CON IL CUORE FINO ALLA VITTORIA - volgere l'attenzione presso il caprifico

Rubrica di approfondimento sul reparto difensivo della Sampdoria
13.02.2020 09:24 di Matteo Rosagni   Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
CON IL CUORE FINO ALLA VITTORIA - volgere l'attenzione presso il caprifico

"Ferma l'esercito presso il caprifico, là dove è molto più facile assalir la città, più accessibile il muro". Così Omero, nel sesto libro dell'Iliade, faceva parlare Andromaca, durante lo struggente dialogo con Ettore. La figlia d'Eezione, nel pregare il compagno a rimanere sulla difensiva contro Achille, anziché affrontarlo in campo aperto, suggerisce di restare a difendere le mura di Troia laddove sono più deboli, in prossimità del luogo ove cresce un fico selvatico.

Tralasciando le epiche gesta cantate dal poeta cieco, ma parafrasando la porta della Sampdoria nella città di Troia, ecco la difesa blucerchiata diventare le mura di Ilium. E, purtroppo, un caprifico, una zona di debolezza dove i nemici possono far breccia, è ultimamente spesso presente. Intendiamoci, nella prestazione complessiva vista in scena in quel dell'Olimpico di Torino, la retroguardia del Doria è risultata abbastanza solida, ma, appunto, con alcune disattenzioni davvero gravi, talvolta fatali.

Omar (sic!) Colley è ormai diventato un vero e proprio oggetto del mistero: ha dimostrato, nel corso di gare passate, di avere i numeri per essere un difensore centrale solido, preciso ed attento, qualità nelle quali però risulta ormai troppo spesso incostante, soprattutto per quanto riguarda l'attenzione: il grossolano errore di marcatura su Verdi è solo l'ultimo di una serie di misfatti che hanno arrecato fragilità alla retroguardia della Sampdoria. Un danno per la squadra ed un vero peccato per un difensore che potrebbe essere insostituibile.

Seppur non rei di reti subite, anche Bartosz Bereszyński, Nicola Murru e Lorenzo Tonelli hanno disputato una gara altrettanto buona, benché macchiata da imprecisioni che avrebbero anche potuto costare caro. Il polacco soffre un poco le incursioni di Aina, ma resta a fare buona guardia, così come gli altri compagni di reparto che però, più nervosi, al pari di Colley, rimediano un cartellino giallo ciascuno.

La difesa della Sampdoria, le mura blucerchiate, stanno attraversando un periodo, la gara disputata contro il Toro ne è paradigma, di solidità, ma le disattenzioni, quei punti ove cresce un metaforico caprifico, rendono talvolta vita facile ai nemici intenti ad assaltare la porta (ben!) difesa da Audero. Mettere a posto i punti di debolezza della linea arretrata, per diventare impenetrabili bastioni, è la strada da seguire. D'altronde, se solo Ettore avesse dato retta ad Andromaca...