DORIA ALE' CAMMINEREMO CON TE - La murga di Torreira e Ramirez + Praet consapevole + Linetty in formato Barreto = VITTORIA!

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mercoledì 30 agosto 2017, 09:00News Doria
di Paolo Paolillo
Rubrica settimanale di approfondimento sul centrocampo blucerchiato

Quando Marco Giampaolo si è presentato in conferenza stampa domenica sera, si è lasciato andare ad una frase che potrà sembrare banale ma, di fatto, non lo è per nulla: "Lavoriamo insieme da un anno". Questo concetto è espresso al massimo dalla zona nevralgica della compagine blucerchiata, il centrocampo. Il cervello e i polmoni della Sampdoria stanno lì in mezzo. Dopo un anno di lavoro si vedono gli automatismi del tecnico di Bellinzona, sempre più oliati, sempre più organizzati, a tratti migliorati, rendendo questo il settore che dà più garanzie al mister doriano.

In primo piano va messa la coppia Torreira – Ramirez. La loro prova è una murga uruguaya, ossia una rappresentazione musical-teatrale fatta di ritmo incalzante e guizzi stilistici. I due nativi di Fray Bentos, non saranno Patrimonio dell'Unesco come la loro città, ma sono di sicuro il cuore e il cervello del centrocampo doriano e lo hanno dimostrato appieno nella gara del Franchi. Il primo tempo è da strofinarsi gli occhi per il folletto ex Pescara, che ha dato prova di saper dirigere questa squadra con lucidità e senso del tempo, alzando la qualità del suo gioco nel momento decisivo della partita. Inutile sottolineare, poi, il suo lavoro difensivo, con il numero 34 blucerchiato come al solito dappertutto quando si tratta di palle sporche o contrasti decisi. Finché è durata la tenuta fisica poi, è stata clamorosa la prova di Gaston Ramirez. L'ex Bologna è la sorpresa di questo inizio campionato e, pur accusando un ritardo nella condizione, si migliora dal profilo qualitativo e della personalità, regalando giocate di rara raffinatezza, come la palla per il potenziale 0-3 poi sprecata da Caprari, e mettendo lo zampino sul vantaggio dello stesso attaccante scuola Roma. Quando si accende sono dolori per gli avversari e la sua capacità di svariare sul fronte della trequarti è ciò che serve a questa Samp e che è mancata la scorsa stagione. In due partite, neanche piene, si è preso la squadra sulle spalle, basti vedere come chiede il pallone quando il compagno – qualsiasi – è in difficoltà. Insieme, i due uruguagi sono la vera spina dorsale, tecnica ed emotiva, della squadra. Se loro girano, la Sampdoria gira a meraviglia.

Altra nota lieta è la continuità con la gara precedente mostrata da Praet che – col passare del tempo – sembra trovarsi sempre più a suo agio con il ruolo di mezz'ala. Se il belga si fosse finalmente "connesso" con le idee del suo allenatore, assisteremmo ad un salto di qualità rilevante da parte della Samp. Anche a Firenze, come la settimana prima, l'ex Anderlecht ha saputo cambiare passo e spezzare il pressing viola con incursioni palle al piede, creando superiorità.

Una menzione particolare spetta al polacco Karol Linetty, che a Firenze ha dimostrato appieno quanto afferma la proprietà commutativa dell'addizione. In un centrocampo rodato basta un granello per far inceppare tutto. L'ex Lech Poznan, invece, in silenzio, si è trovato all'improvviso in campo per il forfait di Barreto e non ha assolutamente fatto rimpiangere la mezzala paraguaiana. Con corsa e qualità ha tenuto molto bene gli avversari, a volte andando ad aiutare Murru prima e – nel finale – Regini, risultando decisivo per strappare – dopo 13 anni – una vittoria al Franchi. Una dimostrazione di maturità e di attaccamento alla maglia, dopo le due panchine consecutive, che può solo fare bene alla truppa di mister Giampaolo. Sono questi atteggiamenti, infatti, che fanno la differenza in un gruppo.