DORIA ALE' CAMMINEREMO CON TE - La banda torna a suonare il rock

DORIA ALE' CAMMINEREMO CON TE - La banda torna a suonare il rockTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
martedì 23 gennaio 2018, 11:33News Doria
di Paolo Paolillo

Come cantava Ivano Fossati in "La mia banda suona il rock", sappiamo bene che da noi fare tutto è un'esigenza. Ecco, deve avere pensato questo Marco Giampaolo, nelle settimane di preparazione alla delicata sfida contro la Fiorentina, quando pensava a come strutturare la sua banda. Esigenza di leggerezza e ritmo, specie in mezzo al campo, specie per farle suonare un rock caldo e intenso. Durante il primo tempo la linea mediana è stata su ottimi livelli di gioco, ma quello che ha colpito chi ha guardato la partita è stata la mezz'ora iniziale della seconda frazione. Un monologo blucerchiato, con i viola incapaci di trovare la misura giusta, sfilacciati – forse smembrati – dalle trame di Torreira e compagni. Le statistiche testimoniano come la zona centrale del campo sia il campo di battaglia prediletto del Doria, è lì - infatti - che i blucerchiati vogliono giocarsi le partite. Sia per posizioni medie, ossia di dove in media un calciatore staziona, sia per baricentro, sia per supremazia territoriale, il centrocampo è il luogo che risulta più battuto.

Se ne facciamo una questione di musica, il rock suonato dalla Samp domenica scorsa è stato un ritmo coinvolgente, con il ritrovato Linetty che sembrava il Jimi Hendrix di "Little Wing", dove il suono è deciso e forte con un cambio di passo nella seconda parte del brano, così come è stata la partita del polacco, chiusa con otto palloni recuperati (migliore della contesa) e circa dieci chilometri percorsi, dati che ribadiscono l'importanza capitale di questo giocatore per lo scacchiere di Giampaolo. Dennis Praet ha svolto la solita sontuosa partita, come un sottofondo blues della stupenda chitarra di Eric Clapton, ossia efficace. Il belga, che delizia per la sua corsa elegante e gli strattoni che dà alla partita con la palla al piede. Infine, il batterista della squadra, che tiene il ritmo e trascina i propri compagni: Torreira. Il folletto uruguaiano dà il tempo, martella continuamente Badelj e Benassi, facendo girare quel pallone da un lato all'altro senza sosta. Lo chiudono? Lui si cerca lo spazio giusto per uscire dalle trappole tattiche di Pioli. A nulla è servito il lavoro sporco di Simeone, che si abbassava spesso per impedire la ricezione diretta al numero 34 blucerchiato. Come Roma, tutte le strade portano a lui.

Già, Roma e la Roma. La prossima fermata del treno Europa. Il primo grande crocevia della stagione, da affrontare con ritrovato entusiasmo e leggerezza. Passa da questo ambiguo doppio confronto in quattro giorni, il livello delle ambizioni della Sampdoria. Sperando che la banda abbia intrapreso un tour anche negli altri stadi, suonando quel passo di "Lettera da Amsterdam" caro ai tifosi blucerchiati, lei viaggia spesso per l'Europa. Perchè per volare davvero, bisogna essere leggeri.