DORIA ALE' CAMMINEREMO CON TE - palla a Saponara
Una sconfitta non deve lasciare scorie negative nell'ambiente blucerchiato. Perdere a San Siro ci può stare, anche se lascia l'amaro in bocca l'osservazione delle motivazioni della sconfitta, in una partita che i nostri marinai avrebbero potuto far propria. Concentriamoci quindi sul ruolo giocato dal nostro centrocampo, cui questa rubrica è dedicata. La mediana della Sampdoria in questa prima fase di stagione ha brillato, faticando finora a trovare avversari in grado di ribattere e ribaltare il carisma, la velocità, e il palleggio dei nostri atleti. Sia nel turno contro il Sassuolo e anche contro il Milan, i nostri hanno patito il dinamismo e la forza del centrocampo rossonero, guidato dalle geometrie di Biglia e dalla forza fisica di Kessie. Sono stati soprattutto Linetty e Praet ad aver avuto maggiori difficoltà contro il gioco della mediana milanista. In particolar modo i problemi sono derivati dal dover soventemente chiudere in raddoppio le avanzate di Suso e Laxalt, che specie nel secondo tempo hanno aumentato il valore delle proprie giocate, costituendo un problema rilevante nei ripiegamenti degli uomini di Giampaolo. Migliore rispetto ai due compagni succitati la partita di Ekdal, sempre sul pezzo soprattutto in fase di copertura e a trovar un difetto, meno continuo del solito in fase di costruzione, specie nella seconda frazione di gioco, dover per la verità tutto l'undici doriano ha parecchio faticato. Occorre comunque considerare lo svedese tra i migliori in campo, notando soprattutto l'abnegazione mostrata anche sul finire di match, dove si è sacrificato come difensore aggiunto.
Chi è andato al massimo, perlomeno per una buona mezz'ora nel primo tempo è Riccardo Saponara. Forse ispirato dal giocare in una platea così prestigiosa e motivato dalla sua ex squadra, il fantasista blucerchiato ha incantato la platea con giocate di livello e con un gol di pregevole fattura. Saponara ha fatto quello che si richiede a un fantasista, ossia giocate e conclusioni verso la porta. Se la forma fisica gli garantirà continuità la manovra offensiva della Sampdoria ne gioverà sicuramente in imprevedibilità e pericolosità. Ce lo auguriamo, e che la "sindrome" dell'abulicità che nelle passate stagioni e a tratti anche in questa ha gravato sulle prestazioni dei nostri trequartisti, stia lontana dal numero 5 blucerchiato.
Ora testa e cuore verso il Torino, abbiamo bisogno di un centrocampo coraggioso e forte, dovendo affrontare un match contro una squadra ostica e quadrata. A maggior ragione contro un centrocampo solido come quello della formazione granata occorreranno le giocate e la fantasia di Saponara, le cui qualità senza dubbio troveranno ancor più giovamento dalla spinta della Sud e di tutto l'ambiente blucerchiato.
