Coraggio e determinazione
Reduci da due partite quasi disegnate con la carta carbone, ci prepariamo all'atteso test contro il Parma, ennesimo turno infrasettimanale di campionato. Il goal ci è mancato in tutte due le occasioni, ma l'impegno e l'intensità di gioco, quelle sicuramente no.
Contro il Metalist, credo che Da Costa avrebbe potuto anche evitarsi la doccia, non è mai stato seriamente impegnato, mentre contro il Catania, il nostro Gianluca qualcosa di più ha dovuto fare, ma senza correre troppi rischi. Personalmente la partita l'ho trovata piacevole, abbiamo avuto diverse occasioni che meritavano miglior esito. Quella di domenica è stata anche la giornata dei saluti da ex a Gennarino e del ritorno del Tuna Fornaroli, accolto da una grande ovazione del pubblico. Sorprendente vedere come il ricordo di questo giocatore superi di gran lunga le volte in cui lo abbiamo potuto vedere sul campo, viste le traversie degli ultimi tre anni. Chissà che non sia la volta buona per lui, sicuramente gli serve del sostegno e gli applausi andavano sicuramente in quella direzione.
Se in Europa, questo pareggio a reti inviolate ci complica un po' la vita nel proseguire il nostro cammino, nel campionato di quest'anno, finora assai equilibrato, non emergono reali pericoli di classifica, anzi per una Samp giovane e tutt'ora in crescita, dare continuità a questa intensità di gioco è sicuramente un fattore importante, così come è migliorare nelle geometrie e diventare più incisivi in zona goal. Sarei un po' cauta nell'affermare che, ultimamente, questa è la miglior Samp che si sia vista, anche se oggettivamente aver proposto una tale intensità di gioco, in due partite così ravvicinate e con avversari tutti arroccati in difesa è sicuramente un merito.
Ha cambiato nome, ma in fondo sempre di nostrano catenaccio si tratta, sempre più squadre lo utilizzano, segno che l'importante, innanzitutto, è non prenderne. In questo mi sembra che stiamo godendo di ottima salute, quindi per il resto se l'atteggiamento è quello giusto, in fase di attacco e costruzione possiamo e dobbiamo solo continuare a crescere e migliorare, come ricorda sempre Mister Di Carlo.
Il cuore pulsante della Samp sono i suoi giovani ed essere un gruppo unito e compatto può diventare l'arma in più, specie ora che si attraversa questa fase intricata del caso Fantantonio, attendendo il verdetto dell'arbitrato. Si inneggia al perdono ma è sempre più chiaro che se ne sta un po' banalizzando il concetto, dal momento che, in cuor suo, il Presidente Garrone quello lo ha già concesso, e lo si capisce dal tono e dalle sue parole. Purtroppo il fatto che lo spiacevole episodio, indice probabilmente di un comportamento reiterato, sia avvenuto davanti a troppe persone, mette in mezzo non solamente la figura del nostro Presidente, ma la credibilità e l'immagine di tutta la Società.
Il contenuto del ricorso è inquietante e parla da solo. Io non ho smesso di sperare in un risolversi senza estremismi della vicenda, magari con la mediazione degli stessi compagni, ma le speranze sono assai ridotte, non resta che attendere gli sviluppi con la maggiore serenità possibile, ricordandoci, come già avvenuto dolorosamente in passato, che la priorità rimane il bene della Samp, e concetti quali il rispetto, l'educazione e il rispetto dei ruoli devono ancora significare qualcosa.
E' altrettanto importante, però, ricordare che il bene della Samp passa anche attraverso i suoi tifosi. L'amato Presidente Mantovani ci definiva come patrimonio della Società, però è innegabile che ora siamo davvero stressati. La decisione del Casms di vietare la trasferta a Parma offende davvero il buon senso, chissà quali rischi ha visto in una partita che nasce da un gemellaggio ventennale clamorosamente ignorato, è evidente che di fondo ci sia la ritorsione contro una tifoseria che, prima di altre, ha dichiarato in modo civile e pacifico la sua criticità alla tessera del tifoso e i motivi sono quotidiani.
Esempio, domenica, prefiltraggio durato quaranta minuti, prima di arrivare ai tornelli, centinaia di persone in coda in mezzo a corso De Stefanis, tra transenne con ferri sporgenti che la gente, pressata, non vedeva, era la stessa polizia che chiedeva attenzione per non farsi male e che si vedeva costretta a dare ragione a chi imprecava.. e intanto si sentivano i nomi della formazione in strada. I rischi, quando non ci sono, ce li creano.
Forza Samp!
