CON IL CUORE FINO ALLA VITTORIA - Swing, cuore e attributi

CON IL CUORE FINO ALLA VITTORIA - Swing, cuore e attributiTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
martedì 2 aprile 2019, 09:22News Doria
di Paolo Paolillo

L'ardente scudo sopra il cuore....recita uno dei motti più famosi fra i cuori blucerchiati. Ardente scudo a difendere il cuore, si potrebbe dire della gara di sabato. Quello degli spettatori, quello dei compagni, quello della difesa. Ardente. Così è l'aggettivo giusto per descrivere la prestazione della retroguardia doriana, che, nel complesso, ha lasciato le briciole agli avversari, asfissiandoli e innervosendoli, rendendo vana ogni giocata provata da Piatek e soci, giocando con lucido entusiasmo, portando il cuore, e anche qualcosa che sta molto in basso, oltre l'ostacolo, a prendersi tre punti di vitale importanza.

Meraviglioso Sala, in marcatura su Castillejo, entrando sottopelle allo spagnolo, levandogli – poco a poco – terreno, costringendolo a giocare lontano dalla porta e poi sulla fascia opposta. Quando spinge, eccome se spinge. Tra i tifosi si scherza dicendo come Giampaolo potesse paragonarlo prima a Cancelo, ma da ridere c'è poco. Sta giocando bene e quando si scatena in scivolata per recuperare, fa esplodere la Sud in più di un'occasione, dimostrando come sia cresciuto anche in personalità e carisma.

Stesso discorso vale per Murru, che ha disputato – forse – la migliore partita in maglia doriana. Un attestato di qualità, di crescita, di maturità per il difensore sardo che ha letteralmente arato quella fascia e ci fa finalmente dire che abbiamo un terzino sinistro. Tiene alla grande Suso, limitandolo ad un solo tiro in porta e qualche cross mollo. La lezione dell'andata la ha imparata, costringendo l'ex Liverpool ad essere cambiato. Poi dà il colpo di grazia anche alla partita di Castillejo, trasferitosi dalla sua parte per trovare spazio, ma venendo respinto. Quando sale è sempre con il tempo giusto e poi quel sinistro è proprio educato. L'intervento su Piatek è una follia calcolata, è sfrontatezza, è incoerenza, ma è decisiva. A breve troverà anche la prima gioia, perché se la meriterebbe e perché non disdegna di affacciarsi spesso all'area avversaria.

Non ci sono più parole per descrivere Andersen, che gioca una partita di una freddezza e una personalità quasi irrisoria. Due flash: quando, nell'unico momento di difficoltà seria della squadra, si gira ed incita la Gradinata ad alzare il volume e quando riprende Colley per una posizione di attesa della giocata milanista, troppo pigra. Abbiamo un leader in gruppo. Sembra gli venga tutto facile, è sempre sulla traiettoria del pallone, sembra non temere chi ha davanti, indipendentemente dal nome. Trova sempre la posizione migliore per affrontare il proprio uomo e, quando può, lo anticipa senza pietà. Di testa, poi, non si discute. Tutte sue. Dall'errore al derby in poi, un percorso perfetto. Chapeau, invece, per Omar Colley. La sorpresa della stagione blucerchiata, l'Uomo Nero che sta diventando un idolo per la Gradinata Sud, ha attirato l'attenzione dei propri tifosi per la vigoria, l'efficacia e anche la decisione dei suoi interventi. In più, osservandolo bene, non sbaglia nessuna decisione nè nessuna scelta. Ogni tanto è rivedibile coi piedi, ma crescerà. Gran bel colpo estivo del Ds Osti e la "questione Tonelli" è bella che dimenticata.

Non scordiamoci, infine, di Audero, che cala un'altra parata da campione vero, perchè su Suso non è banale nell'allungarsi alla sua destra, visto che è anche coperto da più compagni. Invece ci arriva e disinnesca l'occasione migliore del Milan. Due sue uscite basse sono provvidenziali, in uscita alta è diventato una certezza oramai, per lettura e potenza. Manca ancora un po' di tecnica, ma un portiere finchè salva i gol il suo lo fa e, Audero, il suo lo ha fatto. Eccome.

Insomma, una difesa che ha fatto la differenza, che ha costruito la decima partita a rete inviolata, che concede solo tre palle gol al Milan, che recupera dieci palloni solo con Colley e Murru, che si aggrappa ad un giovane veterano, due ali prestate alla difesa e alla fisicità dell'Africa per continuare a ballare questo swin bello e frizzante, continuo ed elettrizzante, che permette di sentirci vivi. Una difesa da Europa.