CON IL CUORE FINO ALLA VITTORIA - pragmatici come il Mister

Rubrica di approfondimento sul reparto difensivo della Sampdoria
14.11.2019 09:24 di Matteo Rosagni   Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
CON IL CUORE FINO ALLA VITTORIA - pragmatici come il Mister

Cominciamo da un fatto: la difesa della Sampdoria è rimasta vergine dopo aver affrontato l'attacco dell'Atalanta, ancora ad oggi il più prolifico dell'intera Serie A, con ben 30 reti all'attivo. Non è cosa di poco conto, considerando che, di contro, il reparto difensivo blucerchiato finora non si era certo contraddistinto per impenetrabilità, benché non figurando tra i peggiori.

Lo stesso Claudio Ranieri, nel dopo partita di Domenica scorsa, ha sottolineato l'enorme importanza dell'essere riusciti a non subire reti, in quanto la difesa è stata brillantemente metaforizzata come le fondamenta di una casa, della quale il Mister blucerchiato si reinventa costruttore e spiega come nella costruzione di un edificio si debba partire dalla base, per poi terminare con quadri, fiori e mobilio vario, che nient'altro sarebbero che i gol segnati. Marcature che senz'altro è comunque necessario arrivino il prima possibile, per spiccare definitivamente il volo che porterà in porti sicuri lontani dalle cattive acque della bassa classifica. Step by step, un gradino alla volta, come dicono nella terra dove l'allenatore di Testaccio ha vinto un leggendario campionato.

Nella gara disputata dai blucerchiati contro gli Orobici, il reparto arretrato della Sampdoria è riuscito ad erigersi come muraglione difensivo dalle solide capacità: a discapito di velleità tecniche, i difensori hanno volto la propria concentrazione su precise marcature, tessendo maglie in grado di imbrigliare gli attaccanti bergamaschi e rendere vani i loro tentativi a rete. I centrali hanno svolto bene il compito a loro assegnato, permettendo ad Audero di impegnarsi principalmente nei tiri dalla distanza, riuscendo a spegnere i fuochi d'attacco neroblu. I terzini invece hanno rinunciato a fornire carburante alla fase offensiva, in favore di una maggiore copertura sulle fasce della propria metà campo.

Alex Ferrari, al netto delle polemiche per la vera o presunta mancata espulsione, ha giocato una partita attenta, dimostrandosi sempre più valida alternativa a Murillo. Omar Colley non si eleva nelle splendide giocate che ha saputo mettere in mostra in altre gare, concentrandosi più su azioni interdittive tipiche di un centrale puro. Bartosz Bereszyński e Nicola Murru, come detto, rimangono vigili in fase difensiva, a discapito di quella offensiva.

Una prestazione nel complesso quindi sicuramente positiva, quella fatta dalla difesa blucerchiata avversaria della Dea. Pragmatismo al servizio della causa: senza i fronzoli tecnici e tecnicismi svolazzanti, la linea arretrata della Sampdoria gioca così come vuole il suo allenatore, volta a porre le basi, le fondamenta, per la villa che verrà.