CON IL CUORE FINO ALLA VITTORIA – Un errore non definisce chi siamo

CON IL CUORE FINO ALLA VITTORIA – Un errore non definisce chi siamo
lunedì 24 dicembre 2018, 12:58News Doria
di Corrado Camera
La rubrica settimanale sulla difesa blucerchiata

I quattro goal subiti nelle prime nove giornate di campionato sono ormai un ricordo. Quella solidità è stata probabilmente frutto non solo di un’ottima impostazione dell’intera fase difensiva ma anche della quasi completa assenza di errori dei singoli e di qualche mancanza degli avversari in fase realizzativa. Tuttavia, dopo le negative partite con Milan, Torino e Roma, sembra che la difesa blucerchiata abbia ritrovato un certo equilibrio e probabilmente quella serie di gare ad inizio stagione ha ancora un ruolo nella consapevolezza che si è venuta a creare nella squadra. Con il proseguio della stagione si continuano a vedere alcuni errori individuali, ma sembra che la confusione delle tre partite di inizio novembre sia superata.

Anche sabato le due reti dell’Empoli sono venute da due errori individuali. Murru ha causato il rigore del momentaneo vantaggio dei toscani con un intervento molto irruente su La Gumina, che difficilmente sarebbe riuscito a calciare in porta dalla posizione in cui si trovava. Il secondo goal dell’Empoli è invece nato da un movimento in ritardo di Andersen che ha vanificato un fuorigioco. Quello che colpisce però è che chiunque sbagli non si faccia mai condizionare nel resto della partita. Questa è una costante della stagione in corso per qualsiasi difensore della Sampdoria, Audero incluso. Credo inoltre che sia un segno di unità del gruppo oltre che di tranquillità e consapevolezza nelle proprie qualità e in quelle dei compagni di reparto. Il concetto è che l’errore è lecito, può capitare a tutti, nessuno è colpevole e anzi non essere perfetti è solo umano. C’è fiducia tra compagno e compagno ed è come ci sia la certezza che chi ti sta al fianco valga di più dell’episodio negativo in cui si è incappati.

Credo di avere usato Nicola Murru già più di una volta in questa rubrica come esempio o semplicemente per una menzione particolare. Mi sento di farlo ancora una volta perché, a mio avviso, è stato il migliore dell’intero reparto nonostante il rigore. Per il resto della partita ha contenuto molto bene sulla sua fascia e ha probabilmente giocato una delle sue migliori partite in fase di spinta, mettendo tre buone palle per Quaglierella (un fuorigioco, un errore dell’attaccante, un goal) ma soprattutto fornendo un appoggio e uno sfogo sull’esterno costante al centrocampo. Anche il 4-2 di Caprari nasce da una sua discesa sulla sinistra. Questo ancora per sottolineare il concetto espresso in precedenza, un errore è un attimo, ci sono altri 90 e più minuti per dimostrare che è solo qualcosa che qualche volta accade.