DORIA ALE’ CAMMINEREMO CON TE – Centrocampo folto, efficace, di qualità

DORIA ALE’ CAMMINEREMO CON TE – Centrocampo folto, efficace, di qualità
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
martedì 13 ottobre 2020, 09:58News Doria
di Corrado Camera
La rubrica di approfondimento sul centrocampo blucerchiato

Per la trasferta di Firenze Claudio Ranieri decide di affidarsi ad un centrocampo molto folto, come visto anche al debutto con la Juventus. A differenza di Torino però l’assetto è più offensivo, insieme ad Ekdal e Thorsby ci sono infatti Candreva e Daamsgard ad agire larghi e Ramirez a supporto dell’unica punta. Le sorprese sono due; il giovane danese al debutto da titolare a causa dell’indisponibilità di Jankto e il trequartista uruguaiano, alla vigilia dato per sicuro partente.

La partita è giocata su buoni ritmi, con la Sampdoria prevalentemente in attesa e pronta a ripartire. Nei primi 20' il centrocampo blucerchiato subisce un po’ la pressione viola, schiacciandosi verso la propria area. Ramirez è quasi sempre il primo ad attaccare il portatore di palla avversario ma la Fiorentina ha in Bonaventura e Chiesa scarichi sicuri per alzare il baricentro e fare gioco nella metà campo blucerchiata. In questa fase Ekdal e Thorsby agiscono bene da scudo davanti alla difesa e insieme riescono a recuperare e ripulire un discreto numero di palloni.

Le ripartenze si fanno più efficaci tra il 25' e la fine del primo tempo, con Daamsgard abile in più occasioni a trovare lo spazio per iniziare il contropiede, Candreva nel ruolo di rifinitore e Ramirez, Quagliarella o lo stesso Daamsgard ad arrivare alla conclusione. Il vantaggio, arrivato su rigore, sigilla la buona prestazione nel finale della prima frazione.

Il secondo tempo si apre con una serie di capovolgimenti di fronte ma con la Sampdoria più concreta della Fiorentina. Il più pericoloso è decisamente Candreva, il quale nel giro di venti minuti si fa rimpallare una conclusione sugli sviluppi di un corner, colpisce l’esterno del palo su un suggerimento di Thorsby e impegna Dragowski dopo essersi liberato di un avversario in area. Tutto questo prima di sdraiarsi a terra con i crampi e venire sostituito da Lèris. Pur senza i novanta minuti di autonomia, l’impatto dell’ex Inter sulla partita è stato ottimo. Soprattutto in fase offensiva il suo apporto al gioco è risultato determinante sia per dare ampiezza alla manovra, sia per creare situazioni di superiorità numerica e conclusioni pericolose.

Insieme a Candreva hanno lasciato il campo anche Ramirez per Verre e Daamsgard per Askildsen. L’uruguaiano, pur non entrando sul tabellino della partita per assist o goal, ha messo sul campo la garra dei giorni buoni e ha messo in mostra alcuni dei pezzi migliori del repertorio, soprattutto in termini di inserimenti, dimostrando ancora una volta le qualità che fanno di lui un punto di riferimento e una scelta sicura per Ranieri. Il giovane danese è apparso invece un giocatore tecnicamente valido, tatticamente in grado di seguire le istruzioni della panchina, mentalmente pronto per giocare una partita di Serie A ma forse fisicamente ancora un po’ leggero per fare la differenza in maniera continua. Il debutto da titolare è stato però altamente positivo.

Così come è stata più che positiva la prestazione di Morten Thorsby, un uomo di equilibrio che garantisce protezione alla linea difensiva ma anche centimetri e senso della posizione importanti nelle due aree. Peccato per il goal annullato dal VAR sugli sviluppi di un angolo. Il meno brillante del centrocampo è sembrato Ekdal, un po’ macchinoso e compassato nell’impostare il giro palla, ma comunque autore di una prestazione sufficiente fatta di poche luci ma nessuna ombra.

Le luci dei riflettori della serata di Firenze sono state invece tutte per la giocata pazzesca di Valerio Verre. Stop da campione, aggiustatina delicata al pallone, pallonetto perfetto a scavalcare Dragowski e Sampdoria che esce dal Franchi con i tre punti. Dall’ingresso in campo fino a quell'83' praticamente non si era visto, quei pochi secondi sono però il marchio sulla partita e una splendida candidatura per un ruolo da protagonista nella stagione che sarà.

Per quanto visto a Firenze e per la rosa di nomi disponibili a centrocampo alla chiusura del mercato, il reparto sembra davvero ben assortito per caratteristiche tecniche e capacità tattiche, anche tenendo conto delle preferenze dell’allenatore. Con i cinque cambi le rotazioni saranno abbondanti e il reparto sembra profondo abbastanza per sopportarle senza perdere troppo in qualità ed efficacia.