CON IL CUORE FINO ALLA VITTORIA - Troppo passivi e concentrati...per esser vero
9 goal subiti nelle ultime due partite. Basterebbe questo per sintetizzare il periodo negativo della Sampdoria. Una difesa troppo passiva, poco concentrata e che non si è mossa con sincronia come nelle corde tattiche delle difese di Giampaolo. Come spesso si sente dire dagli allenatori si attacca e si difende in 11 e domenica, contro l'Inter, alla difesa blucerchiata è mancata la collaborazione tra i reparti. Ma i nerazzurri sono stati bravi e abili a scavalcare il centrocampo blucerchiato, specialmente con Cancelo, per poi allargare la retroguadia e colpire. Scaltri, inoltre, ad approfittare degli errori in fase di impostazione della Samp. Non a caso i 5 goal sono nati da queste situazioni.
Il campanello d'allarme è arrivato al 21' quando Rafinha ha sbagliato un'occasione clamorosa a due passi da Viviano: azione nata da un traversone di Candreva che mette fuori dai giochi difensivi Ferrari e favorisce il 3 vs 2 avversario. Da quel momento l'Inter ha preso in mano le redini del gioco e pochi minuti dopo è arrivato il vantaggio. Nasce tutto dal giro palla avversario e dalla poca aggressività di Torreira e Ramirez nell'andare a pressare il terzino portoghese. Palla in mezzo al limite dell'area e movimento di Perisic che mette fuorigioco Silvestre.
In seguito il rigore, che vale il raddoppio avversario, è figlio della pressione degli uomini di Spalletti, oltre che di una circolazione lenta del pallone di Praet & C. che rubano palla e allargano il gioco su Candreva con Murru che, rimanendo vicino a Ferrari, ritarda la chiusura sul portatore di palla.
Il terzo goal, invece, nasce dall'errore in uscita di Ramirez. Il trequartista si allunga il pallone che diventa preda del solito Cancelo bravo, subito dopo, ad innescare in profondità Perisic che mette in mezzo e, dopo una prima chiusura tempestiva di Silvestre, il batti e ribatti favorisce la doppietta di Icardi.
Il poker è quasi una fotocopia dell'azione del rigore ma che nasce dall'ottima impostazione di gioco degli ospiti. Ancora una volta è il terzino destro interista che fa partire la manovra: un lancio lungo e preciso supera il centrocampo blucerchiato e innesca Rafinha; il brasiliano va verso la difesa per poi scaricare nuovamente sulla destra a Candreva con Murru di nuovo in ritardo nella chiusura. Palla in mezzo, altro batti e ribatti, Ferrari prova a spazzare ma becca Gagliardini il cui tocco favorisce Rafinha che a pochi cm da Viviano sbaglia con la palla che arriva all'attaccante argentino che sigla cosi la sua tripletta.
Infine l'ultimo goal è simile al primo con Silvestre colto nuovamente in controtempo da un movimento avversario. Questa volta è Candreva che si incunea in area di rigore e grazie alla sua mobilità favorisce il pokerissimo. Barreto con un assist involontario serve ancora Icardi lasciato libero da Ferrari di posizionarsi al meglio e colpire per la 4°volta Viviano.
Passività difensiva e sfortuna affondano sostanzialmente la Sampdoria. La squadra, ora, è chiamata a ritrovare quella solidità difensiva che ha caratterizzato la gestione Giampaolo in blucerchiato per non far svanire un obiettivo, ormai, a portata di mano.
