De Silvestri: “Mihajlovic ha lavorato molto sulla psicologia del gruppo, dandoci una grandissima carica. Punto al Mondiale”

De Silvestri: “Mihajlovic ha lavorato molto sulla psicologia del gruppo, dandoci una grandissima carica. Punto al Mondiale”TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
giovedì 3 aprile 2014, 10:46News Doria
di Andrea Colucci

Domenica alle ore 12.30 allo Stadio “Olimpico” di Roma c’è Lazio – Samp. Per qualcuno non potrà essere una partita come le altre. Quel qualcuno risponde al nome di Lorenzo De Silvestri. Il difensore della Samp è cresciuto nella Lazio, facendo lì il suo esordio in Serie A, per lui ogni volta giocarci contro è un tuffo nel passato. In un’intervista rilasciata ai microfoni del Corriere MercantileDe Silvestri racconta le sue emozioni nell’affrontare la squadra per cui ha tifato fin da bambino, le modifiche apportate da Mihajlovic alla Samp fin dal suo avvento e le speranze, che ancora nutre, di poter partecipare al Mondiale con la Nazionale Azzurra.

De Silvestri, ancora una volta giochi contro la Lazio.

“Ormai non è la prima volta e quasi certamente non sarà l'ultima. Sono andato via qualche anno fa, ma è sempre un'occasione particolare, specie nello stadio che era stato la mia "casa". E la Lazio è stata la mia... mamma calcistica, mi ha fatto crescere, mi ha aiutato a diventare quello che sono, non sarà mai un'avversaria qualsiasi”

Quali ricordi conservi?

“L'esordio in A, contro la Fiorentina, sette anni fa all'Olimpico, avevo addosso gli occhi di tutti. Nella stagione seguente, giocai anche in Champions: in pochi mesi, dalla Primavera al Bernabeu. Infine la Coppa Italia, vinta nel nostro stadio, proprio contro la Sampdoria…”

Immaginavi che quei colori sarebbero diventati i tuoi?

“Allora non avrei potuto immaginarlo. Ricordo però lo spettacolo della curva Sud, con quei tifosi esemplari anche nell'accettare quella che per loro era stata una sconfitta amarissima”

Stavolta troverai uno stadio semivuoto, per la contestazione contro Lotito.

“Non è mai bello giocare con pochi spettatori, come era già capitato nella gara di campionato contro la Roma. Lo spettacolo ne risente. Non intendo però analizzare i motivi di una situazione che non conosco, i tifosi laziali con me sono stati sempre splendidi”.

Ti lanciò Delio Rossi. Che avresti ritrovato qui.

“Mi ha preso dagli Allievi e portato in prima squadra, mi ha insegnato moltissimo, gli sono debitore. Nel calcio purtroppo  le cose non sempre vanno come si vorrebbe, lo scorso anno erano andate in un certo modo e in questa stagione no. Ci tengo però a dire che, al pari dei meriti, le colpe sono sempre di tutti, non esclusi quindi noi giocatori”.

Anche Mihajlovic per te non era una novità.

“Ero uno dei pochi, tra noi, ad averlo già avuto come allenatore, io alla Fiorentina come Maxi al Catania”

Come gli è stato possibile trasformare la squadra?

“Ha lavorato molto sulla psicologia del gruppo, dandoci una grandissima carica, sul piano delle motivazioni e della fiducia nei nostri mezzi. Siamo stati capaci di seguirlo con grande entusiasmo, anche quando i risultati non arrivavano, fino a che non siamo riusciti a svoltare. Usa, come si dice, bastone e carota; sa come prenderci, continua ad aver fame di risultati,  per migliorare costantemente”

Cosa vedi nel tuo futuro? Sei in prestito…

“Io penso soltanto al campo. Lo scorso mi aspettavo qualcosa che si è arrivato, ma in tempi lunghi, perciò stavolta non voglio disperdere energie. Mi sto concentrando sul mio lavoro, soltanto su quello, il resto a giugno”

A giugno potresti avere altri impegni.

“Non mi nascondo. Al Mondiale ci punto. La concorrenza è forte, ma il ct mi ha già chiamato e spero di riuscire a conquistare la sua fiducia. Io sto dando tutto e continuerò a darlo, spero davvero di andare in Nazionale, il ct mi ha già chiamato e mi sta seguendo, voglio convincerlo a credere in me”

La tua passione per l’arte?

“Sempre preso dall'arte povera: Burri, Boetti, Schifano…

Inacessibili.

“Acquistare un'opera è impossibile, andar a vedere le mostre no”