DORIA ALE’ CAMMINEREMO CON TE – Roma e Inter: prestazioni agli antipodi

La rubrica di approfondimento sul centrocampo blucerchiato
12.05.2021 10:57 di Corrado Camera   Vedi letture
DORIA ALE’ CAMMINEREMO CON TE – Roma e Inter: prestazioni agli antipodi
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Affrontare la Roma e l’Inter non è mai facile, a distanza di una settimana ancora meno, per cui se esci dalla doppia sfida con tre punti il bilancio è da considerarsi per forza positivo. Alla luce però del momento delle due squadre, soprattutto in termini di motivazioni, resta un po’ di amaro in bocca per la sconfitta di San Siro. O almeno per come è maturata e per il passivo decisamente pesante.

Nella prima delle due partite la Sampdoria ha trovato i giallorossi reduci dalla trasferta di Europa League a Manchester. Una squadra quindi martoriata nel morale (passivo pesante e addio ai sogni di finale) e negli uomini (infortuni di Veretout, Spinazzola e Pau Lopez). Se la Roma non è apparsa particolarmente vivace non è però sembrata nemmeno una squadra allo sbando e la vittoria per 2-0 è da attribuirsi principalmente a meriti della Sampdoria più che a demeriti degli avversari.

A centrocampo a causa della non perfetta condizione di Candreva ed Ekdal le scelte erano quasi obbligate, con Silva e Thorsby in mezzo e Damsgaard e Jankto sugli esterni. Si è rivisto poi Verre in appoggio al solo Gabbiadini, anche in questo caso perché né Keita né Quagliarella avevano i 90 minuti nelle gambe. In fase di possesso la squadra ha giocato con una sorta di 4-2-3-1, con Verre molto bravo ad andare a cercare spazio e palla tra le linee, chiamando l’uscita di Smalling o il ripiegamento di uno tra Villar e Cristante. In maniera simile Damsgaard e Jankto alti tenevano piuttosto schiacciati i due esterni della Roma. In fase difensiva l’assetto tattico virava invece su un 4-4-1-1, con i due esterni ad arretrare sulla linea dei centrocampisti centrali.

L’intera mediana ha giocato un’ottima partita, gestendo un buon possesso palla con percentuali decisamente più alte delle medie stagionali e garantendo un ottimo filtro. Silva si è preso in carico la distribuzione del gioco, sbagliando solo un paio di palloni, mentre Thorsby ha garantito quella che ormai è la solita quantità. Jankto, Damsgaard e Verre hanno invece fornito lo sfogo sulle fasce, o dettato i passaggi in profondità.

I due goal sono nati proprio da situazioni viste più volte nell’arco dell’intera partita e dalle caratteristiche specifiche dei singoli interpreti. In occasione del vantaggio il pressing a tutto campo di Thorsby lo ha portato a recuperare un pallone sulla trequarti destra, è poi riuscito a servire ottimamente a Silva per il suo primo sigillo in maglia blucerchiata. Il raddoppio è invece nato da una splendida giocata spalle alla porta di Verre, che ha ricevuto palla nel limbo tra centrocampo e difesa giallorossa e prima che un qualsiasi avversario potesse accorciare su di lui l’ha girata in profondità in uno spazio in cui si è tuffato Jankto, bravo anche a concludere con freddezza.

A San Siro l’assetto tattico proposto è stato molto simile a quello visto con la Roma, con Ramirez per Verre sulla trequarti e Candreva per Damsgaard sulla destra. La qualità della prestazione non è stata però nemmeno paragonabile. A parte rarissime folate, come in occasione del gol di Keita, il reparto è sembrato lento, poco volitivo e spesso in ritardo. Anche Thorsby, impersonificazione del mediano che non molla mai e lotta su ogni singolo pallone non dandosi mai per vinto, ha sofferto la fisicità di Gagliardini. Ramirez, tornato titolare per la prima volta dalla trasferta di Roma contro la Lazio, è apparso completamente avulso dalla partita. Non a caso, entrambi sono stati sostituiti a fine primo tempo, insieme a Jankto, con la squadra sotto per 3-1, nella speranza di dare una scossa come altre volte in stagione.

La speranza è rimasta però tale perché i nuovi entrati (Ekdal, Verre e Damsgaard) non sono riusciti ad incidere e il copione della partita è proseguito sulla falsa riga di quello del primo tempo. In conclusione si è visto pure Adrien Silva ripetere l’ingenuità del fallo di mano in area come con la Roma. Se in quel caso l’errore di essere saltato con il braccio largo era passato in secondo piano vista l’ottima partita, in questo frangente è sembrata una disattenzione totalmente evitabile, sia perché recidiva sia perché figlia di un atteggiamento della squadra apparso un po’ troppo rilassato, seppur la partita avesse un significato praticamente nullo a livello di classifica per entrambe le squadre.

Restano tre partite per finire la stagione, sulla carta più abbordabili delle ultime due. Solo lo Spezia, nel mazzo delle prossime avversarie, ha ancora qualcosa da chiedere a livello di classifica. L’obiettivo dei 52 punti fissato da Ranieri è quindi ancora raggiungibile. Al di là delle scelte tecniche, degli uomini o di una mediana con o senza trequartista, il fattore limitante perché ciò avvenga sembra principalmente essere l’atteggiamento con cui la Sampdoria scenderà in campo.