Diteci la verità

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© foto di Alberto Fornasari
giovedì 14 ottobre 2010, 10:30News Doria
di Laura Ferrari

Delusione e tanta rabbia, sono queste le uniche due cose che sono rimaste addosso agli italiani, e, permettetemi, soprattutto ai genovesi.

Noi con voi, voi con noi. Lo dice lo slogan pubblicitario, ed in effetti la risposta genovese alla partita della Nazionale contro la Serbia, prometteva davvero molto bene. Un gruppo rinnovato e una rara occasione, quella di vedere finalmente partire titolari, nel loro stadio, i nostri gioielli blucerchiati in una partita così importante. Stadio stracolmo, molti bambini e famiglie. Peccato che quello che doveva essere solo un momento di sport, si è trasformato in quello che tutto il mondo ha visto, qualcosa che non ha nulla a che vedere con il calcio, ma che ha sopraffatto la ragione, il buon senso ed è mancato davvero poco che si trasformasse in tragedia.

Troppo spesso accade che la violenza di pochi abbia la meglio sulla ragionevolezza di tanti, e altrettanto spesso si è risposto alla violenza con provvedimenti che hanno colpito la paziente maggioranza, mentre la minoranza se ne esce comodamente impunita, anzi quasi orgogliosa di riuscire ogni volta a mostrare le falle del sistema. C'era del godimento negli occhi del tizio vestito di nero che, per ben quindici minuti, è stato ripreso mentre tagliava la rete, e il nostro sentirci impotenti, ripensando pure al nostro succo di frutta che mai ci lasciano portare all'interno, o al bambino privato della sua bandierina o della maglietta della squadra del cuore perché va contro le norme Uefa.

Ma, questa volta è un po' troppo comodo uscirsene con il solito scaricabarile delle responsabilità, senza dare le dovute spiegazioni alle persone che, usando un termine delicato, ora si sentono un po' prese in giro e aspettano risposte. Le domande sono semplici e quasi banali, e convergono tutte su un punto comune. Come è possibile che persone schedate dalla loro stessa Polizia nazionale possano essere state lasciate libere di venire e agire nel modo in cui tutti abbiamo visto, specie alla luce delle nostre leggi vigenti, su cui spesso siamo stati critici, perché già si intravedevano a monte le carenze di tali provvedimenti che, come si temeva, hanno fatto scappare la voglia a molte persone di recarsi in uno stadio apportando ben pochi benefici.

Non sta sicuramente a me disquisire di politica o lotte etniche, ma secondo le fonti che emergono dalle indagini, era assai probabile si verificassero degli scontri, e ancora non si capisce se è stata sottovalutata l'entità del problema. Pur essendo nell'era della comunicazione, sembra che non ce ne sia stata più di tanto tra le due Polizie e, nonostante la perizia con la quale si è evitato il peggio, come sia possibile che loschi figuri siano potuti partire dal loro paese per poi giungere nella nostra città, offenderla e danneggiarla.

Vorremmo la verità, per quanto fastidiosa sia, non belle parole, e qualcuno inizi davvero a prendersi le sue responsabilità, lavorando di più sulla prevenzione e non sulla repressione a largo raggio, se non ce la facesse forse sarebbe meglio che si dedichi a qualcos'altro. I regolamenti Uefa prevedono, tra l'altro, sanzioni anche per la Federazione che organizza la manifestazione, e vi è l'obbligo di garantirne la sicurezza. Sarebbe la beffa, oltre i danni a cui non si sa a chi presentare il conto che ricadrà, molto probabilmente, sulle spalle dei soliti contribuenti.

Era evidente la delusione nei volti dei nostri eroi, l'occasione era davvero troppo ghiotta, chissà quanti altri anni dovremo attendere per rivedere la Nazionale sul campo del Ferraris, specie con quel poker d'assi da calare che prometteva assai bene. Sembra che i biglietti saranno rimborsati, questo esclude, almeno per ora, la possibilità di un'altra manifestazione a breve termine.

Il campionato riprende, speriamo che tutta l'adrenalina accumulata senza poterla sfogare, trovi un valido scarico nella prossima partita, contro la Fiorentina. Speriamo che questa sosta sia almeno servita a ricaricarci di energia, con tutti gli impegni da qui a Natale ne avremo davvero bisogno. C'è voglia di tornare alla normalità, che per noi è stare vicini ai nostri ragazzi e ci accontentiamo di stringere forte nelle mani le nostre sciarpe blucerchiate, per il resto ci vuole il fax.