CON IL CUORE FINO ALLA VITTORIA - post fata resurgo

Rubrica di approfondimento sul reparto difensivo della Sampdoria
23.09.2019 09:54 di Matteo Rosagni   Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
CON IL CUORE FINO ALLA VITTORIA - post fata resurgo

"Post fata resurgo".

"Dopo la morte mi rialzo" è il motto della fenice, il mitologico uccello di fuoco sacro agli antichi Egizi, in grado di rinascere dalle proprie ceneri. Traslato dalla letteralità della locuzione latina, il significato intrinseco è quello di sapersi sempre rialzare dopo che le avversità hanno scaraventato in terra, di non lasciarsi spezzare definitivamente da ciò che di negativo avviene durante il cammino, ma al contrario saper trovare nuova linfa vitale proprio laddove ormai tutto sembra cenere. La costante ricerca di una nuova via, insomma: proprio quello che Mister Di Francesco ed i suoi ragazzi hanno saputo fare.

Con nove reti subite nella prime tre giornate di campionato, la difesa blucerchiata pareva reparto allo sbando, incapace di trovare quella quadra che permettesse di riuscire ad essere un solido bastione erto a difesa della porta doriana. Contro il Torino invece, le mura sono rimaste solide, certo non troppo bombardate da un attacco granata sicuramente non implacabile, ma pur sempre pericoloso e ricco di giocatori di qualità. Di Francesco opta nuovamente per una difesa a tre, con le ali del centrocampo a cinque pronte a salire in caso di necessità, ma mischiando le carte rispetto a quanto visto contro il Napoli.

Via libera allora, dal primo minuto, per Bartosz Bereszyński, Alex Ferrari ed Omar Colley. E' proprio quest'ultimo il vero mattatore della partita: fin dai primi scampoli di gara dà dimostrazione di essere entrato in campo col miglior piglio, concentratissimo e desideroso di mettersi in bella mostra d'innanzi al pubblico amico. Non si risparmia: i suoi interventi sono precisi, spesso con scivolate - trademark del giocatore - che soffiano il pallone ai giocatori avversari con puntualità. Talvolta rischia con interventi al limite di ciò che il regolamento consente, ma riesce comunque ad uscire dal campo senza sanzioni disciplinari a suo carico. Nel secondo tempo inizia anche proporsi in fase offensiva: al 9' si invola da solo, da centrocampo, e unicamente un preciso stop avversario riesce a porre fine alla sua sgroppata verso la porta del Torino, poi ancora al 21' prova ad insaccare di testa, ma la palla finisce a lato. In pieno recupero, si prende magistralmente un fallo che annienta le velleità di pareggio granata. Colley: onnipresente e monumentale.

I compagni di reparto, comunque, non sfigurano e vanno a disputare una gara attenta e precisa, consentendo alla Sampdoria di mettere in cassaforte il risultato. Al 24' del secondo tempo Ferrari lascia il posto a Jeison Murillo, che si rende prezioso cinque minuti dopo con un intervento precisissimo col quale evita il peggio per la porta blucerchiata. Tutti promossi quindi, quest'oggi, in quel di Marassi: ora l'unica cosa da fare è proseguire su questa strada, sicuri che con una difesa in grado di sopportare gli assalti dei reparti avanzati delle compagini avversarie, la Sampdoria potrà ritrovare quella continuità di risultati positivi e quindi di serenità attraverso la quale iniziare a sognare altri lidi e avventure, magari chissà, anche con una nuova guida dal glorioso passato.