CON IL CUORE FINO ALLA VITTORIA – Note positive poche, ma da qualcosa bisogna ripartire

CON IL CUORE FINO ALLA VITTORIA – Note positive poche, ma da qualcosa bisogna ripartireTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
mercoledì 28 novembre 2018, 09:04News Doria
di Corrado Camera
La rubrica settimanale sulla difesa blucerchiata

Il derby è sempre una partita strana, soprattutto in termini di aspettative. Il tifoso innanzitutto vuole il risultato. Se la sua squadra gioca peggio e vince è comunque una goduria, anzi magari pure una doppia goduria perché sa di beffa nei confronti dei rivali.

Se la partita viene pareggiata, ecco che il risultato non basta, il tifoso vuole che la sua squadra sia stata superiore agli avversari sul piano del gioco e sul piano dell’aggressività. C’è questa necessità, questo desiderio profondo di poter dire noi siamo migliori. In questi termini, la partita di domenica sera per il tifoso sampdoriano è stata una delusione. E questa delusione può sicuramente portare ad un’analisi ipercritica della prestazione offerta da chi è sceso in campo.

Essendo passate un po’ di ore dalla partita e sbollita una parte dello sconforto, cercherò di fare un’analisi della fase difensiva un po’ più lucida di quella che ne sarebbe uscita a caldo. Sul rigore, purtroppo, l’errore resta evidente e non c’è nulla da salvare. Se il portiere ha chiamato il pallone la responsabilità è sua, essendo l'uscita in evidente ritardo; se non c’è stato alcun urlaccio, la responsabilità è del difensore, che interrompe la corsa e lascia campo aperto all’avversario.

Nel proseguio della partita, i due giocatori hanno offerto prestazioni agli antipodi. Andersen ha sbagliato quasi tutto lo sbagliabile, da posizionamenti a passaggi relativamente semplici in fase di impostazione, mentre Audero si è dimostrato il migliore del reparto arretrato con tre parate salva risultato. Dovendo giudicare da questo, sembrerebbe che il danese abbia risentito della responsabilità di quello che probabilmente è stato principalmente un suo errore, mentre il numero uno è riuscito a mantenersi tranquillo e concentrato. Nel dopopartita Audero ha parlato di incomprensione tra lui e Andersen, parole che gli fanno onore e che tolgono un po’ di peso dalle spalle del compagno reduce da una serata veramente complicata.

Riguardo gli altri, come al solito gli esterni bassi hanno sofferto il centrocampo a cinque e il gioco largo degli avversari. Murru è parso un po’ più in difficoltà di Bereszyński. Il polacco infatti, seppur saltato più di una volta da Lazovic, non si è mai dato per vinto e si è prodotto in alcuni recuperi degni di nota, sia per atletismo sia per agonismo. Anche per lui però tanti errori in fase di impostazione, a testimoniare forse una mancanza di tranquillità a causa delle recenti sconfitte e dell’obbligo di non dover perdere.

Tirando le somme, le poche note positive sono aver subito un singolo goal dopo gli undici in tre partite, aver interrotto la striscia di sconfitte, la capacità di Audero di reagire agli errori, e il carattere di Tonelli. Anche il centrale toscano non ha giocato la sua miglior partita, ma è rimasto costantemente nel match senza mollare di un millimetro e cercando ripetutamente di scuotere i compagni.

Sono tutti ingredienti che potrebbero servire per ritrovare la consapevolezza delle prime giornate, indispensabile per tornare a vincere.