DORIA ALE' CAMMINEREMO CON TE - cambiare l'atteggiamento, più che il gioco
Si sa, un po' tramite il sentore comune un po' attraverso i fatti consegnati alla storia, che il derby rappresenti una cosiddetta 'partita a sé' durante la stagione calcistica in corso: la stracittadina è una gara che sfugge alle tipiche, non scritte, regole del calcio, nonché non aderente alla reali qualità e forze delle compagini coinvolte. Sulla stessa falsa riga, risulta così più complicato analizzare in maniera coerente la prestazione che il centrocampo della Sampdoria ha messo in mostra durante lo scorso Derby della Lanterna, terminato, come tutti sappiamo, in parità: una rete per parte, siglate da Quagliarella e Piatek.
Una sorta di analisi agonistica, tecnica e puramente qualitativa si potrebbe anche fare, ma non sarebbe onesta, perché il derby è innanzitutto carattere, il derby si porta a casa col carattere e solo esso va criticato a margine dell'evento più atteso dalla Genova calcistica. Certo, se il risultato o, ancor più, la prestazione della mediana blucerchiata fosse stata differente, allora ecco che differente sarebbe pure lo questo scritto.
C'è chi, trovandomi d'accordo nel pre gara, disse 'meglio perdere che pareggiare': poi al novantesimo si cambia quasi tutti idea e l'aver mantenuto la bilancia in equilibrio fa tirare più di un sospiro di sollievo. L'atteggiamento però, quello fa restare sbalorditi. Seppur, paradossalmente, il centrocampo doriano abbia disputato partite peggiori, contro i rossoblu è mancata quella cattiveria necessaria a dimostrare chi comanda in città. In una stracittadina la mediana dovrebbe avere la doppia funzione di primo baluardo difensivo, attraverso la determinazione a tenere sott'occhio le caviglie avversarie e fornire palloni a ripetizione, magari anche imprecisi, all'attacco intento a compiere l'affondo decisivo.
Invece, se non in rari highlights, nulla di ciò si è visto. Non è facile e forse non sarebbe nemmeno produttivo trovare capri espiatori, sebbene forse tutti siano un po' colpevoli: dai giocatori scesi in campo all'allenatore coi suoi dettami. Quello che va sottolineato è che al ritorno non sarà più tollerabile vedere i colori blucerchiati lasciati, in campo, più di una volta in balía degli avversari o mortificati da un gioco mollo, buonista e per nulla volto alla conquista dell'importantissima posta in palio.
