DORIA ALE' CAMMINEREMO CON TE - giovane speranza in mezzo al campo
La prova corale che la Sampdoria ha offerto contro la Roma è stata sicuramente di spessore ed ingeneroso coi blucerchiati è quell'uno a zero a favore dei capitolini, fissato sul tabellino al novantesimo. In un gioco complessivo decisamente positivo, luci ed ombre si possono scorgere invece nella prestazione offerta dal centrocampo blucerchiato.
La palma di migliore della mediana sampdoriana è da conferirsi senza dubbio al più giovane Ronaldo Vieira: il centrocampista della Guinea-Bissau dimostra di essere in costante e rapida crescita, con buona parte del merito di ciò appartenente a Mister Giampaolo. Ronaldo spicca per intelligenza tattica, senz'altro ancora migliorabile e per capacità atletiche innate, ben misurate nei contrasti, durante i quali non lesina 'botte' al malcapitato avversario di turno, uscendo però da ogni duello sempre in maniera pulita. Viera è senz'altro una grande, giovane, speranza per il futuro della Sampdoria.
E' invece il più anziano Riccardo Saponara ha lasciare con l'amaro in bocca: sbaglia davvero molto, appare poco concentrato, quasi svogliato, ma qualche piccola timida buona azione fa invece capire che non è semplicemente giornata. Rimedia un cartellino giallo ed esce dal campo al quarto d'ora del secondo tempo, lasciando il posto al compagno Jakub Jankto, che va però a sostituire Karol Linetty, autore fino a quel momento di una gara discreta, ma 'sacrificato' per buttare nella mischia un terzo attaccante, Gabbiadini. Il ceco ed il polacco disputano sostanzialmente una gara molto simile, buona, ma non esaltante, bruciando molto ossigeno e perdendosi in qualche dribling di troppo. Nel primo tempo Karol pecca di poco coraggio preferendo un blando cross ad un compagno invece di un difficile, ma non impossibile tiro in porta che avrebbe potuto portare il Doria in vantaggio.
Dennis Praet non infiamma i tifosi come in altre gare ha saputo fare, ma il suo potenziale gioco si capisce essere di assai pregevole qualità: stoppa, controlla, dribla, parte palla al piede, crossa, picchia in maniera pulita, ma non riesce nonostante tutto ciò ad incidere in maniera determinante e venendo risucchiato in mulinelli di poco coraggio, leziosismi, quei soliti che fino ad oggi non hanno permesso al belga di fare il definitivo salto di qualità.
