DORIA ALE’ CAMMINEREMO CON TE – Ekdal e Linetty gli "equilibratori". Jankto (ri)trovato

09.08.2020 09:56 di Corrado Camera   Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
DORIA ALE’ CAMMINEREMO CON TE – Ekdal e Linetty gli "equilibratori". Jankto (ri)trovato

Il campionato della Sampdoria si è concluso con il pareggio per 1-1 ottenuto sul campo del retrocesso Brescia. A parte il primo goal in Serie A firmato Mehdi Leris, la partita ha regalato ben pochi spunti di rilievo rispetto a quella che è stata la stagione della mediana blucerchiata. È quindi tempo di bilanci.

La nota più lieta della stagione è stato sicuramente Morten Thorsby. Il ventiquattrenne norvegese aveva firmato per la Sampdoria a febbraio 2019, svincolandosi a parametro zero dall’Heerenven. Dopo sei mesi in cui ha visto poco il campo proprio per la situazione contrattuale, si è presentato a Bogliasco con una buona infarinatura di italiano e tanta voglia di mettersi a disposizione. Eusebio Di Francesco l’ha considerato molto poco, mettendolo ai margini, tanto che per lui si era paventata una cessione in prestito in serie B a gennaio per garantirgli minuti. Con Ranieri tutto è cambiato. Il mister di Testaccio ne ha apprezzato da subito le doti fisiche e gli ha trovato un posto pressoché fisso tra gli undici titolari. Morten si è rivelato estremamente duttile, giocando da esterno di centrocampo o da centrale in un centrocampo a quattro, da mezzala in una mediana a tre e all’evenienza da terzino destro, per sopperire a situazioni di bisogno derivate da infortuni e squalifiche. In ogni ruolo ha garantito dinamismo e chilometri, dimostrando in alcune circostanze anche discrete doti di palleggio nello stretto (si veda il goal di Quagliarella a Parma). Inoltre, il norvegese si è guadagnato simpatie anche a livello mediatico e nazionale grazie al suo attivismo ambientale.

Per Jakub Jankto si è trattato della seconda stagione alla Sampdoria. Arrivato nell’estate 2018 dall’Udinese in prestito con obbligo di riscatto fissato a 15 milioni di euro, le aspettative su di lui sono sempre state decisamente alte. Tuttavia durante il primo anno a Genova ha fatto molto fatica a ritagliarsi spazio nel centrocampo a tre di Giampaolo e anche durante l’inizio della stagione appena conclusa non è mai riuscito a fare la differenza o mostrare prestazioni all’altezza di quelle viste a Udine. Per lui la svolta è arrivata con il cambio modulo e il passaggio al 4-4-2, nel quale è stato sempre schierato come esterno di sinistra. In questo ruolo le sue prestazioni sono salite di livello, fino a farlo diventare un punto fermo del centrocampo. Post lockdown ha formato un’ottima catena sulla sinistra con Augello, con cui sembra esserci molta intesa, ed è stato spesso una risorsa su entrambi i lati del campo grazie alla sua corsa e alla buana capacità di scegliere i tempi, caratteristiche importanti sia in chiusura che in inserimento. Si potrebbe ancora questionare la valutazione del riscatto, ma la buona notizia è aver (ri)trovato un giocatore di sicuro affidamento, ancora giovane.

Durante questa stagione il centrocampo si è retto su tre uomini cardine che già si erano dimostrati estremamente importanti durante le stagioni precedenti: Albin Ekdal, Karol Linetty e Gastòn Ramirez, in rigoroso ordine alfabetico. Tutti e tre hanno avuto una stagione “sporca”, ossia contraddistinta da qualche problema fisico e conseguenti alti e bassi. Ramirez è discontinuo per natura, ma ha dimostrato, quando è in giornata, di essere un trascinatore. Suoi sono stati tanti goal importanti, a partire da quello del pareggio in casa con il Lecce per arrivare alla doppietta siglata al ritorno, sempre contro i salentini, la partita chiave verso la salvezza. Ekdal e Linetty sono invece gli equilibratori, quelli che fanno un lavoro decisamente meno vistoso ma sono in grado di far girare la squadra. Lo svedese lo fa dal punto di vista del gioco, dettando il ritmo e gestendo il pallone, il polacco porta invece intensità e profondità. Sia Ramirez sia Linetty sono in scadenza, riuscire a tenerne almeno uno dei due sarebbe importante.

Qualcosa in più era lecito aspettarsi da Ronaldo Vieira, Mehdi Lèris e Andrea Bertolacci, per motivi diversi. L’inglese era riuscito a ricavarsi un discreto minutaggio già nella sua prima stagione italiana, la scorsa. Ci si aspettava quindi una crescita in continuità con quanto già visto. Tuttavia, nonostante quest’anno sia stato schierato sia al fianco di Ekdal che come sua prima riserva, non è riuscito a smussare difetti quali l’irruenza e la poca capacità di giocare in verticale. Ha mostrato quindi prestazioni sul livello di quelle della stagione passata senza riuscire a fare quel salto che ci si aspettava da lui soprattutto a livello di personalità, se non di esperienza, vista l’età (resta la sua grande attenuante).

Lèris ha la stessa età di Vieira e come l’inglese era alla seconda stagione completa in Serie A dopo quella 2018-19 tra le fila del Chievo. Spesso è subentrato a Jankto sulla sinistra ma è stato impiegato anche dietro le punte e sulla destra del centrocampo. Per quasi tutta la stagione ha dato la sensazione di essere spaesato, creando confusione più che gioco. È sembrato trovarsi, o ritrovarsi, proprio nelle uscite del campionato, disputando la sua miglior gara sul campo della Juventus (da esterno di destra) e giocando discretamente anche a Brescia. Il finale lascia speranze per una crescita futura, la sua stagione è però nel complesso negativa. Da Bertolacci invece ci si aspettava esperienza e almeno un paio di goal pesanti. Anche a causa di una condizione fisica spesso non al top è stato però quasi impossibile vederlo in campo. La stagione quindi non può assolutamente essere giudicata positiva ma resta difficile farne anche un’analisi più approfondita.

Gonzalo Maroni è arrivato l’estate scorsa dal Boca Juniors con un diritto di riscatto fissato a 15 milioni di euro. Il classe 1999 argentino ha debuttato in Coppa Italia ad agosto con un goal ed un infortunio al piede che lo ha tenuto lontano dai campi per più di due mesi. Già di per sé apparso piuttosto leggero per il campionato italiano, l’infortunio e l’inizio di campionato estremamente difficile della squadra non l’hanno aiutato a ritagliarsi il suo spazio. La stagione per lui si è conclusa con 7 presenze tra campionato e coppa e soli 270 minuti giocati e l'imminente mancato riscatto. Difficile dire se sia stato l’uomo sbagliato al momento sbagliato oppure un’occasione persa, per la Sampdoria e il diretto interessato.

Tra i giovani prospetti da rivedere nelle prossime stagioni ci sono Kristoffer Askildsen e Felice D’Amico. Per entrambi presenze e minutaggio sono stati estremamente scarsi. Il norvegese ha fatto parlare di sé per il gran goal al Milan durante il penultimo turno di campionato ma ha poi mostrato tutta la sua inesperienza rimediando un’ingenua doppia ammonizione a Brescia. Quello del palermitano è invece un nome sulla bocca di parecchi addetti ai lavori, a cui è stata concessa la gioia del debutto in Serie A dopo una buonissima mezza stagione con la Primavera. Potrebbero essere i nomi per la Sampdoria del futuro.