio di centrocampo con il pallone poi giocato in verticale, a due tocchi, da Verre e Candreva per la conclusione di Quagliarella. Tatticamente questo è il copione che vorrebbe seguire la Sampdoria. Ekdal e Silva si alternano nel gestire i palloni bassi e nello spendersi nel pressing su De Paul, recuperata palla dovrebbero poi aprire il gioco sugli esterni o sfruttare eventuali corridoi centrali. Il condizionale è d’obbligo però, perché De Paul, il vero fulcro del gioco friulano, è bravo in più di un’occasione a sfuggire alla marcatura e a creare superiorità numerica sulla trequarti per i suoi. Già prima del goal del vantaggio, siglato a inizio ripresa, nascono dai suoi piedi una traversa e almeno altre due situazioni pericolose sbrogliate da Colley e Audero.

Dopo il vantaggio dell’Udinese, per rinfoltire il centrocampo e aumentare la densità nel mezzo, viene inserito Thorsby per Damsgaard (oltre che sostituiti Verre e Quagliarella con Keita e Torregrossa). Il nuovo assetto tattico premia i blucerchiati, che trovano prima il pareggio con un rigore procurato e segnato da Candreva e poi il vantaggio definitivo con Torregrossa. Il cucchiaio dell’esterno è decisamente un gesto da sottolineare, sia per tecnica sia per personalità. L’impatto poi che ha avuto a livello nervoso, non solo sui sampdoriani davanti allo schermo a cui si è fermato il battito finché quel pallone è rimasto a mezz’aria ma anche sulla partita, è stato determinante per modificarne l’inerzia. Importante, come dimostrazione di voglia di lottare, anche l’ingresso di Gastòn Ramirez per Silva nel finale.

A Parma il copione si è un po’ ripetuto, pur ripartendo da un centrocampo simile a quello della parte finale della partita precedente. Si è iniziato infatti con una sorta di linea a tre con Candreva, Silva e Thorsby e Ramirez in appoggio a due vere punte. Nei primi minuti il gioco l’ha fatto il Parma, con Kucka e Kurtic spesso in anticipo o più cattivi nei contrasti dei centrocampisti blucerchiati, così da avere poi spazio per provare a concludere o cercare la velocità di Gervinho. A metterci una pezza ci ha pensato Audero con l’aiuto dei legni. Il vantaggio, abbastanza casuale e trovato a seguito di un cross di Candreva controllato malamente da Cornelius in area, ha modificato il copione. Il Parma si è sbilanciato e ha permesso ripartenze efficaci che sono sfociate nel raddoppio di Keita, servito in maniera perfetta da Ramirez dopo aver rubato il pallone dai piedi di Hernani. Da lì la Sampdoria ha giocato una partita di controllo, non completamente priva di brividi (altra traversa di Kucka e buone parate di Audero) ma comunque senza mai dare l’impressione di essere in sofferenza. Tanto del merito va dato ad Adrien Silva, autore di una prova estremamente ordinata e sempre lucido nella gestione del pallone. Il valore aggiunto è poi la determinazione con la quale rincorre gli avversari. Non sempre riesce a recuperare il pallone in maniera pulita, ma anche solo il disturbo che porta induce spesso l’avversario all’errore o a giocate sicure che rallentano il ritmo dell’azione.

Contro la Juventus dall’inizio si vede una linea a quattro inedita con Candreva a destra, Ekdal e Silva centrali e Thorsby a sinistra. Da sottolineare come Ranieri faccia fatica a rinunciare al norvegese e alle sue doti fisico-atletiche, schierandolo davvero in ogni zona del campo. In fase difensiva questa composizione della mediana permette inoltre a Ekdal di scivolare sulla linea dei difensori a copertura degli inserimenti di McKennie, spesso molto avanzato, e al norvegese di spostarsi verso il centro per chiudere le linee di gioco su Bentancur e Artur con Silva. Ekdal, da quella posizione è anche l’uomo incaricato di far ripartire l’azione e gestire quindi le ripartenze. La sua giornata non è però delle migliori e in svariate occasioni sbaglia appoggi o perde palloni estremamente pericolosi sulla trequarti, anche per l’ottimo pressing portato dagli avversari. Questa difficoltà nella gestione della palla, in particolare dello svedese ma in generale dell’intero reparto, è sottolineata anche dal fatto che in tutto il primo tempo la Sampdoria non tiri mai in porta. Candreva, il centrocampista con caratteristiche offensive più spiccate, tocca decisamente pochi palloni e quando succede non riesce mai ad innescare le punte. Alcune volte è lui a sbagliare, altre volte le linee di passaggio sono coperte e non ha altre soluzioni se non tornare indietro. Nell’unica occasione in cui gli riesce la giocata, intorno al 60’, trova Quagliarella in mezzo all’area su cui però è bravo Szczęsny a opporsi. Anche i cambi non sortiscono effetti. Tuttavia, tenendo i piedi per terra e pesando l’avversario, seppur non sia possibile valutare la prestazione come buona, non la si deve nemmeno etichettare come preoccupante.

Il bilancio, che si trae girone d’andata per il reparto mediano è generalmente positivo. Adrien Silva e Candreva, giocatori da cui ci si aspettava un contributo fondamentale per far fare il famoso salto di qualità alla squadra, si stanno ritagliando un ruolo sempre più di primo piano. Si stanno inserendo sempre più nel meccanismo Sampdoria e la squadra effettivamente ne beneficia. Candreva non è un martello in quanto a continuità durante la singola partita ma è difficile che passino 90' senza che riesca a fare almeno una giocata (assist o conclusione) che porti ad un’occasione da goal. Silva invece porta un contributo molto più oscuro ma decisamente più continuo. Chiude o sporca le linee di passaggio agli avversari e smista palloni con pochi tocchi in ripartenza. Sbaglia qualcosa ma regala ordine e tranquillità, forse mancati a inizio campionato. Intorno a loro, anche nelle ultime tre partite, si è visto un gruppo di giocatori che mescola esperienza (Ekdal), duttilità (lo stesso svedese e Thorsby), doti fisiche e atletiche notevoli (Thorsby, Jankto e anche Leris) ma anche tanta qualità (Ramirez, Verre e non ultimo Damsgaard). Il reparto mostra quindi una profondità inusuale per una squadra del livello della Sampdoria e il suo allenatore ne sta effettivamente traendo vantaggio facendo girare gli uomini consapevolmente. Su queste basi, se il bilancio fino a qui è positivo, le prospettive per il girone di ritorno sono ottime.