DORIA ALE’ CAMMINEREMO CON TE – Campanello d’allarme per un cambio di rotta drastico

DORIA ALE’ CAMMINEREMO CON TE – Campanello d’allarme per un cambio di rotta drasticoTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
martedì 27 agosto 2019, 09:10News Doria
di Serena Timossi

La sconfitta senza repliche con la Lazio mette in luce tutte le lacune di una Sampdoria che, per come è strutturata in questo momento, si adatta ben poco nelle caratteristiche dei singoli al modulo di Di Francesco. Squadra gioca come gioca centrocampo, era solito dire Vujadin Boskov, e la mediana blucerchiata è apparsa perennemente in difficoltà, non soltanto perché la maggiore densità biancoceleste la rendeva costantemente in inferiorità numerica, ma soprattutto per via dell’eccessiva macchinosità nella manovra.

Di Francesco sperimenta la coesistenza tra Ekdal e Vieira, ma i risultati non sono quelli auspicati: troppa lentezza, poca precisione e una squadra sottoritmo che presta il fianco ad un avversario qualitativamente e tatticamente superiore. Vieira, in particolare, pecca nella scelta di tempo nei contrasti e appare in ritardo di una battuta nella lettura dello spartito dell’azione. Volenteroso, ma ancora troppo confusionario. D’altra parte, persino lo svedese – faro della mediana nella scorsa stagione – sembra dovere prendere ancora le misure ai nuovi compiti imposti dal cambio di modulo.

Poco incisivo anche Karol Linetty, sebbene leggermente superiore in termini di intensità rispetto ai compagni di reparto. Per Léris e Jankto, subentrati a giochi fatti, i minuti disputati sono esigui per fornire una valutazione vera e propria.

Il punto focale resta la verticalizzazione, unita ad una produttiva collaborazione con gli esterni. Il tecnico blucerchiato è stato chiaro: verticalizzare è fondamentale per sviluppare l’identità di gioco che vorrebbe plasmare per la sua Samp. Un cambio di rotta drastico rispetto al gioco orizzontale e attendista portato avanti in questi anni da Giampaolo. Attenzione, però, all’interpretazione: l’eccessiva frettolosità con cui la squadra cercava il lancio lungo è risultata sterile e controproducente, innescando ripartenze letali. Per il centrocampo, infine, risulta fondamentale il dialogo con gli esterni per dare ampiezza ad una manovra che è stata invece perpetrata prevalentemente per vie centrali, condizionata dalla carenza di esterni offensivi puri.

Un campanello d’allarme, laddove dieci undicesimi della squadra sono risultati insufficienti, è d’obbligo. La dirigenza  dovrà necessariamente correre ai ripari in questi ultimi giorni di mercato, come del resto l’allenatore richiede da tempo. Prima che sia troppo tardi, per il bene di una Sampdoria che deve tornare protagonista, non essere spettatrice del gioco altrui.